Part time e pensione, come si accreditano i contributi?
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12 Mag 2016
 
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Noemi Secci
 


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Part time e pensione, come si accreditano i contributi?

Part time orizzontale, misto e verticale: accredito dei contributi e diritto alla pensione.

 

I lavoratori con contratto di lavoro part time, avendo una retribuzione inferiore a quella dei dipendenti a tempo pieno, hanno diritto a un minore accredito di contributi previdenziali, che diminuisce la misura della pensione.

I bassi versamenti contributivi, in certe ipotesi, possono anche influire negativamente sul diritto alla pensione: è il caso non solo del part time verticale e misto, che prevedono dei periodi non lavorati e, logicamente, non contribuiti, ma anche del part time orizzontale, se la retribuzione è inferiore al minimale.

Il minimale è il limite minimo di retribuzione da rispettare per permetter l’accredito dei contributi, cioè lo “stipendio minimo” sul quale deve essere applicata l’aliquota contributiva, dunque su cui vanno calcolati i contributi: se l’imponibile, di fatto, risulta inferiore al valore minimale determinato dall’INPS, i contributi si calcolano su quest’ultimo valore e gli accrediti sono diminuiti in proporzione.

 

 

Minimale 2016

Il minimale settimanale per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi per i lavoratori dipendenti ammonta al 40% del trattamento minimo di pensione in vigore al 1° gennaio di ogni anno.

Ciò vuol dire che nel 2016, poiché il trattamento minimo è pari a 501,86 euro, il minimale settimanale su cui calcolare i contributi è pari a 200,74 euro.

Quello annuale è invece pari a 10.438,48 euro (200,74 moltiplicato per 52 settimane).

I contributi settimanali calcolati sul minimale, per i dipendenti del settore privato, sono dunque pari a 66,24 euro (200,74 per 33%, cioè l’aliquota complessiva IVS a carico di dipendente e datore di lavoro), mentre quelli annuali devono risultare almeno pari a 3.444,48 euro (cioè 66,24 per 52).

Se risulta versato nell’anno un ammontare almeno corrispondente a tale cifra, il dipendente risulta assicurato per tutte e 52 le settimane. Ma che cosa succede a chi non raggiunge questa cifra minima?

 

 

Mancato rispetto del minimale

Se un lavoratore non raggiunge la retribuzione imponibile minima di 10.438,48 euro, i periodi coperti sono ridotti: la diminuzione è calcolata in proporzione a quanto versato, dividendo lo stipendio per il minimale settimanale.

Facciamo un esempio: se Tizio, nell’anno, ha un imponibile di 8.500 euro, non si vedrà accreditate 52 settimane di contributi, ma soltanto 42 (ottenute dividendo 8.500 per il minimale settimanale di retribuzione, ossia per 200,74).

In pratica, anche se Tizio ha lavorato tutto l’anno, ai fini della pensione si vedrà accreditate 10 settimane in meno, come se non avesse lavorato per oltre 2 mesi.

 

Nel procedimento di calcolo del minimale contributivo per i lavoratori a tempo parziale, infatti, non è previsto un numero minimo di ore di lavoro su cui versare i contributi. Di conseguenza, la contribuzione va calcolata tenendo conto dell’orario pattuito tra le parti nel contratto di lavoro, anche se inferiore a un eventuale orario minimo stabilito dal contratto collettivo [2].

 

 

Minimale: come recuperare i contributi persi

Il lavoratore, in caso di part time verticale o misto può chiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari per i periodi non lavorati.

Nel caso in cui il contratto sia a tempo parziale orizzontale, può ugualmente chiedere di versare la contribuzione volontaria ad integrazione [3].

In entrambi i casi, l’autorizzazione può essere richiesta anche se sono contemporaneamente versati contributi alla Gestione Separata.

I contributi volontari non devono essere confusi col riscatto: con i contributi volontari, difatti, è possibile coprire solo i periodi futuri ed i 6 mesi precedenti all’autorizzazione, mentre col riscatto è possibile coprire dei periodi passati.

I periodi part time non lavorati possono essere riscattati solo se se successivi al 31 dicembre 1996.


[1] Art. 7, Co. 1, L. 638/1983.

[2] Inps Mess. n. 5143/2005.

[3] Art.3, D.lgs 278/1998.

 


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