Tenuità del fatto: davanti al Giudice di pace la vittima può opporsi
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31 Mar 2016
 
L'autore
Andrea Iurato
 


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Tenuità del fatto: davanti al Giudice di pace la vittima può opporsi

La non punibilità dei reati per particolare tenuità del fatto si può applicare ai reati di competenza del Giudice di pace solo se la vittima del reato non si oppone.

 

Una sentenza di oggi della Corte di Cassazione [1] ha stabilito che la non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere applicata per i reati di competenza del Giudice di pace solo se la vittima e lo stesso imputato non si oppongono.

 

Ad un anno esatto dall’entrata in vigore della norma che ha previsto la non punibilità di alcuni reati per particolare tenuità del fatto [2], la Corte di Cassazione ha stabilito che la nuova norma non si può applicare ai reati meno gravi per eccellenza: quelli per cui è competente il Giudice di pace.

La legge che regola il processo davanti al Giudice di pace prevede infatti una norma speciale [3] che ricalca quasi interamente quella prevista per tutti gli altri reati, con la sola rilevante differenza che in questo caso sia la vittima del reato che l’imputato possono opporsi alla dichiarazione della particolare tenuità del fatto.

 

Mentre per gli altri più gravi reati i Tribunali possono quindi applicare la particolare tenuità del fatto anche se la vittima del reato si oppone, il Giudice di Pace non può superare questa opposizione e anche se ritiene il fatto occasionale e non grave deve comunque proseguire il processo e condannare il colpevole.

 

Tra i reati più comuni di competenza del Giudice di pace, a cui si applicherà soltanto la norma speciale, ci sono quelli di diffamazione, minaccia, lesioni personali e lesioni colpose.


[1] Cass., sent. n. 336 del 31.3.2016

[2] Cod. pen., art. 131-bis

[3] D. Lgs. n. 274/2000, art. 34.

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