Le spese straordinarie per i figli non vanno sempre comunicate prima
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3 Apr 2016
 
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Redazione
 


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Le spese straordinarie per i figli non vanno sempre comunicate prima

Separazione e divorzio: nel caso in cui il genitore presso cui convivono i figli sostiene delle spese straordinarie per il loro mantenimento non è tenuto a concordarle prima con l’ex coniuge se esse sono necessarie.

 

Il capitolo “mantenimento dei figli” è sempre fonte di numerose contestazioni per la coppia separata o divorziata: e questo soprattutto perché la legge non specifica quali siano le spese ordinarie (che pertanto si considerano rientranti nell’assegno di mantenimento versato, una volta al mese, dal coniuge non convivente con la prole) e spese straordinarie (che, invece, vanno rimborsate nella misura stabilita dal giudice che di norma è il 50%).

 

La giurisprudenza e la prassi di alcuni tribunali hanno definito cosa si debba considerare per spese ordinarie e spese straordinarie, tuttavia le linee d’ombra – e, con esse, i litigi – sono sempre dietro l’angolo.

 

Non c’è però solo il problema di cosa ritenere debba essere rimborsato (perché spesa straordinaria) e cosa non lo debba essere (perché spesa ordinaria); un altro punto critico è anche quello relativo all’opportunità di eseguire la spesa. In buona sostanza i coniugi spesso si rinfacciano la necessità di eseguire una determinata spesa perché ritenuta più o meno essenziale per il mantenimento del figlio. Così capita non di rado che il coniuge presso cui la prole viene collocata (di norma la madre) effettui delle spese che poi l’ex non voglia rimborsare perché le ritiene non necessarie o, comunque, perché avvenute senza previa consultazione. E qui il punto: è necessario, prima di sostenere la spesa straordinaria, comunicarlo all’altro genitore e attendere il consenso di quest’ultimo? Sul punto si è espressa più volte la Cassazione e, da ultimo, una recente sentenza del Tribunale di Treviso [1] che si inserisce nel solco della giurisprudenza maggioritaria.

 

In generale, i giudici ritengono che alcune spese straordinarie debbano essere previamente concordate dai genitori, tranne quelle che siano urgenti o comunque necessarie. Tra queste ultime ci sono certamente le spese mediche urgenti e indifferibili e secondo parte della giurisprudenza, anche le comuni spese mediche e quelle per l’istruzione non palesemente superflue. Il coniuge affidatario non ha quindi l’obbligo di informare e concertare preventivamente con l’altro le spese straordinarie per i figli quando si tratta di una decisione di “maggiore interesse” per la prole. Inoltre, scatta l’obbligo del rimborso di tali oneri a carico del genitore non affidatario se non ha tempestivamente presentato delle valide ragioni di dissenso.

 

Il genitore che richiede il rimborso di queste spese ha comunque l’onere di documentare la spesa fornendo i giustificati all’ex (per esempio, fatture e scontrini). Nel caso di spese non necessarie ha l’obbligo di provare di aver consultato preventivamente l’ex coniuge per ottenerne il consenso.

 

In mancanza, quando cioè la spesa è effettuata in modo unilaterale da un coniuge, senza cercare o trovare alcun accordo, nulla può essere addebitato all’altro. È quindi escluso il rimborso.

 

La conseguenza è che, in caso di mancata concertazione preventiva e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, il giudice deve verificare che dette spese corrispondano all’interesse del minore; lo dovrà fare valutando l’entità della spesa e commisurandola all’utilità e alle condizioni economiche dei genitori”.

 

Nella sentenza in commento si chiarisce che le spese relative al patentino auto e moto rientrano, tenuto conto dell’evoluzione dei costumi e delle necessità dei giovani, tra quelle necessarie per l’autonomia dei figli stessi e, come tali, rientranti tra quelle straordinarie da non concordare.

 

 

Differenza tra spese ordinarie e straordinarie

Le spese ordinarie sono interamente ricomprese nella somma che il genitore paga con l’assegno periodico di mantenimento dei figli. Il genitore destinatario dell’assegno che esegue spese ordinarie non può quindi chiederne il rimborso.

 

Per quanto invece riguarda le spese straordinarie, il genitore che le sostiene (chiunque esso sia: il genitore che paga l’assegno di mantenimento o quello che lo riceve) può rivolgersi all’altro per ottenere il rimborso della parte ad esso spettante secondo i criteri di ripartizione stabiliti dal giudice o scelti dalle parti e precisati al paragrafo che segue.

Le spese straordinarie non si possono mai ritenere comprese in modo forfettario nell’assegno di mantenimento.


[1] Trib. Treviso, sent. n. 2667/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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