Testamento del cittadino straniero: come redigerlo
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9 Apr 2016
 
L'autore
Giovanna Pangallo
 


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Testamento del cittadino straniero: come redigerlo

Il testatore può scegliere la legge che regola la sua intera successione e optare per quella dello Stato di cui ha la cittadinanza al momento della stesura del testamento o al momento della morte.

 

Sono un cittadino straniero ma vivo in Italia ormai da molti anni. Desidero redigere il mio testamento: quali sono le regole da seguire? In quale lingua devo scrivere il testamento? E soprattutto qual è la legge che si applicherà al testamento?

 

L’ordinamento giuridico italiano prevede un principio di fondamentale importanza: è il cosiddetto principio di territorialità della legge. Esso stabilisce che le norme di uno Stato sono valide ed efficaci soltanto entro i confini dello Stato al cui ordinamento appartengono ed, entro tali confini, si applicano a tutti coloro che si trovano sul territorio: esse, quindi, operano sia nei confronti dei cittadini italiani sia nei confronti dei cittadini stranieri che si trovano sul suolo italiano.

La ragione del principio di territorialità è quella di tutelare la sovranità dello Stato italiano nel rispetto della sovranità degli Stati esteri: infatti è ovvio che se le leggi emanate da uno Stato avessero validità anche in un altro Stato la sovranità di quest’ultimo ne verrebbe lesa inevitabilmente.

Tuttavia il legislatore ha preso atto del fatto che la realtà attuale è caratterizzata da una progressiva crescita dei rapporti tra i cittadini appartenenti a Stati diversi ed in considerazione dei continui mutamenti sociali ha ritenuto di dover applicare il principio di territorialità in maniera elastica.

Uno degli ambiti in cui l’elasticità del principio richiamato trova maggiore spazio è proprio la materia delle eredità.

 

 

La disciplina delle eredità

Il diritto successorio è regolato da una legge che risale al lontano 1995 [1] la quale prevede espressamente che la successione per causa di morte è regolata dalla legge nazionale del soggetto della cui eredità si tratta salvo che il testatore non abbia sottoposto l’intera successione alla legge dello Stato in cui ha la residenza al momento della morte [2].

La scelta suindicata dev’essere manifestata in modo esplicito all’interno del testamento.

 

Alla legge richiamata si aggiunge il più recente regolamento dell’Unione Europea del 2012 [3], il quale ha piena efficacia nello Stato italiano e disciplina in modo chiaro la materia della successione testamentaria.

Il legislatore europeo ha capovolto la disciplina corrente sotto il vigore della legge del 1995 stabilendo quale dev’essere il criterio generale da seguire in materia di successione per causa di morte.

In base alla normativa europea la legge applicabile all’intera successione è quella dello Stato in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento della morte.

Al criterio ora indicato sono previste due eccezioni. Vediamole.

 

 

Le deroghe al criterio generale del luogo di residenza

Il legislatore europeo, nel dettare quale criterio generale che disciplina la materia testamentaria quello del luogo in cui il testatore aveva la propria residenza abituale al momento della morte, prevede tuttavia due eccezioni.

La prima deroga ricorre qualora, dal complesso delle circostanze del caso concreto, risulti chiaramente che, al momento della morte, il defunto aveva collegamenti manifestamente più stretti con uno Stato diverso: in questo caso si applicherà la legge dell’altro Stato [4].

La seconda deroga è quella che attribuisce prevalenza alla volontà del testatore stabilendo che una persona può scegliere come legge che regola la sua intera successione la legge dello Stato di cui ha la cittadinanza al momento della scelta o al momento della morte.

Se una persona ha più di una cittadinanza può scegliere la legge di uno qualsiasi degli Stati di cui ha la cittadinanza al momento della scelta o al momento della morte [5].

 

 

Le condizioni di validità della scelta effettuata

Affinché la scelta relativa alla legge che si vuole applicare al proprio testamento sia considerata valida è necessario osservare le formalità richieste del legislatore europeo.

In particolare la volontà testamentaria deve essere manifestata in modo espresso a mezzo di dichiarazione resa nella forma di una disposizione a causa di morte o deve risultare dalle clausole di tale disposizione.

In ipotesi di tal genere la validità sostanziale dell’atto con cui è stata fatta la scelta di legge è disciplinata dalla legge scelta, mentre per la validità formale è necessario che il testamento sia stato redatto nelle forme previste dalla legge del luogo di residenza o in quelle stabilite dalla legge del paese di cui il de cuius ha la cittadinanza.

 

 

La lingua in cui il cittadino straniero può redigere il proprio testamento

La legge italiana non contiene alcuna norma specifica sulla lingua da utilizzare per redigere il testamento anche qualora si voglia scegliere, quale fonte di disciplina della propria successione ereditaria, la legge del Paese diverso dall’Italia di cui si ha la cittadinanza.

Tuttavia, qualora si voglia optare per la legge straniera al fine di disciplinare le proprie ultime volontà, è preferibile utilizzare la lingua dello Stato di cui si ha la cittadinanza per avere maggiore certezza della conformità delle ultime volontà alla normativa prescelta.

 

È pure vero però che la successione ereditaria si aprirà in Italia, avendo il testatore la sua ultima residenza nel paese italiano, di conseguenza è opportuno che si affianchi al testamento in lingua straniera anche una copia scritta in italiano.

 

In questo caso è bene seguire i seguenti accorgimenti:

  • la copia in lingua italiana dev’essere allegata al testamento;
  • deve avere la medesima data del testamento e non una data successiva (in caso contrario il testamento con data successiva prevarrebbe su quello avente data antecedente);
  • la copia in italiano deve riportare espressamente l’indicazione che si tratta di una semplice traduzione del testamento;
  • la traduzione in italiano deve riprodurre fedelmente la volontà espressa in lingua straniera onde evitare contrasti in sede di lettura del testamento.

 

 

I tipi di testamento: procedura e documentazione

L’ordinamento giuridico italiano prevede due tipi di testamento che si pongono in alternativa tra di loro: il testamento olografo ed il testamento pubblico [6].

Il testamento olografo [7] dev’essere interamente scritto, datato e firmato dal testatore di suo pugno.

Secondo la legge la sottoscrizione dev’essere apposta alla fine dello scritto e deve indicare nome e cognome o, in ogni caso, non deve lasciare dubbi sulla persona del testatore.

 

Inoltre la data deve recare l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno di stesura del testamento.

 

Al momento della morte uno dei congiunti dovrà recarsi presso un notaio per consegnare a quest’ultimo il testamento: sarà poi il notaio, in qualità di pubblico ufficiale, a sbrigare tutte le ulteriori formalità previste per l’accettazione dell’eredità.

 

In alternativa al testamento olografo, si potrà optare per il testamento pubblico[8] che viene redatto da un notaio in presenza di due testimoni.

 

La legge prevede che il testatore, in presenza dei testimoni, dichiara al notaio la sua volontà la quale viene riportata in forma scritta a cura del notaio stesso.

Anche in tal caso il testamento deve riportare il luogo, la data del ricevimento e l’ora della sottoscrizione e dev’essere sottoscritto sia dal testatore che dai testimoni e dal notaio.

 

Il testamento pubblico verrà poi conservato a cura del notaio che provvederà ad espletare le incombenze previste dalla legge dopo la morte del testatore.

 

In entrambi i casi indicati (cioè sia se si sceglie il testamento olografo sia se si decide di optare per quello pubblico) un familiare del de cuius dovrà consegnare al notaio la dichiarazione di morte del testatore.

 

Qualora il patrimonio del testatore contenga beni immobili, gli eredi dovranno effettuare la dichiarazione di successione.

 

La dichiarazione di successione dev’essere fatta entro 12 mesi dall’apertura della successione (che di norma coincide con il decesso del testatore) mediante apposito modulo disponibile presso gli uffici dell’Agenzia delle entrate.

 

Se si utilizza un modulo differente, la dichiarazione di successione sarà nulla.

 

La suddetta dichiarazione dovrà poi essere presentata presso l’ufficio dell’Agenzia delle entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza italiana del cittadino straniero della cui successione si tratta.


[1] Legge n. 218 del 1995.

[2] Art. 46 L. n. 218/1995.

[3] Regolamento (UE) N. 650/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 luglio 2012.

[4] Art. 21 Regolamento UE cit.

[5] Art. 22 Regolamento UE cit.

[6] Il codice civile prevede un terzo tipo di testamento cd. segreto a cui si fa ricorso in via residuale.

[7] Art. 602 cod. civ.

[8] Art. 603 cod. civ.

 


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