HOME Articoli

Le Guide Pubblicato il 3 aprile 2016

Articolo di

Le Guide Permessi e congedi, si possono usare per fare ponte?

> Le Guide Pubblicato il 3 aprile 2016

Permessi, riposi, congedi: quali assenze è possibile utilizzare in modo lecito per fare ponte o prolungare un weekend.

Esiste un modo lecito per fare ponte o prolungare un fine settimana evitando contestazioni da parte dell’azienda? La risposta è affermativa e non consiste nel mettersi in malattia.

Assentarsi per malattia quando non è in corso alcuna patologia, difatti, espone il lavoratore al rischio di essere facilmente smascherato dal controllo del medico fiscale; inoltre, non è un modo per prolungare una vacanza, in quanto costringe il lavoratore a stare in casa durante le fasce di reperibilità, sin dal primo giorno di assenza e persino durante le domeniche e nei festivi.

Per assentarsi e prolungare le vacanze esistono diversi istituti a favore del dipendente, perfettamente leciti: parliamo non solo delle ferie, ma anche dei permessi retribuiti che spettano in base ai contratti collettivi (come i permessi ex festività, riduzione orario di lavoro e permessi per particolari causali previsti dai singoli accordi collettivi), dei riposi compensativi spettanti per gli straordinari e dei permessi o delle aspettative non retribuite per motivi personali.

Inoltre vi sono permessi e congedi spettanti in situazioni particolari (legati alla maternità, all’assistenza di disabili, alle cariche sindacali o pubbliche ricoperte dal dipendente, alla formazione): in questo caso però devono essere utilizzati per la loro specifica finalità, per non configurare un abuso.

Vediamo, in questa breve guida, i principali permessi e congedi utilizzabili.

Ferie

Utilizzare le ferie per “fare ponte” può sembrare un suggerimento banale: spesso, tuttavia, sono le soluzioni più semplici a risolvere le situazioni più ingarbugliate. Le ferie, nella prassi, sono raramente utilizzate come “assenze strategiche”, in quanto in molti erroneamente ritengono che ne spettino soltanto 2 settimane l’anno. Niente di più sbagliato: le ferie spettanti, per legge [1], alla generalità dei dipendenti, a prescindere dal contratto collettivo, sono pari a 4 settimane. Le 2 settimane a cui si fa riferimento sono le settimane di ferie che il datore deve concedere entro l’anno di maturazione, possibilmente in modo consecutivo: nulla vieta, dunque, al dipendente, di richiedere una giornata delle 4 settimane spettanti per prolungare un weekend o fare ponte.

Permessi ex festività

Quasi tutti i contratti collettivi, per sopperire all’abolizione delle vecchie festività, ha introdotto i cosiddetti permessi retribuiti ex festività: si tratta di permessi pari a 4 giorni l’anno o a 32 ore. Solitamente, se il lavoratore non sfrutta questi permessi entro l’anno, questi sono retribuiti in busta paga. Dato che comunque tali ore devono essere retribuite, per il datore la loro concessione non è un enorme sacrificio. Inoltre non è richiesta, al contrario di altre tipologie di assenza, una particolare motivazione per fruire di queste assenze.

ROL

I cosiddetti R.o.l. (la sigla sta per riduzione orario di lavoro) sono dei permessi spettanti in base ai contratti collettivi: l’ammontare delle ore di Rol annue è diversa a seconda dell’accordo collettivo applicato, dell’inquadramento e dell’orario del lavoratore.

Ad esempio, nel contratto collettivo del settore commercio, a un lavoratore full time spettano 56 ore di Rol annue, se l’azienda è sotto i 15 dipendenti, mentre spettano 72 ore l’anno se è sopra i 15 dipendenti.

Per questi lavoratori, dunque, tra Rol ed ex festività matura un rateo di permessi mensili pari a 7,33 ore, se appartengono a un’azienda sotto i 15 dipendenti, o pari a 8,66 ore, se appartengono a un’azienda con oltre 15 dipendenti.

Il rateo relativo ai permessi retribuiti copre dunque pienamente un eventuale ponte o prolungamento del weekend, oltre a non costituire un sacrificio per il datore di lavoro, che è tenuto a pagare i Rol entro 18 mesi dall’anno di maturazione, se non fruiti.

Permessi e congedi per motivi personali

Molti contratti collettivi offrono inoltre la possibilità di fruire di permessi per motivi personali, in aggiunta o in alternativa al congedo per gravi motivi personali o familiari, noto come aspettativa non retribuita(in quest’ultimo caso il periodo di assenza è più lungo ma deve essere documentato il grave motivo dell’assenza):

– i CCNL Alimentare ed Autrasporto prevedono brevi permessi per giustificati motivi, con facoltà per l’azienda di non corrispondere la retribuzione; il CCNL Autotrasporto  prevede inoltre 20 ore di permessi annui non retribuiti (10 ore possono essere retribuite per l’effettuazione di esami clinici e visite specialistiche);

– il CCNL Calzature prevede brevi permessi per assentarsi dall’azienda durante l’orario di lavoro per giustificati motivi (da richiedersi con preavviso di 48 ore, salvo i casi di comprovata urgenza);

– il CCNL Carta, per motivi personali e familiari, prevede, oltre all’aspettativa non retribuita, dei brevi permessi, con facoltà per l’azienda di non erogare la retribuzione;

– il CCNL Chimica prevede, oltre a un’aspettativa per necessità personali comprovate, brevi permessi non retribuiti per giustificati motivi; inoltre prevede ulteriori brevi permessi per assistere figli di età inferiore a 6 anni (non disabili), per esigenze familiari in genere e per lavoratori provenienti da Paesi extraeuropei che debbano rimpatriare per gravi motivi familiari;

– il CCNL Gomma/Plastica, per motivi personali o familiari, prevede un’aspettativa non retribuita, mentre il CCNL Grafica /Editoria, oltre all’aspettativa, prevede anche la fruizione di brevi permessi, compatibilmente con le esigenze aziendali ;

– il CCNL Legno /Arredamento non prevede permessi con motivazione generica, ma prevede soltanto 3 giorni complessivi di permesso retribuito, per decesso o grave infermità del coniuge, di un parente entro il 2° grado, anche non convivente, o di un componente della famiglia anagrafica del dipendente;

– il CCNL Metalmeccanica prevede brevi permessi non retribuiti, o un’aspettativa sino a 6 mesi (per i lavoratori con 10 anni e più di anzianità), per motivi personali in genere; 3 giorni complessivi di permesso retribuito (anche frazionabile) per decesso o documentata grave infermità del coniuge, di un parente entro il 2° grado, anche non convivente, o di un componente della famiglia anagrafica del dipendente;

– il CCNL Commercio e Terziario prevede:

3 giorni complessivi di permesso retribuito (anche frazionabile) per decesso o documentata grave infermità del coniuge, di un parente entro il 2° grado, anche non convivente, o di un componente della famiglia anagrafica del dipendente;

– un’aspettativa non retribuita sino a 2 anni, per gravi motivi familiari, relativi alla situazione personale, della propria famiglia anagrafica e dei soggetti previsti dal codice civile anche se non conviventi, nonché dei portatori di handicap, parenti o affini entro il 3° grado, anche non conviventi;

– il CCNL Turismo, infine, prevede un congedo straordinario retribuito fino a 5 giorni  per disgrazia a familiari o per gravi calamità e permessi di breve durata per motivi personali in genere, con possibilità di recupero con ore di lavoro (al massimo un’ora al giorno), in casi speciali e giustificati.

Altri permessi e congedi con specifiche causali

Vi sono poi ulteriori permessi e congedi fruibili per specifiche situazioni: naturalmente fruire di tali permessi in assenza della specifica motivazione, o utilizzarli di fatto per andare in vacanza, costituisce un abuso che può dar luogo a sanzioni disciplinari, sino al licenziamento.

Si riporta di seguito un breve elenco delle principali assenze concedibili per motivazioni particolari (si veda, per approfondimenti: Aspettativa dal lavoro, tutti i motivi che la giustificano):

– permessi per chi ricopre cariche pubbliche elettive (sindaci, consiglieri comunali, regionali e provinciali, componenti di consigli circoscrizionali, membri del Parlamento, del Governo, degli organi elettivi UE etc…);

– aspettativa per formazione e per dottorato di ricerca;

– aspettativa per volontariato;

aspettativa e permessi Legge 104, per assistere familiari portatori di handicap grave (per approfondimenti: Permessi Legge 104, guida completa);

– aspettativa per ricongiungimento col coniuge all’estero;

– aspettativa per avviare un’attività imprenditoriale;

– congedo per lutto e aspettativa per gravi motivi familiari;

– permessi e congedi legati alla maternità ed alla paternità (congedo di maternità e paternità, congedo parentale, riposi per allattamento, permessi per visite mediche, permessi per malattia dei figli, permessi per genitori di disabili); per approfondimenti sulle ultime novità, si veda: Nuovo congedo parentale a ore

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

I PROFESSIONISTI DEL NOSTRO NETWORK