Enti no profit: un nuovo modo di vivere l’impresa
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1 Apr 2016
 
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Elvira De Napoli
 


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Enti no profit: un nuovo modo di vivere l’impresa

L’espressione no profit individua tutte quelle organizzazioni private che non perseguono scopi di lucro la cui finalità consiste nella erogazione di servizi di utilità collettiva.

 

Gli enti no-profit o “non profit” costituiscono il cosiddetto terzo settore, il quale può considerarsi territorio di confine tra il Pubblico e il Privato imprenditore, all’interno del quale operano una gamma articolata di organismi e di formazioni sociali ove si attivano meccanismi stabili di solidarietà, fondati sulla reciprocità. Obiettivo degli enti non profit è, dunque, soddisfare eguali ideali e bisogni sociali attraverso la realizzazione di un interesse comune a tutti i soggetti che vi partecipano: scopo delle associazioni in genere è, infatti, creare un’integrazione tra i soggetti costituenti e i destinatari dei servizi offerti attraverso attività di utilità sociale ad ampio raggio che variano dalla conservazione del patrimonio artistico ed ambientale alla cura e sostegno di persone svantaggiate da ogni punto di vista, sia esso fisico, psichico, economico, sociale e familiare, anche all’estero, nel contesto degli aiuti umanitari.

 

Si può, pertanto, ritenere che gli enti no profit possano rappresentare – con i dovuti accorgimenti e le necessarie precauzioni – valido ed efficace strumento di individuazione e soddisfazione dei bisogni collettivi, quasi indispensabile per la nostra Società, laddove Stato e mercato appaiono carenti ed inadeguati. Il terzo settore, infatti, nelle sue diverse articolazioni organizzative, produce un bene comune prezioso, definibile come bene relazionale, un bene ed un servizio che vanno ben oltre i ristretti orizzonti di un piccolo volontariato per ottenere risultati che, rivolgendosi al disagio sociale nelle sue molteplici forme, tentano di realizzare il ben-essere della società.

 

Anche le principali dottrine economiche convergono, ormai, nel senso indicato, considerando il bene comune non più come la somma dei profitti di ciascuno, ma come il prodotto della condivisione di tutti coloro che partecipano all’attività economica. Gli enti no profit possono, dunque, se ben indirizzati ed orientati, all’interno della rigorosa disciplina che le regola, perseguire il bene comune, creando un nuovo modo di fare impresa che non sia ad uso e consumo del singolo, bensì al servizio della comunità intera.

 

D’altra parte, l’esigenza di un radicale cambiamento di rotta verso uno sviluppo che sia sostenibile sotto il profilo sociale, economico ed ambientale appare ormai irrinunciabile e non oltre rinviabile. L’invito ad una seria presa di coscienza sulla nostra realtà ci viene rivolto anche dal nostro Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato Si”, nella quale il Santo Padre ci sprona alla “cura della casa comune”.

 

Occorre, allora, una riorganizzazione culturale, scientifica e politica dell’intero sistema economico, che sia coerente con i bisogni delle future generazioni e capace di garantire condizioni di benessere equamente distribuite. In quest’ottica di cambiamento, appare evidente l’importante ruolo che gli enti no profit possono rivestire.

 

L’espressione ente no profit, individua tutte quelle organizzazioni private che non perseguono scopi di lucro e la cui finalità consiste nella erogazione organizzata di servizi di utilità collettiva di tipo assistenziale, ricreativo e/o culturale.


Autore immagine: 123rf com

 


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