Lavori in condominio: non si può pagare direttamente la ditta edile
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3 Apr 2016
 
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Lavori in condominio: non si può pagare direttamente la ditta edile

Il condominio non può pagare la sua parte di millesimi, per le spese di ristrutturazione del palazzo, nelle mani dell’impresa incaricata dei lavori.

 

Nel caso di lavori all’edificio condominiale, approvati dall’assemblea e delegati a una ditta esterna, il singolo condòmino non può pagare la propria quota delle relative spese – calcolata in base ai suoi millesimi – direttamente all’impresa edile: l’unico soggetto a cui deve versare i soldi è l’amministratore, eventualmente con il bonifico sul conto corrente del condominio. Qualora, disattendendo questa regola, egli dovesse pagare la ditta, non sarebbe liberato dall’obbligo di adempiere la propria obbligazione una seconda volta (nei confronti del condominio); addirittura, sarebbe passibile di un decreto ingiuntivo per morosità. È quanto chiarito dal Tribunale di Pordenone con una recente sentenza [1].

 

Il caso è tutt’altro che raro. Purtroppo, nella pratica quotidiana dei condomini, si assiste a (spesso sciocche) prese di posizione che vedono – per pure questioni di principio – determinati soggetti rifiutarsi aprioristicamente di pagare il dovuto per gli oneri di gestione. Quando proprio costretti, costoro preferiscono versare il denaro direttamente alla ditta creditrice che non al proprio condominio.

 

Solo se dovesse intervenire un’esplicita autorizzazione del condominio (preferibilmente scritta), il pagamento effettuato nelle mani del terzo potrebbe avere validità e liberare il condòmino dal proprio debito. Diversamente egli resta tenuto a versare di nuovo la somma nelle mani dell’effettivo creditore, che resta solo il condominio.

 

La sentenza in commento, dunque, ricorda che l’unico soggetto referente per i pagamenti dei debiti del condominio è l’amministratore e in caso di lavori di manutenzione (ordinaria o straordinaria che sia) eseguiti da una ditta il singolo condomino non può eseguire il pagamento della sua parte direttamente nelle mani del creditore; se ciò avviene egli rimane comunque debitore nei confronti del condominio.

 

Il condominio, infatti, si pone, verso i terzi, come soggetto di gestione dei diritti e degli obblighi dei condomini, attinenti alle parti comuni, sicché l’amministratore è rappresentante necessario della collettività dei partecipanti, sia quale assuntore degli obblighi per la conservazione delle cose comuni, sia quale referente dei relativi pagamenti.

 

Senza previa autorizzazione, il singolo condomino non può effettuare il pagamento delle somme dovute al condominio direttamente al terzo creditore e a nulla vale in proposito la dichiarazione di quietanza rilasciata dal legale rappresentante della ditta esecutrice dei lavori.

 

Dall’altro lato, il condomino non può neanche ritardare il pagamento delle rate di spesa, in attesa dell’evolversi delle relazioni contrattuali del condominio, così riversando sugli altri condomini gli oneri del proprio ritardo nell’adempimento, né può dedurre che il pagamento sia stato effettuato direttamente al terzo, in quanto ciò altererebbe la gestione complessiva del condominio; al contrario egli deve adempiere all’obbligazione verso quest’ultimo (salva l’insorgenza, in sede di bilancio consuntivo, di un credito da rimborso nei confronti della gestione i condominiale, ove residuino avanzi di cassa per mancati esborsi o per la risoluzione dei contratti precedentemente stipulati).

 

Sempre in materia di lavori straordinari, una recente sentenza del Giudice di Pace di Taranto ha stabilito la nullità della richiesta di pagamento al singolo condomino, e quindi anche il successivo decreto ingiuntivo, se prima non sia stato istituito l’apposito fondo speciale per i lavori straordinari, previsto dalla riforma del condominio.


[1] Trib. Pordenone sent. n. 823/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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