Disciplina delle start-up
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9 Apr 2016
 
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Disciplina delle start-up

Nascita, requisiti e gestione delle imprese innovative.

 

Con il D.L. 179/2012, recante «Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese», coordinato con la L. 221/2012 (modificato da ultimo dal D.L. 24 gennaio 2015, n. 3, conv. in L. 24 marzo 2015, n. 33), il legislatore ha previsto l’introduzione nel nostro ordinamento giuridico di un quadro normativo finalizzato alla nascita ed alla crescita di nuove imprese innovative (cd. start-up innovativa) con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una nuova cultura imprenditoriale, creare un contesto maggiormente favorevole all’innovazione, promuovere maggiore mobilità sociale, attrarre in Italia talenti, imprese innovative e capitali dall’estero.

Con il termine «start-up innovativa» si definisce la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione che ha quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

È stata introdotta dalla L. 33/2015 di conversione del D.L. 3/2015 la possibilità di costituire la società con firma elettronica attraverso un modello standard tipizzato senza ricorrere al notaio. L’atto costitutivo e le successive modifiche societarie potranno dunque continuare a essere redatti per atto pubblico, ma anche per atto sottoscritto con firma digitale.

 

Per poter qualificare un’impresa come «start-up innovativa» è richiesta, altresì, la sussistenza dei seguenti ulteriori requisiti sostanziali:

 

– la società deve essere costituita e svolgere attività d’impresa da non più di 60 mesi (modifica introdotta dal D.L. 3/2015, conv. in L. 33/2015: in precedenza il limite era 48 mesi);

 

– in seguito alle modifiche introdotte dal D.L. 3/2015, conv. in L. 33/2015, la società deve essere residente in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, purché abbia una sede produttiva o una filiale in Italia;

 

– il totale del valore della produzione annua della società, a partire dal secondo anno, non deve essere superiore a 5 milioni di euro;

 

– la società non deve distribuire o aver distribuito utili;

 

– la società deve avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. In aggiunta a quanto previsto dall’art. 25, co. 2, lett. f), D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012, il D.L. 83/2014, conv. in L. 106/2014 all’art. 11bis ha disciplinato le start-up nel settore turistico, che possono essere costituite anche nella forma dalla s.r.l. semplificata ai sensi dell’art. 2463bis c.c.;

 

– la società non deve essere stata costituita da una fusione, scissione societaria od a seguito di cessione d’azienda o di ramo d’azienda.

 

A ciò si aggiunge il fatto che la «start-up innovativa» deve possedere almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti sostanziali:

 

– le spese in ricerca e sviluppo sostenute dalla società debbono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione;

 

– la società deve impiegare come dipendenti o collaboratori, in percentuale uguale o superiore ad 1/3 della propria forza lavoro, personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca ovvero in possesso di laurea, che abbia svolto un’attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati da almeno 3 anni, ovvero, in percentuale uguale o superiore a 2/3 della forza lavoro, personale in possesso di laurea magistrale;

 

– la società deve essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o ad una nuova varietà vegetale oppure titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale ed all’attività d’impresa.

 

È prevista l’istituzione, da parte delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di un’apposita sezione del registro delle imprese, con iscrizione obbligatoria per le start-up innovative per assicurare massima trasparenza. L’istituzione di un’apposita sezione risponde alla ratio di maggiore trasparenza delle informazioni inerenti la vita e l’attività delle imprese start-up innovative e consente la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative all’anagrafica, all’attività svolta, ai soci fondatori e investitori.

La start-up innovativa è automaticamente iscritta alla sezione speciale del registro delle imprese a seguito della compilazione e presentazione dela domanda in formato elettronico, contenente la breve descrizione dell’attività svolta, comprese l’attività e le spese in ricerca e sviluppo. Il D.L. 3/2015, conv. in L. 33/2015 ha modificato le informazioni riguardanti l’elenco dei soci da riportare nella domanda di iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese: devono essere indicate solo le holding non iscritte nel registro delle imprese. La start-up innovativa è tenuta contestualmente all’iscrizione nella sezione speciale del registro imprese, alla presentazione della Scia al competente sportello unico, ove tale adempimento sia previsto dalla regolamentazione amministrativa locale. Se l’impresa non comunica l’inizio dell’attività contestualmente all’iscrizione non può richiedere la registrazione presso la sezione speciale del registro delle imprese.

Non compete all’ufficio del registro delle imprese presso la camera di commercio valutare il merito delle dichiarazioni presentate dai legali rappresentanti delle aspiranti start-up, come precisato nella Circolare Mise del 29-9-2014, prot. n. 169135.

 

Il legislatore ha previsto, accanto alla «start-up» innovativa, anche un’ulteriore figura imprenditoriale denominata «incubatore di start-up innovative certificato», definito come la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero come la società europea residente in Italia ai sensi dell’art. 73 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, che offre i servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up innovative. Tale incubatore di start-up innovative certificato deve essere in possesso di determinati requisiti.

 

Al fine di creare un ambiente favorevole per lo sviluppo di start-up innovative, sono previste deroghe al diritto societario, in modo da rendere la gestione di tali imprese flessibile, la loro governance il più possibile snella e di allargare le opportunità di finanziamento.

 

La disciplina è la seguente:

 

– è ammessa la possibilità di posticipare al secondo anno di esercizio la riduzione del capitale sociale nel caso di perdita a meno di 1/3 per la start-up innovativa, così come previsto dall’art. 2446, comma 2, c.c. e dall’art. 2482, comma 4, c.c.;

 

– nel caso di riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale, è consentito all’assemblea dei soci disporre il rinvio alla chiusura dell’esercizio successivo la deliberazione di riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale, così come previsto dall’art. 2447 c.c. e dall’art. 2482ter c.c.;

 

– l’atto costitutivo della start-up innovativa costituita in forma di società a responsabilità limitata – in deroga a quanto previsto dall’art. 2479, comma 5, c.c. – può: a) creare categorie di quote di partecipazione fornite di diritti differenti; b) determinare il contenuto delle differenti quote di partecipazione; c) creare categorie di quote di partecipazione che non attribuiscano diritti di voto o che attribuiscano diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione detenuta dai soci; d) creare categorie di quote di partecipazione che attribuiscano diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni;

 

– le quote di partecipazione detenute nella start-up innovativa costituita sotto forma di società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari in deroga a quanto previsto dall’art. 2468, comma 1, c.c.;

 

– nelle start-up innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata è consentito di derogare al divieto di compiere operazioni sulle proprie partecipazioni previsto dall’art. 2474 c.c., nel caso in cui dette operazioni siano realizzate in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori d’opera e servizi anche di natura professionale;

 

– nelle start-up innovative costituite sotto forma di società a responsabilità limitata in alternativa rispetto all’ordinaria disciplina civilistica e finanziaria gli intermediari finanziari abilitati (Sim, etc.) possono sottoscrivere e acquistare le partecipazioni in nome proprio e per conto dei sottoscrittori o acquirenti che abbiano aderito all’offerta mediante portali online per conto dei clienti (novità introdotta dal D.L. 3/2015, conv. in L. 33/2015);

 

– è ammessa la possibilità che l’atto costitutivo della start-up innovativa e dell’incubatore certificato possa prevedere l’emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali od anche di diritti amministrativi con esclusione del diritti di voto a seguito di un apporto prestato da parte di soci o terzi anche d’opera o servizi.

 

In seguito al D.L. 3/2015, conv. in L. 33/2015 è esteso fino al quinto anno (in precedenza era il quarto) l’esonero dal pagamento dell’imposta di bollo, dei diritti di segreteria e del diritto annuale dovuto alle Camere di commercio per l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.

Sono previste, inoltre, misure volte a favorire l’assunzione di lavoratori da parte di start-up innovative, le quali potranno usufruire di apposite disposizioni contrattuali per poter instaurare rapporti di lavoro subordinato che abbiano maggiore flessibilità operativa, soprattutto nella fase di avvio dell’attività di impresa.

Si è anche scelto di sottrarre le start-up alle procedure concorsuali vigenti prevedendo il loro assoggettamento, in via esclusiva, alla disciplina della gestione della crisi da sovraindebitamento (L. 3/2012). Ciò in quanto il legislatore ha tenuto conto dell’elevato tasso di rischio d’impresa collegato all’investimento in attività ad alto livello d’innovazione.

 

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