Dimissioni online: modifica della data e giusta causa
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10 Apr 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Dimissioni online: modifica della data e giusta causa

Ultimi chiarimenti del Ministero del Lavoro sulle dimissioni telematiche: chiarite le ipotesi di cambio data di cessazione e di giusta causa.

 

La nuova procedura di dimissioni, che ora devono essere presentate dal lavoratore direttamente online, non elimina l’obbligo del datore di lavoro di effettuare la comunicazione obbligatoria (Unilav) di cessazione del rapporto.

L’effettuazione della seconda comunicazione, se da un lato non può sostituirsi alla comunicazione di dimissioni del lavoratore (quindi se il dipendente sparisce non si può far altro che licenziarlo e pagare il relativo ticket), dall’altro lato comporta la possibilità di modificare la data di efficacia delle dimissioni anche oltre il termine per la revoca.

Vediamo nel dettaglio le ultime specifiche fornite dal Ministero del Lavoro.

 

 

Dimissioni: modifica della data

Può accadere che, dopo la presentazione delle dimissioni online, il lavoratore e il datore di lavoro si accordino per una data di cessazione diversa da quella comunicata. Ad esempio, perché il dipendente viene esonerato dal preavviso, o per errori nella data indicata nel modulo telematico.

In questi casi, secondo il Ministero, non è necessario revocare le dimissioni e presentare una nuova comunicazione online: la procedura telematica, difatti, riguarda la sola manifestazione della volontà di dimettersi da parte del dipendente (sostituisce, cioè, la vecchia lettera di dimissioni). Peraltro, la revoca delle dimissioni ha dei termini molto stringenti: soltanto 7 giorni dall’invio della comunicazione.

Datore e lavoratore sono pertanto liberi di accordarsi per modificare la data di decorrenza, dunque la durata del preavviso.

È il datore di lavoro, come precedentemente accennato, tenuto a inviare la successiva comunicazione di cessazione, entro 5 giorni dalla data effettiva in cui il rapporto è terminato: non ha alcuna rilevanza, dunque, la data indicata nelle dimissioni telematiche.

 

 

Dimissioni: trasmissione al datore di lavoro

Un altro quesito posto al Ministero riguarda l’efficacia delle dimissioni inviate all’indirizzo mail (non Pec) del datore di lavoro. Poiché le dimissioni costituiscono un atto unilaterale recettizio, cioè che ha effetto solo se l’altra parte effettivamente ne viene a conoscenza, la validità di una procedura che non consente di verificare l’effettiva ricezione della comunicazione desta parecchi dubbi. Il Ministero non ha risposto esaustivamente alla domanda, limitandosi a precisare che l’Ente proverà a reinviare la mail. Si è ipotizzata la possibilità di consegnare a mano al datore una copia cartacea delle dimissioni telematiche, ma questo introdurrebbe una deroga alla procedura.

 

 

Dimissioni per giusta causa

Sarà inserita, tra pochi giorni, anche l’opzione dimissioni per giusta causa, assieme alle semplici dimissioni ed alla risoluzione consensuale. Ci sarà uno spazio apposito, all’interno del modello, per indicarne la motivazione.

La specifica della giusta causa ha particolare importanza per il lavoratore: chi si dimette per giusta causa, difatti, al contrario dei normali casi di dimissioni, ha diritto all’indennità di disoccupazione. Inoltre il datore di lavoro è tenuto a pagare la tassa sul licenziamento anche in caso di dimissioni per giusta causa.

 

 

Dimissioni per abbandono del posto di lavoro

Resta irrisolta, invece, la questione delle dimissioni nel caso in cui il lavoratore “sparisca” (abbandoni il posto di lavoro, non si presenti e non rientri successivamente) e non mandi alcuna comunicazione successiva. Il datore di lavoro, in questi casi, è costretto a licenziarlo per giusta causa, ma è comunque tenuto a pagare il ticket sul licenziamento. Inoltre al dipendente spetta la Naspi, ricorrendone i requisiti, in quanto il diritto al sussidio di disoccupazione spetta pure nel caso di licenziamento per giusta causa: questa tipologia di cessazione, difatti, non è considerata una perdita volontaria dell’occupazione, anche se nella sostanza lo è.


Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
20 Ott 2016 Vasile Botoroga

Buongiorno,
avrei una domanda relativa alla data di decorrenza nelle dimissioni telematiche. Ho dato le dimissioni telematiche ieri 19 ottobre e come data di decorrenza ho comunicato erroneamente il 20 di ottobre senza considerare il tempo di preavviso, in quanto, mi ero messo d’accordo con il mio datore di lavoro che lui avrebbe rinunciato al preavviso, questo accordo però e avvenuto per via verbale quindi nonostante ho fiducia nel mio ex datore di lavoro ho paura a non essere tutelato. Cosa potrei fare per essere tutelato?

Grazie anticipatamente,
Vasile

 
20 Ott 2016 Vasile Botoroga

Buongiorno,
Ho letto un vostro articolo e avrei una domanda relativa alla data di decorrenza nelle dimissioni telematiche.
Ho dato le dimissioni telematiche ieri 19 ottobre e come data di decorrenza ho comunicato erroneamente il 20 di ottobre senza considerare il tempo di preavviso di 2 mesi, in quanto, mi ero messo d’accordo con il mio datore di lavoro che lui avrebbe rinunciato al preavviso, questo accordo però e avvenuto per via verbale quindi nonostante ho fiducia nel mio ex datore di lavoro ho paura a non essere tutelato.
Cosa potrei fare per essere tutelato?
Sugerite di revocare le dimissioni i inoltrarle nuovamente considerando i 2 mesi di preavviso?

Grazie anticipatamente,
Vasile