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Lo sai che? Pubblicato il 8 aprile 2016

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Lo sai che? Equitalia pignora il conto senza comunicazione al debitore

> Lo sai che? Pubblicato il 8 aprile 2016

Pignoramento presso terzi: il blocco del conto corrente può avvenire quando ancora l’atto non è stato notificato al contribuente.

Non esiste una legge che imponga a Equitalia di notificare il pignoramento del conto corrente prima al debitore e poi alla banca: pertanto, posto il silenzio della norma, è meglio che la comunicazione arrivi prima all’istituto di credito e poi al contribuente. Ciò per evitare che, nell’immediatezza della notizia, il titolare del conto possa effettuare prelievi che potrebbero pregiudicare l’efficacia del pignoramento. È quanto chiarito dal viceministro all’Economia Enrico Morando in risposta a una interrogazione parlamentare in commissione finanze alla camera relativa al procedimento di pignoramento presso terzi e in particolare dei conti correnti bancari, in cui sono accreditati pensioni e stipendi.

La questione non è di poco conto: il contribuente che ha debiti con Equitalia riceve la cartella di pagamento ed, entro 60 giorni, è tenuto a versare gli importi richiesti, pena l’avvio di procedure esecutive. In particolare, nel caso di pignoramento presso terzi come quello del conto corrente, il creditore deve notificare l’atto tanto al debitore, quanto alla banca. La legge, però, non dice entro quanto tempo, dall’arrivo della cartella, il pignoramento possa avvenire; stabilisce solo che, se detto pignoramento dovesse sopraggiungere dopo un anno dal ricevimento della cartella, Equitalia deve prima inviare una nuova diffida ad adempiere (la cosiddetta intimazione di pagamento). Ciò posto, il contribuente potrebbe vedersi bloccato, di punto in bianco, il proprio conto corrente su cui vede depositare il proprio stipendio o la pensione senza neanche essere informato di ciò. È vero che, comunque, l’atto di pignoramento gli deve essere notificato, ma di norma ciò succede solo “a giochi fatti”, ossia quando lo stesso atto è stato già comunicato alla banca e questa, di conseguenza, ha provveduto al blocco. Dunque, il debitore che si sia recato presso lo sportello per un prelievo si vedrà opporre, in quella occasione, un secco rifiuto da parte dell’operatore.

Il contribuente può intervenire solo quando il pignoramento è già avvenuto, ma non prima. Ricordiamo per completezza che, con la notifica del pignoramento alla banca, le somme non vengono immediatamente trasferite ad Equitalia, ma viene concesso un termine di 60 giorni, al titolare del conto corrente, per correre ai ripari, eventualmente chiedendo la rateazione o saldando tutto il debito.

Eppure, tale situazione appare del tutto legittima e ciò perché, come detto, la legge non prevede l’obbligo di notifica prima al contribuente e poi all’istituto di credito. Peraltro è consigliabile – prosegue la risposta del viceministro – la notifica prima al terzo, e questo per evitare che il debitore da operazioni di sottrazione dei beni e delle somme all’ultimo minuto, un attimo prima che al terzo arrivi la notifica che lo obbliga a bloccare le utilità.

C’è comunque da dire che, a seguito delle recenti modifiche al processo esecutivo, il debitore non viene totalmente privato del conto corrente su cui viene accreditato lo stipendio o la pensione. Il blocco, infatti, deve preservare un “minimo vitale” che è pari a tre volte l’assegno sociale (ossia 1.345,56 euro). Il che significa che il pignoramento si estende solo alle somme (eventualmente presenti in conto) che eccedano tale limite.

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Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

  1. Il mio unico commento è che questo governo ha rotto letteralmente il c……compreso Equitalia e A.D.E.. E’ mai possibile che sta gente di me….può fare quello che vuole? Mi sembra che sia arrivata l’ ora di finirla di abusi e soprusi specialmente da questi enti truffatori legalizzati. E poi chi ca…..è questo viceministro all’ Economia Enrico Morando? un’ altro che è pappa e ciccia con Equitalia. Ma questa gente lo sa che per colpa loro la maggior parte dei cittadini non arrivando nemmeno a fine mese, riescano a pagare pure pure i soprusi di questi enti, visto quello che stà facendo A.D.E. truffando la gente come abbiamo ben visto a striscia la notizia? Ma i truffatori non dovrebbero pagare come tutti quelli che truffano? Nessuno interviene, nemmeno il …… Presidente della Repubblica che pensa solo ai cavoli suoi senza intervenire su questi aspetti? Io non ho niente a che fare ne con Equitalia e ne con A.D.E. ma queste cose mi fanno talmente inc……perchè l’ Italia non è più un paese dove vige la democrazia, ma un paese dove vige la dittatura comunista visto che il governo non legittimato è stato messo da un Presidente della repubblica (comunista), quello che ce adesso è anche lui è comunista. Il comunista diceva cosi: COMPAGNO TU LAVORI E IO MAGNO. Spero solo che continuando così non si arrivi a una ribellione da parte di tutti quelli che non ce la fanno più a sostenere questo andazzo, perchè se così fosse saranno veramente uccelli paduli……….per non dire altro…….

  2. E’ vero Pasqualino, il paese è in mano ai comunisti, dove ha sempre fatto il gioco di essere con la povera gente, ma dove purtroppo abbondava l’ignoranza, io ricordo mio Nonno, che diceva sempre ” sono Comunista e morirò Comunista “, eventualmente era un ignorante profano bracciante agricolo, senza scuola, tra l’altro se sai quello che è successo in sicilia, dove tanti tagli e licenziamenti in tutti i settori, la regione si compra due auto del costo di 250,000 euro, i soldi non ci sono per la povera gente, ma non per loro, tornando al discorso di Equitalia sui pignoramenti, che le leggi gli permettono di fare il blocco del conto corrente, dovrebbe essere anche viceversa, invece non è così, perché , quando è lo Stato e/o regione o P. A deve pagare, non ci sono leggi che tutelano il cittadino, anzi, con le procedure di recupero ci ai rimesso solo del denaro inutilmente anche se ti è stato riconosciuto il tuo tramite Sentenza. E’ una vera e propria VERGOGNA.

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