Andare via dall’hotel senza pagare è reato
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7 Apr 2016
 
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Redazione
 


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Andare via dall’hotel senza pagare è reato

Insolvenza fraudolenta entrare in hotel e poi, alla fine del soggiorno, dire di non avere i soldi per pagare.

 

Scatta una condanna per il reato di insolvenza fraudolenta nei confronti di chi entra in un hotel, prende una camera, magari versa un piccolo acconto, ma alla fine del soggiorno, dichiara di non avere i soldi per pagare il conto. Per lui scatta non solo l’inadempimento civile (e, quindi, il decreto ingiuntivo ed eventualmente il pignoramento), ma anche un procedimento penale. È quanto riferisce la Corte di Appello di Perugia con una recente sentenza [1].

 

L’insolvenza fraudolenta scatta nei confronti di chi usa l’inganno per far credere di poter adempiere alla propria obbligazione e, invece, è già consapevole di non poterlo fare. È l’atto di frodare il creditore – più simile a una truffa che a un semplice inadempimento civilistico – ad essere sanzionato dal codice penale. Il che potrebbe ricorrere non solo nei confronti dell’albergatore – come nel caso di specie – ma con qualsiasi altro esercizio commerciale.

 

Per far scattare il reato, è quindi necessario un comportamento “attivo” e non la semplicemente “omissivo” (il mancato versamento del prezzo). Questa attività si sostanzia in artifici e raggiri volti a far cadere in errore il creditore, facendogli ritenere la piena solvibilità del cliente, cosa che, invece, non sussiste sin da principio. Diverso è, invece, il discorso della insolvenza determinata da eventi successivi e imprevisti. Ma anche il semplice “aggirare” il pagamento (per esempio, uscendo dall’hotel con nonchalance evitando debitamente la cassa) non rientrerebbe nell’ipotesi prevista dal codice penale.


[1] C. App. Perugia, sent. n. 150/2015.

 


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