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News Pubblicato il 6 aprile 2016

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News Pensione anticipata esodati, richiesta l’Ottava salvaguardia

> News Pubblicato il 6 aprile 2016

Pensione anticipata lavoratori esodati: i Comitati riuniti sollecitano un nuovo intervento di Salvaguardia al più presto.

Pensione anticipata con Ottava Salvaguardia al più presto: questo è ciò che richiedono i comitati riuniti degli esodati, la cui situazione ancora non è stata risolta. Gli esodati rimasti senza stipendio e pensione a causa dell’inasprimento dei requisiti previdenziali previsto dalla Legge Fornero sono, difatti, ancora 24.000. Questo, in pratica, è il numero di persone tutt’ora sprovviste di tutela, nonostante 7 precedenti interventi di salvaguardia (ricordiamo che la salvaguardia dà la possibilità, a determinate categorie di lavoratori, di pensionarsi con i requisiti antecedenti alla Legge Fornero).

La situazione di questi lavoratori si sarebbe già dovuta risolvere con la Legge di Stabilità 2016, ma, a causa di un differente stanziamento delle risorse, sono stati collocati in pensione soltanto la metà dei potenziali destinatari della Settima Salvaguardia.

Ora i comitati degli esodati domandano al più presto la soluzione definitiva al problema, con un’Ottava Salvaguardia a favore di tutti gli esclusi, da emanarsi al più presto, senza attendere la Legge di Stabilità 2017, come prospettato dal Ministro Poletti.

Secondo i Comitati, il nuovo intervento di Salvaguardia potrebbe essere emanato subito se il Ministero delle Finanze reintegrasse le risorse distratte dal Fondo Esodati e l’Inps terminasse il monitoraggio delle salvaguardie aperte (sesta e settima).

Certo non è facilmente ipotizzabile un’Ottava salvaguardia in tempi brevi, in quanto bisogna considerare le tempistiche burocratiche: quel che sembra certo è che un ulteriore intervento di salvaguardia, entro il 2016, ci sarà. In attesa di ulteriori novità, ricordiamo quali sono le categorie potenziali destinatarie della tutela e quali sono i requisiti richiesti per questa tipologia di pensione anticipata.

Salvaguardia: quali sono le categorie tutelate

Le categorie tutelate dall’ultimo intervento di salvaguardia sono le seguenti:

– lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile a seguito di accordi governativi o non governativi stipulati entro il 31 dicembre 2011, o provenienti da aziende sottoposte a procedure concorsuali;

– lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione (con autorizzazione antecedente alla data del 4 dicembre 2011);

– lavoratori cessati in ragione di accordi individuali, o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011 (dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale);

– lavoratori in congedo, nel 2011, per assistere figli con disabilità grave;

– lavoratori, anche in somministrazione, con contratto a tempo determinato cessati.

Ottava Salvaguardia: età e contributi lavoratori

Come abbiamo accennato, per chi accede alla pensione anticipata con la Salvaguardia i requisiti di età e contribuzione sono quelli precedenti all’entrata in vigore della Legge Fornero, incrementati dagli adeguamenti alla speranza di vita: la decorrenza della pensione non è immediata, ma devono essere applicate le vecchie finestre mobili.

Molto probabilmente, per l’accesso all’Ottava Salvaguardia sarà necessario che la decorrenza della pensione si collochi anteriormente al 6 gennaio 2018 (anche se si vorrebbe un’estensione al 6 gennaio 2019, per coprire tutte le casistiche). Di conseguenza, i requisiti di età e contribuzione utili al raggiungimento del trattamento entro tale data sarebbero:

– possesso della quota 97,7, con un’età minima di 61 anni e 7 mesi, ed almeno 35 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2016 (la finestra applicabile, in questo caso, sarebbe di 12 mesi);

– in alternativa, possesso di 40 anni di contributi  entro la data del 30 settembre 2016 (la finestra applicata in quest’ipotesi sarebbe di 15 mesi);

– alternativamente, possesso, entro il 31 dicembre 2016, di 65 anni e 7 mesi di età (61 anni e 1 mese per le lavoratrici dipendenti del settore privato), assieme ad almeno 20 anni di contributi  (la finestra applicabile è di 12 mesi). Possono bastare anche solo 15 anni di contributi, se si rientra nella Deroga Amato (il lavoratore vi rientra qualora possieda, alternativamente: 15 anni di contributi precedenti al 31 dicembre 1992, un’autorizzazione ai contributi volontari anteriore a tale data, oppure 15 anni di contributi effettivi da lavoro dipendente, unitamente a 25 anni di anzianità contributiva e 10 anni non lavorati interamente). La Deroga Amato, difatti, è ancora applicabile, secondo quanto ha affermato l’Inps in una recente circolare.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, i requisiti sono innalzati di un anno per la pensione con le quote, mentre la finestra applicabile è di 18 mesi, o di 21 mesi per la pensione di anzianità con 40 anni di contributi.

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