Incidenti: al passeggero trasportato spetta sempre il risarcimento
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4 Apr 2016
 
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Incidenti: al passeggero trasportato spetta sempre il risarcimento

Anche se non c’è stato alcun urto con altre automobili ma la colpa è del conducente che è uscito di strada, al terzo trasportato spetta sempre il risarcimento da parte dell’assicurazione.

 

Quando si verifica un incidente stradale, ai passeggeri che si trovano all’interno dell’auto spetta sempre il risarcimento per le lesioni personali riportate a seguito dell’urto. Ciò vale anche se la colpa del sinistro è del conducente che li trasportava o se non c’è stato alcun urto con altre automobili (come nel caso, per esempio, in cui l’auto sia uscita fuori di strada per l’eccessiva velocità). È quanto chiarito dalla Corte di Appello di L’Aquila in una recente sentenza [1].

 

La legge stabilisce che, a prescindere dalle modalità dell’incidente stradale e dalle relative responsabilità, chi è trasportato all’interno di una delle vetture coinvolte nello scontro ha sempre diritto a ottenere l’indennizzo da parte della compagnia di assicurazione del conducente dell’auto in cui si trovava.

Questo principio trova applicazione anche se non c’è stato alcun urto come nell’ipotesi in cui l’auto esca di strada senza coinvolgimento di terzi.

 

Contrariamente alla tesi sostenuta da alcune assicurazioni, secondo cui la legge [2] sull’indennizzo diretto al cosiddetto “terzo trasportato” non si applicherebbe nel caso di incidente che veda coinvolto soltanto un veicolo, il giudice di secondo grado ha fornito una interpretazione opposta: la norma non si riferisce solo ai casi di sinistri stradali avvenuti tra almeno due veicoli, ma a qualsiasi tipo di sinistro con danni ai trasportati. La finalità della legge è infatti quella di fornire al terzo trasportato uno strumento aggiuntivo di tutela, risparmiandogli l’onere di dimostrare l’effettiva distribuzione della responsabilità tra i conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro.

 

Questo orientamento trova peraltro conforto nelle parole della Corte Costituzionale [3] che ha chiarito come l’ordinamento consenta sempre al “danneggiato-terzo trasportato” di scegliere tra la normale azione di responsabilità civile e questa azione diretta nei confronti della sola assicurazione del veicolo su cui stava viaggiando al momento dell’incidente.

 

Pertanto il codice delle assicurazioni non pone alcuna esclusione alla responsabilità delle assicurazioni quando in ballo c’è un danno alla persona del passeggero non conducente.


La sentenza

Corte d’appello di L’Aquila, sentenza 23 – 30 marzo 2016, n. 355
Presidente Iannaccone – Relatore Filocamo

Conclusioni

Per l’appellante: «disattesa ogni contraria istanza, in via principale: A) accogliere, per le causali di cui in premessa, lo spiegato appello rigettando l’eccezione preliminare di carenza di legittimazione passiva sollevata dalla convenuta e per l’effetto condannarla al risarcimento delle lesioni personali subite dall’attrice nella misura complessiva di e 72.031,14 (per le causali di cui nelle premesse dell’atto di citazione relativo al giudizio di primo grado) o in quella maggiore e/o minore che si riterrà di giustizia oltre ad interessi legali e rivalutazione della moneta, dalla data del fatto illecito sino all’effettivo soddisfo; B) condannare la convenuta al rimborso delle spese della CTU medica come da decreto di liquidazione in atti; C) condannare la convenuta alla rifusione, in favore dell’appellante, delle spese ed onorari del doppio grado di giudizio, oltre IVA e CAP come per legge, per i quali il sottoscritto procuratore si dichiara antistatario ex art. 93 c.p.c.; in via subordinata: A) accogliere, per le causali di cui in premessa, lo spiegato appello, qualificando giuridicamente la fattispecie in esame ai sensi

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[1] C. App. di L’Aquila, sent. n. 355/2016 del 30.03.2016.

[2] Art. 141 del d.lgs. n. 209/2005.

[3] C. Cost. ord. n. 205/2008 e n. 440/2008.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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