Carta di credito smarrita o rubata: va bloccata lo stesso giorno
Lo sai che?
7 Apr 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Carta di credito smarrita o rubata: va bloccata lo stesso giorno

Chi non blocca subito la carta di credito rubata paga gli acquisti oltre il limite di responsabilità della banca.

 

Chi aspetta anche un solo giorno per denunciare il furto o lo smarrimento della propria carta di credito e temporeggia nel telefonare al numero verde della banca perché ne disponga il blocco immediato non può più chiedere la restituzione dei soldi che gli sono stati sottratti dal conto corrente. A fornire questa interpretazione restrittiva delle norme a tutela del consumatore è la Cassazione con una sentenza pubblicata questa mattina [1]. Viene così smentito l’orientamento più benevolo, sposato dal tribunale di Firenze, secondo cui, anche se la denuncia di smarrimento e il blocco della carta avviene con qualche giorno di ritardo, il correntista ha comunque diritto ad essere risarcito.

 

La vicenda

La vicenda riguarda un uomo che, dopo aver portato in palestra il proprio portafoglio e non averlo custodito correttamente, si è accorto solo il giorno dopo che, durante gli allenamenti, qualcuno gli aveva sottratto la carta di credito effettuando subito dopo una serie di acquisti in negozi per un totale di 1.700 euro.

 

 

Carta di credito rubata: se c’è colpa, niente limite di responsabilità

È vero: la legge prevede che il titolare della carta di credito può sopportare un rischio per un importo massimo di 150 euro, ma se questi si è reso responsabile indirettamente del furto, ponendo un di comportamento colpevole, come quello di non aver custodito correttamente il portafoglio e averlo lasciato alla mercé di chiunque, senza poi controllare che dallo stesso non fossero stati sottratti documenti importanti e quindi provvedere tempestivamente al blocco della carta di credito, allora non può che prendersela con sé stesso. Inutile, a questo punto, invocare anche l’applicazione del codice del consumo.

 

Ricadono quindi sul correntista e non sulla banca le spese fatte dopo il furto della sua carta di credito se questi non si è reso conto nell’immediato di essere stato derubato e, quindi, abbia avvisato l’istituto di credito solo il giorno successivo alla sottrazione del documento. A poco conta che dette operazioni abbiano sforato il limite di spesa giornaliero.

 

 

Il codice del consumo

Il codice del consumo stabilisce [2] che l’istituto di emissione della carta di credito riaccredita al consumatore i pagamenti dei quali questi dimostri l’eccedenza rispetto al prezzo pattuito oppure l’effettuazione mediante l’uso fraudolento della propria carta di pagamento da parte di un terzo. Ma questa norma – secondo la Cassazione – non vale per il caso di specie, trovano applicazione solo ai contratti a distanza dai quali vanno quindi esclusi quelli relativi ai servizi finanziari, quelli conclusi tramite distributori automatici, con operatori di telecomunicazioni impiegando telefoni pubblici, quelli aventi a oggetto la costruzione, la vendita o altri diritti sugli immobili o le vendite all’asta.

 

Il cliente della banca si è reso protagonista di un inadempimento gravemente colposo tanto da non essere neppure legittimato a invocare il limite di responsabilità di 150 euro contrattualmente previsto a favore del cliente. Doveva provvedere nell’immediato a denunciare l’accaduto alla banca e a bloccarla per evitare guai.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 21 gennaio – 7 aprile 2016, n. 6751
Presidente Forte – Relatore Bernabai

Svolgimento del processo

L.L.       ricorre avverso la sentenza numero 916 del 2011 pronunciata dal tribunale di Livorno che ha accolto l’appello presentato da Findomestic Banca S.p.A. (già Findomestic s.p.a.) avverso la sentenza n. 693 del 24 maggio 2007 con cui il giudice di pace della medesima città aveva revocato il decreto ingiuntivo con cui era stato ingiunto all’odierno ricorrente il pagamento della somma di Euro 1748,48, più interessi di mora e spese, oltre la condanna alla restituzione al ricorrente odierno della somma di Euro 150,00 con riferimento all’accertato inadempimento della banca agli obblighi derivanti dal contratto di emissione di una carta di credito prepagata.
Il giudice d’appello rilevava che dovesse ritenersi accertato il grave inadempimento del L.   alle proprie obbligazioni contrattuali, segnatamente conseguente al non aver diligentemente custodito la carta nella palestra ove aveva esercitato attività motoria, tanto da subirne il furto, a non aver diligentemente verificato il perdurante possesso della medesima, tanto da essersi accorto del furto solo nella giornata successiva c a non aver tempestivamente avvisato la banca

Mostra tutto

[1] Cass. sent. n. 6751/2016 del 7.04.2016.

[2] Art. 56 d.lgs. 206/2005.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
 
Commenti