Anche se affitti una camera non paghi l’IMU sulla prima casa
Lo sai che?
5 Apr 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Anche se affitti una camera non paghi l’IMU sulla prima casa

Se il proprietario dell’abitazione principale, con contratto di locazione regolarmente registrato, da in affitto due stanze, l’immobile, ai fini IMU, può ancora essere considerato nel suo insieme come l’abitazione principale del contribuente?

 

Agli effetti dell’IMU quella che è l’abitazione principale viene definita come “l’unità immobiliare nella quale il soggetto passivo ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente” [1]. Da ciò consegue che, nel caso in cui l’uso prevalente rimanga quello di abitazione principalel’eventuale locazione di una porzione della stessa non dovrebbe di per sé comportare la perdita delle agevolazioni che il legislatore ha previsto ai fini IMU (ma, peraltro, anche IRPEF).

 

Secondo una circolare del 18  maggio 2012 del Ministero dell’Economia e delle Finanze [2],nel caso in cui l’abitazione principale sia stata  “parzialmente locata” l’immobile in discussione al tempo stesso risulta essere immobile non locato per la parte che viene adibita ad abitazione principale del proprietario ivi residente ed immobile locato per la rimanente. In tal caso il MEF ha ritenuto, sulla falsariga delle scelte interpretative già operate ai fini IRPEF fin dal 31 dicembre 2011, “che debba applicarsi la sola IMU nel caso in cui l’importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca). Sono, invece, dovute sia l’IMU che l’IRPEF nel caso in cui l’importo del canone di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca) sia di ammontare superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%”. E pertanto:

 

  • nel caso in cui l’importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti essere maggiore del canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca) si deve applicare la sola IMU;

 

  • nel caso invece che l’importo del canone di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dell’opzione per la cedolare secca) sia di ammontare superiore alla rendita catastale rivalutata del 5% sono dovute sia l’IMU che l’IRPEF.

 

Si consideri che [3], ai fini dell’esenzioneIMU,per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Pertanto allo stato delle cose risulta essere esente da IMU il possesso dell’abitazione principale nei termini che sono stati più sopra indicati. La norma riportata non esclude la qualifica di abitazione principale (ai fini IMU) nel caso di locazione parziale della stessa, sempre che il proprietario continui a dimorare abitualmente e risiedere anagraficamente nell’immobile in questione.

 

Pertanto nel caso descritto (parziale locazione) l’unità immobiliare conserva le caratteristiche di abitazione principale a condizione che sussistano tutti i requisiti al riguardo prescritti dalla legge, con conseguente diritto all’esenzione. Tali requisiti, è bene ricordarlo, consistono, oltre al fatto che in essa il proprietario, o il titolare di un diritto reale, e il suo nucleo familiare abbiano sia la dimora abituale che la residenza anagrafica, quello per cui l’immobile sia “iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare”.

Occorre, di conseguenza, che l’immobile sia accatastato in modo unitario quale unico subalterno.

 

 

La risposta è tratta dall’ebook:

CASA, FISCO, RISTRUTTURAZIONI – GLI EBOOK PRATICI DI LLpT

Le risposte ai casi pratici in materia di edilizia, dalla A alla Z

Per acquistarlo al costo di 8 euro, clicca qui

 


[1] Art. 13, comma 2, del Decreto Legge n. 201/2011, convertito dalla Legge n. 214/2011.

[2] Circolare n. 3/2012 Min. Finanze: “Imposta municipale propria (IMU). Anticipazione sperimentale. Art. 13 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Chiarimenti” avente ad oggetto (anche) il caso di una abitazione principale parzialmente locata.

[3] A seguito delle modifiche che sono state apportate dal comma 707, articolo 1 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (in Supplemento ordinario n. 87 alla Gazzetta Ufficiale, 27 dicembre 2013, n. 302) all’articolo 13 del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, in Legge 22 dicembre 2011, n. 214.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti