Eredità: se hai ricevuto di più degli altri eredi. La riduzione
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4 Apr 2016
 
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Eredità: se hai ricevuto di più degli altri eredi. La riduzione

L’azione di riduzione contro le donazioni o le disposizioni del testamento che abbiano leso la quota di legittima dei legittimari.

 

In caso di morte di un soggetto e successiva apertura della successione, è necessario garantire “quote minime”, sul suo patrimonio, in favore di determinati soggetti (cosiddetti legittimari); pertanto, se uno degli eredi riceve di più degli altri (per via del testamento o di donazioni ottenute quando il defunto era ancora in vita), facendo sì che i legittimari vedano ridotta la loro quota, è tenuto a restituire agli altri eredi la parte della sua eredità eccedente. Questo, in buona sostanza, significa che il defunto è ben libero di effettuare, in vita, donazioni così come, alla sua morte, di disporre con testamento in favore di soggetti non legittimari, ma a condizione che questi ultimi non vengano lesi nelle loro quote. Se così dovesse avvenire, i legittimari avrebbero la possibilità – con la cosiddetta azione di riduzione – di recuperare la parte di patrimonio del soggetto deceduto che è stata loro negata.

Vediamo, dunque, come funziona questo complesso meccanismo.

 

 

Cos’è l’azione di riduzione?

I legittimari che, a causa di un testamento o di donazioni, vedono compromessa la propria quota di legittima, possono agire in giudizio con la cosiddetta azione di reintegrazione della quota legittima. In tal modo ai legittimari è garantita la quota prevista per legge sui beni lasciati dal defunto.

 

L’azione di reintegrazione della quota legittima si compone dei seguenti passaggi:

 

riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni lesive;

restituzione da parte dei beneficiari delle disposizioni o donazioni lesive;

restituzione da parte dei terzi acquirenti dai beneficiari delle disposizioni o donazioni lesive.

 

 

Chi può agire con l’azione di riduzione?

L’azione di riduzione è concessa solo ai legittimari (e ai loro eredi). È possibile agire in tribunale solo se:

 

– il legittimario è stato completamente escluso dalla successione con un testamento;

 

– il legittimario ha subito una lesione in termini di valore della sua quota di legittima a seguito di testamento o a causa di donazioni effettuate dal defunto.

 

 

Si può rinunciare alla azione di riduzione?

L’erede che è stato leso nella sua quota di legittima non può rinunciare ad esperire l’azione di riduzione se il donante è ancora in vita. Lo può fare però solo alla morte di quest’ultimo, con l’apertura della successione.

 

 

Quali sono i presupposti per l’azione di riduzione?

Prima di agire con l’azione di riduzione il legittimario deve rispettare questi due presupposti:

 

– deve accettare l’eredità con beneficio d’inventario (tutte le volte in cui è stato leso nel valore della sua quota);

 

– deve imputare alla propria quota legittima le donazioni ricevute e i legati a suo favore.

Le donazioni fatte e i legati disposti dal defunto a favore di chi agisce in riduzione infatti sono considerati delle anticipazioni sulla quota legittima.

 

 

Entro quanto tempo si può agire con la riduzione?

Chi è stato leso nella propria quota di legittima deve agire entro 10 anni:

 

– dall’apertura della successione se la lesione deriva da donazioni;
– dall’accettazione dell’eredità se la lesione deriva da disposizioni testamentarie.

 

Quando l’azione di riduzione è accolta dal giudice il legittimario ottiene una sentenza che dichiara inefficaci nei propri confronti le disposizioni testamentarie e le donazioni che hanno leso la sua quota legittima.

Il giudice procede alla riduzione delle disposizioni lesive secondo un ordine prestabilito rigorosamente dalla legge.
Per prima cosa si riducono le disposizioni testamentarie, e in secondo luogo le donazioni.

 

Una volta ottenuta la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni lesive il legittimario può agire nei confronti dei relativi beneficiari per la restituzione dei beni.

 

 

Che succede se il bene è stato già venduto o donato?

Se l’erede tenuto alla restituzione del bene lesivo della legittima lo ha venduto o donato, i legittimari possono chiedere ai terzi che hanno acquistato dai donatari contro i quali è stata pronunciata la riduzione, la restituzione dei beni immobili o beni mobili registrati, a patto che:

 

– non siano trascorsi 20 anni dalla trascrizione della donazione;

– la sentenza di riduzione contro il donatario sia passata in giudicato;

– il patrimonio del donatario non appaia sufficiente a soddisfare le pretese dei legittimari;

– il terzo acquirente non abbia pagato l’equivalente in denaro del bene da restituire.


Autore immagine: 123rf com

 


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