Azienda e avviamento
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16 Apr 2016
 
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Azienda e avviamento

Nozione di azienda e di impresa; in cosa consiste l’avviamento.

 

L’azienda è «il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa» (art. 2555 c.c.).

Tali «beni» sono coordinati strumentalmente dall’imprenditore cui spetta la «titolarità dell’azienda» per consentirgli la utilizzazione funzionale nonché la piena disponibilità dei singoli beni per l’esercizio dell’impresa.

 

All’azienda, in particolare, fanno capo:

 

beni materiali (merci, macchinari, locali etc.);

– beni immateriali (brevetti, marchi etc.).

 

Non fanno parte dell’azienda i contratti, i crediti ed i debiti che, invece, fanno capo direttamente all’imprenditore; essi sono suscettibili di essere ricollegati all’azienda, ma si tratta sempre di elementi distinti ed estrinseci ad essa.

 

I termini impresa ed azienda vengono, talvolta, utilizzati nel linguaggio comune come sinonimi; è da dire però che da un punto di vista giuridico essi indicano due realtà molto diverse anche se strettamente connesse.

 

Possiamo definire:

 

– l’azienda come il complesso dei beni che vengono predisposti per l’esercizio di un’attività produttiva;

 

– l’impresa come quell’attività professionalmente organizzata allo scopo di produrre o scambiare beni e/o servizi.

 

Tra azienda ed impresa esiste, quindi, un rapporto strumentale in quanto la prima è il mezzo per il raggiungimento di uno scopo costituito dall’esercizio di un’attività di impresa.

 

 

L’avviamento

Il fatto che l’azienda sia caratterizzata da un complesso di beni organizzati in funzione di uno scopo produttivo ci induce a considerare:

 

– che, come tali, i singoli beni che compongono l’azienda hanno un determinato valore;

 

– che, invece, se sono coordinati ed organizzati per l’esercizio aziendale ed in grado di produrre profitti, gli stessi beni hanno un valore generalmente superiore rispetto a quello individuale.

 

Il maggior valore che tali beni acquistano quando sono organizzati prende il nome di avviamento dell’azienda e trova espresso riconoscimento nella legge (artt. 2424 e 2426 c.c.).

 

Se un soggetto acquista un’azienda già avviata, acquista anche l’avviamento, cioè l’aspettativa di guadagni futuri ed infatti egli per la cessione dell’azienda dovrà pagare un prezzo più alto rispetto al reale valore dei singoli beni.

 

L’avviamento, in pratica, è il plusvalore che deriva all’azienda dal fatto che i beni che la compongono sono organizzati e coordinati per conseguire lo stesso fine; esso può essere dunque:

 

– soggettivo: in quanto inerente alle capacità e qualità personali dell’imprenditore (es.: cuoco, artigiano) e come tale non trasferibile perché connesso all’iniziativa, all’abilità, alle capacità di organizzazione di colui che gestisce l’attività;

 

– oggettivo: in quanto inerente agli elementi dell’azienda ed al luogo in cui l’attività si esplica, per cui si trasferisce integralmente ed automaticamente con l’azienda stessa.

 

Uno degli indici per misurare il valore dell’avviamento è la clientela, cioè il flusso costante della domanda di beni o servizi che fanno capo all’azienda. La clientela non deve quindi confondersi con l’avviamento, rappresentando soltanto un aspetto di questo.

 

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