Mansioni superiori: diritto a promozione e retribuzione maggiore
Lo sai che?
3 Apr 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Mansioni superiori: diritto a promozione e retribuzione maggiore

Il lavoratore che abbia svolto mansioni superiori in concreto ed in via continuativa ha diritto al riconoscimento della qualifica superiore ed al relativo trattamento (promozione automatica).

 

Il dipendente adibito dall’azienda a mansioni superiori rispetto a quelle per le quali è stato assunto ha diritto ad essere inquadrato nella categoria corrispondente al lavoro effettivamente svolto e al conseguente aumento della retribuzione.

 

Se il datore di lavoro non vuol riconoscere lo “scatto di carriera”, il lavoratore può adire le vie legali, intraprendendo una causa contro l’azienda per ottenere in giudizio il riconoscimento della qualifica (o del livello) superiore e il pagamento delle relative differenze retributive. A tal fine è necessario che nella domanda egli specifichi le mansioni effettivamente svolte e la normativa collettiva applicabile. Non è infatti sufficiente affermare di aver svolto mansioni corrispondenti a qualifica superiore, ma occorre indicare quali siano state di fatto le mansioni espletate, per consentire il giudizio di comparazione. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].

 

In particolare è necessario verificare due aspetti:

 

  • le attività lavorative svolte in concreto dal dipendente;
  • le qualifiche e i gradi previsti dallo specifico Ccnl.

 

A questo punto bisognerà confrontare i due predetti elementi ossia verificare gli aspetti che differenziano il livello superiore richiesto dal dipendente rispetto a quello inferiore di appartenenza, dal punto di vista delle responsabilità del grado autonomia e della discrezionalità. Se, effettivamente, vi è la differenza lamentata allora scatterà il riconoscimento delle mansioni superiori [2].

 

L’onere della prova relativo alla sussistenza dei requisiti per il riconoscimento della qualifica superiore ricade ovviamente sul lavoratore in quanto soggetto che intraprende la causa (secondo la regola generale stabilita dalla legge).

Il riconoscimento del diritto alla promozione automatica non può prescindere dall’accertamento di fatto dell’attività svolta dal lavoratore, dell’individuazione delle qualifiche previste dalla contrattazione collettiva e del raffronto tra le prime due indagini.

 

La promozione automatica è sempre esclusa quando avviene in sostituzione di un lavoratore con diritto alla conservazione del posto.

 

La prescrizione

Il diritto a agire per ottenere la qualifica superiore si prescrive in 10 anni, mentre il diritto ad ottenere le differenze retributive si prescrive in 5 anni (esiste tuttavia una orientamento che nega la configurabilità di un diritto alla qualifica suscettibile, come tale, di prescriversi e riconosce il diritto alle differenze retributive nei limiti della prescrizione quinquennale).


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 21 gennaio – 30 marzo 2016, n. 6174
Presidente Macioce – Relatore D’Antonio

Svolgimento del processo

La Corte d’appello di Napoli in riforma della sentenza dei Tribunale di Benevento , ha riconosciuto il diritto di V.D. , dipendente di Poste come geometra di VI categoria , ad essere inquadrato nella categoria di quadro di 2° livello con condanna di Poste a pagare le differenze retributive .
La Corte ha ritenuto infondata la domanda del ricorrente volta ad ottenere l’inquadramento nell’area quadri di I livello caratterizzata dalla gestione di grandi unità produttive e dall’ampia autonomia e discrezionalità.
Ha, invece, ritenuto sussistere le caratteristiche per l’inquadramento nel II livello per il quale tra richiesta una preparazione professionale specializzata, la responsabilità di gestione di unità organizzative di media rilevanza e la facoltà di iniziativa nell’ambito delle direttive gestionali con piena responsabilità per le direttive impartite ed i risultati conseguiti Ha rilevato che il D. era addetto alla progettazione dei lavori degli uffici dell’intera regione ma tali lavori erano dati con incarico del capo reparto e che l’appellante espletava tutta l’opera con visto finale da

Mostra tutto

[1] Cass. sent. n. 6174/2016 del 30.03.2016.

[2] Il procedimento logico-giuridico diretto alla determinazione dell’inquadramento di un lavoratore subordinato si sviluppa in tre fasi successive, consistenti nell’accertamento in fatto delle attività lavorative in concreto svolte, nell’individuazione delle qualifiche e gradi previsti dal contratto collettivo di categoria e nel confronto tra il risultato della prima indagine ed i testi della normativa contrattuale individuati nella seconda; non si può prescindere da tale procedimento. Pertanto è nulla la sentenza con cui il giudice abbia deciso la causa senza dare esplicitamente conto delle predette fasi.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti