Il giocattolo non funziona: denuncia del difetto ed esercizio della garanzia
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2 Apr 2016
 
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Il giocattolo non funziona: denuncia del difetto ed esercizio della garanzia

In occasione del compleanno di mia figlia ho acquistato, in un negozio, una bambola parlante a batteria. Quando la bimba ha aperto il pacchetto la bambola non funzionava. Il giorno dopo sono ritornata dal venditore per chiederne la sostituzione, ma non era disponibile lo stesso modello. Mi è stato riferito che per aggiustare la bombola erano necessari almeno 30 giorni. Posso richiedere la restituzione del prezzo già corrisposto per l’acquisto?

 

Nella vendita regolata dal cd. “codice del consumo” il venditore è responsabile verso l’acquirente (persona fisica, che abbia acquistato per scopi personali, né professionali, ne imprenditoriali) per un periodo di due anni, che decorrono dalla consegna del bene, per ogni vizio o difetto di conformità che risulti sul medesimo. Entro due anni dall’acquisto il soggetto “consumatore” può richiedere l’intervento in garanzia, che consiste nell’opzione tra la riparazione del bene oppure la sua sostituzione con un prodotto analogo.

 

 

In che consiste il diritto di garanzia?

Secondo il Codice del Consumo la garanzia su un bene mobile presenta le seguenti caratteristiche: è obbligatoria per il venditore; ha un periodo di validità pari a due anni che decorrono dalla consegna del bene; non può essere derogata; può essere fatta valere direttamente dal soggetto consumatore verso il venditore. La garanzia deve essere attivata quando il bene acquistato manifesta un vizio di conformità rispetto alle caratteristiche dichiarate per quel determinato prodotto (ad esempio sulla confezione è riportata la dicitura “bambola parlante” ma in realtà il giocattolo non emette alcun suono). La garanzia per i difetti di conformità o vizi di mancanza di caratteristiche promesse deve riguardare una problematica che caratterizza il bene fin dall’origine, e che quindi non sia conseguenza di rottura o manomissione.

 

 

A chi e quando devo far valere la garanzia?

La garanzia comprende i vizi esistenti al momento della consegna, cioè i difetti originari del bene che si manifestano nel periodo di due anni dalla consegna, escludendo quindi tutte le ipotesi in cui il difetto sia stato provocato da un utilizzo non conforme, come i danni provocati dalla caduta, rottura, manipolazione, riparazione da parte di soggetti non autorizzati. Affinché la garanzia possa operare, il consumatore deve denunciare il difetto di conformità nel termine di due mesi dalla data in cui l’ha scoperto, rivolgendosi al rivenditore, il quale, a sua volta, si rivolgerà al soggetto che gli ha fornito il bene, e via di seguito lungo la catena distributiva, fino ad arrivare al produttore. Il consumatore non può rivolgersi ad altri soggetti della catena distributiva, bensì deve interpellare direttamente il rivenditore che gli ha consegnato il bene.

 

 

Se il venditore rifiuta di prestare l’assistenza sul bene?

Il consumatore deve:

 

  1. Denunciare il vizio di conformità del bene al soggetto venditore nel termine di due mesi dalla scoperta, per iscritto, attraverso lettera raccomandata, posta elettronica certificata, o fax. L’unica ipotesi in cui la denunzia non è necessaria è quando il venditore ha riconosciuto la sussistenza del difetto oppure l’ha nascosto;
  2. Qualora a seguito della denuncia non abbia ricevuto riscontro può rivolgersi agli organismi istituiti presso la Camera di Commercio o le Associazioni dei consumatori, per l’attivazione delle procedure di composizione bonaria della lite;
  3. Può rivolgersi al giudice di pace.

 

 

Posso richiedere subito la restituzione del prezzo senza richiedere la riparazione del bene?

Il Codice del Consumo stabilisce che il consumatore ha diritto al ripristino, senza sostenere spesa alcuna, della conformità del bene, attraverso due tipologie di rimedi:

 

  1. riparazione del bene difettoso o sostituzione con un bene analogo;
  2. riduzione del prezzo e risoluzione del contratto, quando le due opzioni di cui alla lettera a) risultino non possibili ovvero troppo onerose, come ad esempio se la riparazione ha un costo maggiore rispetto al prezzo del bene.

 

 

Ci sono dei tempi predeterminati?

La riparazione del bene e la sua sostituzione devono essere effettuate in un termine “congruo” e non devono arrecare pregiudizio all’acquirente. Soltanto quando il rimedio non sia posto in essere in un tempo ragionevole, il consumatore ha diritto di chiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del prezzo ovvero la risoluzione del contratto con restituzione del prezzo, senza dover subire costo alcuno, neppure per eventuali spedizioni.

 

 

Laura Biarella, Avvocato in Perugia


 


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