Mancato versamento di contributi: la nuova soglia del reato
Lo sai che?
10 Apr 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Mancato versamento di contributi: la nuova soglia del reato

Omesso versamento di contributi previdenziali: la depenalizzazione e l’applicazione della sanzione amministrativa vale anche per gli illeciti commessi prima del 6 febbraio.

 

La depenalizzazione di numerosi reati, tra cui l’omesso versamento all’Inps delle ritenute previdenziali [1], ha effetto retroattivo e, pertanto, si applica anche ai fatti commessi prima del 6 febbraio 2016. Risultato: al posto della sanzione stabilita dalla normativa penale si applica ormai solo una sanzione amministrativa. Resta invece il reato per quanto riguarda le violazioni superiori alla soglia di 10mila euro. Lo ha chiarito l’altro ieri la Cassazione [2].

 

La riforma ha eliminato il reato per gli omessi versamenti di contributi previdenziali al di sotto della soglia di 10mila euro. Più precisamente si tratta del “reato di omesso versamento all’Inps delle somme trattenute dal datore di lavoro sulle retribuzioni corrisposte ai dipendenti” [3] qualora non eccedente il limite di 10.000,00 annue, reato che è stato depenalizzato. Le sanzioni penali sono state sostituite con sanzioni amministrative. Inoltre, trattandosi di norma favorevole al reo, essa è applicabile anche alle violazioni commesse prima della sua entrata in vigore, a condizione che il procedimento penale non si sia ormai definitivo con sentenza o decreto penale irrevocabile. Una deroga, quindi, al principio di irretroattività della norma penale [4].

 

In questi casi il giudice non può limitarsi a chiudere il processo perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato” ma deve – per espresso obbligo di legge [5] – rinviare gli atti alla Prefettura perché irroghi le nuove sanzioni amministrative.

 

In ogni caso non scattano neanche le sanzioni amministrative tutte le volte in cui il datore di lavoro provvede al versamento entro delle ritenute il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione.

 

Non è la prima volta che la Cassazione si pronuncia sulla retroattività della depenalizzazione dell’omesso versamento di ritenute previdenziali. Lo scorso mese di marzo, una precedente pronuncia aveva affermato gli stessi principi [6].

 

 

La depenalizzazione

Le neo approvate norme hanno depenalizzato diversi illeciti fra cui gli atti osceni, le pubblicazioni e spettacoli osceni, il rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto, l’abuso della credulità popolare, le rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive, gli atti contrari alla pubblica decenza, il turpiloquio, il mancato rispetto dell’autorizzazione alla coltivazione di stupefacenti per uso terapeutico, l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, se l’importo omesso è inferiore a 10.000 euro annui,  la guida senza patente e l’omessa identificazione e registrazione in materia di riciclaggio. In tutti questi casi, per la Suprema corte riforma è retroattiva.


[1] D.lgs. n. 8/2016.

[2] Cass. sent. n. 14487/2016 e n. 14483/2016 dell’8.04.2016.

[3] Di cui all’art. 2 del decreto legislativo n. 463/1983 convertito nella legge n.638/1983.

[4] Art. 1 Legge n. 689/1981.

[5] Art. 9 d.lgs. n. 8/2016.

[6] Cass. sent. n. 11376 del 17.03.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
 
Commenti