Dosso sull’asfalto e incidente: nessun risarcimento se vai veloce
Lo sai che?
10 Apr 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Dosso sull’asfalto e incidente: nessun risarcimento se vai veloce

Per il rigonfiamento sulla strada non scatta l’indennizzo da parte del Comune si vi è prova dell’eccesso di velocità oltre i limiti da parte del conducente.

 

Se il conducente dell’auto o della moto subisce un incidente a causa di un dosso o un rigonfiamento imprevisto sul manto della strada non ha diritto ad alcun risarcimento del danno qualora venga dimostrata la violazione, da parte sua, delle norme del codice della strada come nel caso di eccesso di velocità. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

La vicenda riguarda un episodio assai triste: la morte di un motociclista deceduto a seguito di un incidente causato da un rigonfiamento del manto stradale. Ma le indagini successive dei periti nominati dal tribunale e i rilievi effettuati dalla polizia nell’immediatezza del sinistro avevano dimostrato che il giovane viaggiava oltre i limiti consentiti dalla legge. Con questa motivazione, i giudici hanno rigettato la richiesta di risarcimento avanzata dai familiari superstiti nei confronti del Comune, titolare della strada incriminata.

 

Per essere risarciti bisogna rispettare il codice della strada

Solo dimostrando di aver tenuto una condotta di guida consona ai luoghi e, comunque, rispettosa delle norme (non scritte) di prudenza e di quelle (scritte) del codice della strada si può ottenere il risarcimento del danno nel caso di un incidente determinato da una fonte di pericolo sull’asfalto.

 

Il tema è stato più volte affrontato per quanto riguarda le buche stradali e, mutuando i principi illustrati già tante volte su queste stesse pagine, si può argomentare nello stesso modo in caso di dossi sulla strada.

 

Non c’è solo il rispetto formale delle norme del codice della strada da tenere in considerazione per verificare se il danneggiato abbia colpa o meno nell’incidente, ma anche le comuni norme di prudenza che impongono di non viaggiare “con la testa tra le nuvole”, prestando attenzione agli ostacoli, specie quelli più visibili. Il fatto che un dosso sia facilmente avvistabile e non sia, in modo insidioso, nascosto da altri elementi stradali, impedisce che si possa chiedere il risarcimento.

 

L’ipotesi è più che frequente per quanto riguarda i limitatori di velocità posti lungo la carreggiata (comunemente detti “dossi”). Nel caso in cui il Comune, contravvenendo alle norme stradali, faccia costruire un rigonfiamento in asfalto senza munirlo dei colori fluorescenti per il facile avvistamento notturno, si potrebbe parlare di un comportamento colpevole, fonte di risarcimento del danno. Diverso, invece, è il caso in cui il dosso, seppur non facilmente avvistabile, sia comunque evitabile con un comportamento prudente e diligente, rispettoso dei limiti. In tal caso, a tutto voler concedere, potrebbe scattare il concorso di colpa.

 

In generale, il principio elaborato dalla Cassazione è quello secondo cui non si può attribuire all’ente proprietario della strada la responsabilità per l’accaduto e per non aver custodito adeguatamente il bene, se il fatto è accaduto a causa esclusivamente della velocità o dalla distrazione del conducente.


[1] Cass. sent. n. 6841/2016 dell’8.04.2016.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
 
Commenti