Spesometro 2016: obblighi e scadenze di presentazione
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2 Apr 2016
 
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Elvira De Napoli
 


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Spesometro 2016: obblighi e scadenze di presentazione

Tutti i soggetti passivi Iva che liquidano l’iva mensilmente sono obbligati all’invio del modello di comunicazione polivalente entro il prossimo 11 aprile 2016.

 

L’11 aprile scade l’obbligo di invio del il modello di comunicazione polivalente [1]. L’adempimento impone a tutti i contribuenti soggetti passivi iva di comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini Iva effettuate nell’anno di riferimento attraverso il “modello di comunicazione polivalente”. La comunicazione va presentata entro il prossimo 11 aprile (cadendo di domenica la scadenza originaria del 10 aprile) da tutti i contribuenti con Iva mensile ed entro il prossimo 20 aprile dai soggetti che versano l’iva trimestralmente.

 

Sono obbligati alla trasmissione della comunicazione polivalente, meglio conosciuta come il cosiddetto “spesometro”, tutti i soggetti che hanno effettuato operazioni rilevanti ai fini Iva:

 

  • se documentati da fattura, senza alcun tetto relativamente all’importo da comunicare;
  • se non documentati da fattura, per importi di ammontare pari o superiore ad € 3.600,00 al lordo dell’Iva.

 

In un’ottica di semplificazione, nel 2014, veniva concesso ai commercianti al minuto ed alle agenzie di viaggio, un parziale esonero che consentiva di escludere dalla comunicazione le operazioni di importo inferiore ad € 3.000,00 al netto dell’Iva, anche se documentate da fattura. Tale esonero non è stato ancora accordato per l’anno 2015 e ciò comporterà, qualora non dovesse essere concesso nuovamente, un aggravio degli obblighi comunicativi in capo a tali contribuenti, che dovranno inviare tutte le operazioni poste in essere nel 2015 indipendentemente dal loro ammontare.

 

Altra novità per il 2015 è – al momento – l’obbligo della comunicazione del modello da parte delle Amministrazioni Pubbliche [2] che dovranno, per la prima volta, confrontarsi con tale strumento. Anche in questo caso è necessario sottolineare la circostanza che ci potrebbe essere, nei prossimi giorni, da parte dell’Agenzia dell’Entrate, una comunicazione apposita che ricondurrebbe le pubbliche amministrazioni interessate tra i soggetti esonerati.

 

A tal proposito, si ricorda che sono esonerati dall’obbligo della comunicazione oggetto della disamina coloro i quali si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità [3] e del regime forfettario [4].

 

Risultano, poi, escluse dall’obbligo della comunicazione tutte le operazioni già comunicate ed in possesso dell’Agenzia delle Entrate quali: le importazioni e le esportazioni; le operazioni già comunicate all’anagrafe tributaria, quali servizi di energia elettrica e di telefonia; le operazioni effettuate o ricevute nei confronti di contribuenti residenti o aventi sede nei Paesi Black list; le operazioni intracomunitarie già comunicate con il modello INTRASTAT; tutte le operazioni fuori dal campo di applicazione dell’Iva e tutti i contribuenti che optano per la trasmissione telematica delle fatture emesse e ricevute.

 

La comunicazione polivalente può essere facoltativamente effettuata in forma analitica o aggregata, con obbligo, tuttavia, della forma analitica qualora vi siano stati: 1) acquisti da operatori della Repubblica di San Marino; 2) cessioni e/o acquisti con produttori agricoli esonerati. La scelta della modalità di comunicazione deve essere, poi, mantenuta per l’intero anno e/o qualora dovessero esserci invii sostitutivi e/o annullamenti della comunicazione stessa.

 

La forma analitica prevede la comunicazione dei dati di seguito elencati. Per le operazioni documentate da fatture, indipendentemente dall’ammontare: l’anno di riferimento; la partita IVA o il codice fiscale del cliente/fornitore.

In particolare, per ogni fattura emessa sarà necessario indicare: la data di emissione; l’imponibile; l’imposta o l’eventuale dettaglio della non imponibilità; la data di registrazione. Per ogni fattura ricevuta sarà obbligo inserire: la data di registrazione, l’imponibile, l’imposta o l’eventuale dettaglio della non imponibilità o esenzione, la data del documento. Per le operazioni non documentate da fatture (indicando solo gli importi superiori ad € 3.600,00 al lordo dell’iva) dovranno essere comunicati: l’anno di riferimento ed il codice fiscale dell’acquirente e/o committente.

 

Con la forma aggregata, i dati richiesti dalla comunicazione, per ogni operatore, distintamente per le fatture emesse e ricevute sono: la partita iva o in mancanza il codice fiscale; il numero delle operazioni rese o ricevute; l’importo totale delle operazioni imponibili; l’importo totale delle operazioni fuori campo Iva; l’importo totale delle operazioni non imponibili ed esenti, l’importo totale delle operazioni senza esposizione dell’iva; l’importo totale delle note di variazione. È poi necessario indicare le operazioni avvenute con (e da) soggetti non residenti.

 

La mancata comunicazione del modello o l’invio dello stesso con dati incompleti e/o inesatti, comporterà in capo al contribuente la sanzione amministrativa da € 250,00 a € 2.000,00 [5]. È però, possibile avvalersi del c.d. ravvedimento operoso [6], inviando il modello mai comunicato oppure sostituendo quello preesistente ma inesatto e versando una sanzione ridotta avvalendosi del modello F24, indicando l’anno di riferimento della comunicazione e il codice tributo 8911.


[1] Introdotto dall’art. 21 del D.L. 78/2010, rubricato “ Comunicazioni telematiche all’Agenzia delle Entrate”.

[2] Art. 1, comma 2, della Legge 31 dicembre 2009, n. 196

[3] Art. 27 comma 1, 2 del D.L. 98/2011 convertito dalla L. 111/2011

[4] Art. 1 commi 54-89 della L. n. 190/2014

[5] Art. 11 del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.

[6] Art. 13 del D. Lgs. n. 472 del 1997.

 


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