Contratti telefonici: se comunichi il recesso ma arriva la bolletta
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9 Apr 2016
 
L'autore
Temistocle Marasco
 


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Contratti telefonici: se comunichi il recesso ma arriva la bolletta

Ho comunicato la disdetta del contratto al mio gestore telefonico più di un anno fa, ma continua a scalare mensilmente il costo dell’abbonamento dal mio conto corrente: posso ottenere un indennizzo e, più in generale, cosa posso fare per chiudere la questione?

 

Le vertenze tra i gestori telefonici e i clienti sono sempre più frequenti. I motivi del contendere possono essere molteplici e uno dei casi principali è proprio quello della chiusura del rapporto contrattuale.

Per far valere i propri diritti, il primo passo è quello di effettuare la disdetta nel modo corretto: per questo motivo, bisogna provvedere tramite raccomandata a.r., in modo da avere prova certa dell’avvenuta ricezione dell’atto da parte della casa di telefonia.

 

 

Il reclamo

Nel caso in cui il gestore, ignorando la disdetta, continui a inviare le fatture, è possibile inoltrare uno o più reclami. Se il reclamo è telefonico, non ne rimarrà traccia. Ragion per cui, anche per il reclamo si consiglia la forma scritta tramite invio di raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata.

I reclami spesso sono restano privi di riscontro ma, in caso di mancata risposta del gestore nelle scadenze previste dalla carta servizi [1] o dalle delibere Agcom (in ogni caso, non più di 45 giorni dalla ricezione del reclamo), il cliente ha diritto a un indennizzo.

 

 

Il Corecom

Ci si può rivolgere (gratuitamente) al Corecom (Comitato Regionale per le comunicazioni) anche se non si è inviato in precedenza alcun reclamo al gestore. Il Corecom è un organo che si occupa di tentare la conciliazione delle controversie insorte tra i gestori telefonici e utenti. Non è richiesta la nomina di un legale di fiducia, ma è comunque consigliabile. Il tentativo di conciliazione, in queste circostanze, è obbligatorio e non è possibile intraprendere una eventuale causa in tribunale senza aver prima compiuto questo passaggio presso i suddetti organismi regionali. Il Corecom competente è quello della regione in cui è situata l’utenza fissa oggetto della controversia o, negli altri casi, quello della regione in cui è presente il domicilio dichiarato dal cliente nel contratto stipulato col gestore telefonico.

 

Ciascun Corecom ha un sito internet in cui è reperibile un modello per presentare la relativa istanza. È possibile presentare l’istanza sia in forma cartacea che in forma telematica. In essa bisogna indicare i propri dati, la tipologia di contratto col gestore telefonico, i motivi della vertenza, la descrizione dei fatti. È fondamentale poi allegare i documenti a sostegno delle proprie ragioni.

 

Nel caso di mancata gestione della disdetta, è necessario allegare una copia del contratto, una copia della disdetta comprensiva della velina di invio e della ricevuta di ritorno della raccomandata, una copia degli eventuali reclami (con la prova dell’avvenuta ricezione), una copia degli estratti conto da cui risulta che la casa di telefonia ha proseguito, nonostante il recesso, ad effettuare prelievi sul proprio conto corrente (se è stata scelta la modalità di pagamento con addebito diretto sul conto corrente, per evitare che i prelievi illegittimi proseguano, è bene recarsi in banca e revocare l’autorizzazione all’addebito diretto a favore del gestore telefonico).

È necessario poi formulare le proprie richieste. Nel caso di specie, si richiederà la restituzione delle somme illegittimamente prelevate, l’indennizzo per la mancata e ritardata gestione del recesso e l’indennizzo per la mancata risposta all’eventuale reclamo presentato al gestore. Si ricorda, in proposito che il Corecom può accordare gli indennizzi previsti dall’Agcom, ma non ha competenza per eventuali richieste risarcitorie.

 

 

La misura dei risarcimenti

L’Agcom, in una specifica delibera del 2011 [2] ha stabilito in che circostanze e in che misura spettano gli indennizzi al cliente. Per il caso di mancata o ritardata gestione del recesso, non è stata prevista dall’Agcom una specifica voce di indennizzo nella suddetta delibera. La delibera stessa, però, stabilisce che, per tutti i casi di inadempimento o disservizio non espressamente previsti, bisogna far riferimento a quanto stabilito per casi similari o analoghi, ai fini della quantificazione dell’indennizzo [3]. Per tali motivi, nella prassi, i Corecom hanno considerato la mancata o ritardata gestone del recesso come una fornitura all’utente di un servizio da lui non più voluto, che comporta una permanenza forzata tra i clienti del gestore telefonico. L’attivazione di servizi in capo all’utente contro la sua volontà è un’ipotesi espressamente prevista dall’Agcom, per la quale è previsto un indennizzo giornaliero di 5 euro [4] [5]. Facciamo un esempio: la casa di telefonia ha 30 giorni di tempo per provvedere al recesso dal giorno in cui riceve la disdetta da parte del cliente. Scaduti questi 30 giorni, si ha diritto a un indennizzo di 5 euro al giorno. Quindi, ammettendo un ritardo nella concretizzazione del recesso di 200 giorni, l’indennizzo spettante è di 1.000 euro (5 euro x 200).

Qualora sia stato inoltrato anche un reclamo senza ricevere risposta dal gestore o ricevendo risposta tardiva, si ha diritto a un ulteriore indennizzo di 1 euro al giorno per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo di 300 euro [6].

 

 

Il tentativo di conciliazione e il ricorso al giudice

Presentata istanza al Corecom, si profilano due scenari:

– la compagnia telefonica riconosce i propri errori e formula un’offerta per definire la controversia bonariamente. In tal caso il verbale sottoscritto in sede di conciliazione avrà l’efficacia di titolo esecutivo;

– non si riesce a trovare un accordo ed il tentativo di conciliazione si conclude con esito negativo. In quest’ultimo caso, è possibile rivolgersi al giudice, chiedendo la corresponsione degli indennizzi ed eventualmente del maggior danno subito.


[1] La Carta dei servizi è un documento che ogni operatore è tenuto ad adottare per dare informazioni agli utenti su diritti e obblighi del cliente: in particolare su termini e modalità dei servizi offerti, modalità di pagamento, assistenza e presentazione reclami, condizioni di recesso e rinnovo, indennizzi riconosciuti in caso di inadempimento del gestore, inserimento negli elenchi telefonici. Al pari del contratto, la Carta dei servizi è vincolante per gli operatori ed è parte integrante del contratto.

[2] Delibera n. 73/11/CONS.

[3] Art. 12, c. 3, allegato A, delibera n. 73/11/CONS.

[4] Art. 8, allegato A, delibera n. 73/11/CONS.

[5] Tra le tante, si riportano le delibere Corecom Lombardia n. 11/2013; Corecom Lombardia n. 18/2013; Corecom Lombardia n. 29/2013; Corecom Lombardia 38/2013; Corecom Molise n. 27/2013; Corecom Lazio n. 10/2012.

[6] Art. 11, allegato A, delibera n. 73/11/CONS.

 


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