Separazione e divorzio: assegnazione della casa senza figli
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1 Apr 2016
 
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Separazione e divorzio: assegnazione della casa senza figli

Mi sto per separare: posso ottenere l’assegnazione della casa coniugale anche se io e mio marito non abbiamo avuto figli?

 

Sebbene la legge non disciplini espressamente l’ipotesi dell’assegnazione della casa in mancanza di figli o del caso in cui i figli siano maggiorenni e autosufficienti, la giurisprudenza condivide il principio secondo cui l’assegnazione del tetto coniugale è una misura disposta per tutelare il diritto dei figli a vivere nello stesso ambiente. Il che significa che, nel decidere in merito a chi vada la casa, il giudice deve tenere in considerazione solo l’interesse della prole e non quello dell’ex coniuge (la moglie, nel caso di specie).

 

L’eventuale assegnazione della casa coniugale all’ex coniuge non intacca il diritto di proprietà o eventuali altri diritti reali o personali di cui siano titolari i coniugi: questo significa che se la casa è di esclusiva proprietà dell’altro coniuge, questi rimane tale anche durante il periodo in cui l’immobile viene assegnato all’ex, subendo solo il limite alla possibilità di usufruire e disporre del bene per tutto il periodo in cui sia vigente il provvedimento di assegnazione; periodo che può però anche essere di molti anni quando ci sono figli in minore età.

 

Come detto, in generale il giudice assegna la casa al coniuge con cui il figlio o i figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti convivono o a quello a cui sono affidati.

Anche in caso di affidamento condiviso, il giudice deve determinare dove si svolge in prevalenza la vita dei figli, a tutela della quale assegna la casa familiare al coniuge con il quale i figli intrattengono le relazioni più stabili e frequenti. Tanto è vero che se il coniuge presso cui i minori sono collocati decide di andare a vivere altrove (per esempio a casa dei genitori, ossia dei nonni dei bambini, l’assegnazione della casa coniugale viene revocata e l’immobile torna nella disponibilità piena del suo titolare).

 

In mancanza di figli o nel caso in cui i figli siano maggiorenni e autosufficienti la tesi prevalente tra i giudici ritiene che non si possa assegnare la casa familiare al coniuge non proprietario, neanche a titolo di mantenimento. Già l’assegno di mantenimento mensile, che viene disposto e quantificato dal tribunale, adempie alla funzione assistenziale dell’ex con un reddito inferiore rispetto all’altro.

 

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno ribadito che, in mancanza di figli, il giudice non può assegnare la casa al coniuge più debole come forma di contributo al mantenimento: solo la tutela dell’interesse dei figli può giustificare la limitazione dei diritti del proprietario (o del titolare di altro diritto reale) che determina il provvedimento di assegnazione [1].

Pertanto nella separazione il giudice non può assegnare la casa familiare per riequilibrare la situazione patrimoniale delle parti, neppure se l’assegnazione viene chiesta dal coniuge più debole come forma di contributo al proprio mantenimento.

 

Una tesi minoritaria ritiene invece che l’assegnazione possa equilibrare i rapporti economici tra i coniugi e soddisfare il diritto al mantenimento.

Come detto, però, la tesi prevalente in giurisprudenza ritiene che, se mancano i figli (o se sono maggiorenni e autosufficienti), al coniuge non proprietario non spetta il diritto all’assegnazione della casa familiare.

 

Pertanto, in assenza di prole, se la casa è di proprietà esclusiva di uno dei due coniugi questi ne rientra in possesso, senza che l’altro possa accampare pretese. Se, invece, è in comunione dei beni, i coniugi dovranno decidere sulla sorte delle rispettive quote procedendo alla vendita o alla divisione. In mancanza di accordo, sarà il giudice a decidere. Qualora la divisione naturale non dovesse essere possibile (si pensi a un appartamento che non possa essere frazionato in due distinte unità immobiliari), si dovrà procedere alla vendita e alla divisione al 50% del ricavato.


[1] Cass. SU sent. n. 11297/1995, n. 18992/2011, n. 1491/2011, n. 23591/2010.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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