Bonus fiscali 2016, quali crediti spettano nel 730
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12 Apr 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Bonus fiscali 2016, quali crediti spettano nel 730

Quali sono e come si calcolano i crediti d’imposta da inserire nella dichiarazione dei redditi: bonus 80 euro, school bonus, art bonus e altre agevolazioni.

 

 

Il credito d’imposta, noto anche col nome di bonus, è un beneficio riconosciuto dalla legge al contribuente, che consente di “scontare” dalle tasse un determinato importo.

Il credito d’imposta può essere dovuto al pagamento di un indebito nei confronti dello Stato (ad esempio per aver versato più imposte del dovuto), oppure può essere riconosciuto in determinate situazioni da specifiche norme di legge; è il caso, per esempio, del credito d’imposta per donazioni effettuate alle scuole.

Vediamo, in questo vademecum, quali sono i principali bonus, chi può beneficiarne e come vengono calcolati.

 

 

Bonus Irpef

Il bonus da 80 euro mensili, meglio conosciuto come Bonus Renzi [1], è un credito d’imposta riconosciuto ai soggetti con redditi da lavoro dipendente ed assimilati,  se il reddito complessivo non supera i 26.000 euro. Il reddito complessivo non comprende i redditi derivanti dall’abitazione principale e dalle relative pertinenze, ma comprende gli eventuali canoni di locazione derivanti da immobili soggetti alla cedolare secca.

Sono considerati assimilati ai redditi di lavoro dipendente:

 

– i redditi derivanti dai seguenti sussidi a sostegno del reddito: cassaintegrazione, mobilità e disoccupazione;

– i redditi derivanti da collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.);

– i compensi corrisposti a soci di cooperative;

– le borse di studio;

– i compensi corrisposti da terzi;

– i capitali e le rendite periodiche corrisposte dai fondi pensione;

– i compensi a soggetti impegnati in lavori socialmente utili (L.S.U.);

– le remunerazioni dei sacerdoti.

 

 

Bonus Renzi: come si calcola

Il bonus spetta in misura intera, pari a 960 euro, se il lavoratore ha un reddito superiore a 8.000 euro annui (limite della no tax area) e inferiore a 24.000 euro e possiede 365 giorni lavorativi o assimilati.

Se il reddito è tra 24.000 e 26.000 euro, il credito spettante si calcola con la seguente formula:

960 × (26.000 – reddito complessivo): 2.000.

Se i giorni di lavoro sono inferiori a 365, il bonus deve essere rapportato alle giornate effettive di spettanza.

Ad esempio, se il contribuente ha lavorato per 200 giornate, si dovrà dividere l’importo del bonus per 365 e moltiplicare per 200.

Il bonus è normalmente riconosciuto dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o soggetto che eroga il reddito), che riporta nella certificazione unica (CU 2016) l’importo erogato al lavoratore: se, in sede di dichiarazione dei redditi (730 o modello Unico), è rilevato che il credito spettante sia maggiore, o minore, il bonus viene conguagliato.

 

 

Bonus bebè

È noto col nome di bonus bebè il beneficio riconosciuto per ogni figlio nato, adottato o in affido tra il 1º gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017; non si tratta, però, di un credito d’imposta, ma di un assegno riconosciuto dall’Inps ai genitori che possiedono i  seguenti requisiti:

 

cittadinanza italiana, europea o di uno Stato extraeuropeo (in quest’ultimo caso l’interessato deve possedere un permesso di soggiorno di lungo periodo);

residenza in Italia;

convivenza con il figlio;

ISEE del nucleo familiare non superiore a 25.000 euro annui; il tetto massimo non deve essere superato per tutta la durata dell’assegno.

 

Per ogni famiglia è riconosciuto solo un bonus bebè. Il beneficio ammonta a:

 

80 euro mensili, per le famiglie con Isee da 7.000 a 25.000 euro;

160 euro mensili, per le famiglie con Isee sino a 7.000.

 

 

Bonus per arbitrato o negoziazione

Il Bonus per arbitrato o negoziazione è un credito d’imposta riconosciuto alle parti che hanno effettuato, nel 2015, una negoziazione assistita conclusa con successo o un arbitrato concluso con lodo.

Il credito è commisurato al compenso riconosciuto all’avvocato, sino a 250 euro ed è comunicato alle parti dal Ministero della giustizia entro il 30 aprile 2016. Le parti, per ottenere il  bonus, devono però aver fatto domanda al Ministero entro l’11 febbraio 2016.

Il credito può essere utilizzato non solo in sede di dichiarazione dei redditi, per diminuire l’imposta, ma anche in compensazione di debiti da saldare mediante il modello F24 (in quest’ultimo caso il contribuente deve essere titolare di reddito d’impresa o di lavoro autonomo).

Per chi indica il credito nella dichiarazione dei redditi, il rigo da compilare è:

 

– il rigo G11, per chi utilizza il modello 730;

– il rigo CR16, per chi utilizza il modello Unico.

 

 

Bonus mediazione

È riconosciuto un credito d’imposta anche per la mediazione, nota anche col nome di conciliazione: ricordiamo che la mediazione è una procedura alternativa al processo civile, svolta da un terzo imparziale per la risoluzione di una controversia civile o commerciale.

Il credito riconosciuto in caso di successo della mediazione è commisurato al compenso corrisposto ai conciliatori, fino a concorrenza di  500 euro; in caso di insuccesso il credito è dimezzato.

Il bonus è riconosciuto dal Ministero della giustizia entro il 30 maggio di ciascun anno: può essere fruito in sede di dichiarazione dei redditi, o compensato tramite modello F24 per i soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo e d’impresa.

 

 

Art bonus

L’art bonus è il credito d’imposta a cui il contribuente ha diritto per le donazioni in denaro effettuate a favore di determinate attività culturali, artistiche e di spettacolo:

 

– manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;

interventi di sostegno di istituti e luoghi di cultura pubblici, fondazioni lirico-sinfoniche e teatri di tradizione;

– realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti a favore di enti pubblici che operano nello spettacolo.

 

Il bonus è pari al 65% della liberalità con le seguenti condizioni:

 

tetto massimo pari al 15% del reddito imponibile del soggetto erogante;

– bonus fruibile in più quote: la prima tranche del credito deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui è stata effettuata la donazione (rigo G9 del modello 730/2016 o rigo CR14 del modello Unico 2016);

– se la quota annuale supera le imposte dovute, l’eccedenza non è persa ma può essere riportata nei periodi d’imposta successivi senza limiti di tempo.

Per le erogazioni in denaro a favore di attività diverse da quelle sopra indicate, come l’acquisto di beni culturali, è prevista una detrazione del 19%.

 

 

School bonus

Lo school bonus è un credito d’imposta previsto per le liberalità effettuate a favore degli istituti di ogni ordine e grado, pubblici e privati paritari; l’erogazione in denaro deve essere finalizzata alle seguenti attività:

 

– realizzazione di nuove strutture scolastiche;

ristrutturazione, miglioramento e manutenzione delle strutture scolastiche già esistenti;

– interventi di potenziamento dell’offerta formativa e di miglioramento dell’occupabilità degli studenti.

 

Il credito d’imposta viene calcolato su un ammontare non superiore a 100.000 euro per ciascun anno d’imposta ed è pari al:

 

65% della liberalità, se effettuata  negli anni 2016 o 2017;

50% della liberalità, se effettuata nel 2018.

 

Lo school bonus può essere fruito in alternativa alla detrazione del 19% prevista per le erogazioni in denaro a favore delle scuole e delle università.

 

 

Bonus sicurezza

Il contribuente che installa sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme nella propria abitazione, o che stipula contratti con istituti di vigilanza per prevenire attività criminali, ha diritto a un credito d’imposta, previsto dalla Legge di stabilità 2016 [2]: tale credito non va confuso col bonus ristrutturazione, che prevede la detrazione del 50% per l’acquisto di sistemi antifurto.

Le spese non devono essere sostenute nell’esercizio di attività d’impresa o professionale; ulteriori dettagli potranno essere conosciuti all’emanazione del decreto attuativo, che dovrebbe avvenire a breve.

 

 

Bonus mobili, bonus ristrutturazione ed ecobonus

I bonus per interventi di ristrutturazione, per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici e per il miglioramento dell’efficienza energetica sono in realtà delle detrazioni, non dei crediti d’imposta. Le detrazioni sono pari al:

 

50% dei costi, sino a un tetto massimo di 96.000 euro, da ripartire in 10 quote annuali, per gli interventi di ristrutturazione;

65% dei costi per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici;

50% dei costi sostenuti per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, sino a un tetto massimo di 10.000 euro, se acquistati in occasione di un intervento di ristrutturazione, o di 16.000 euro, se la spesa è sostenuta in occasione dell’acquisto della prima casa per le giovani coppie.

Per maggiori approfondimenti e dettagli, si veda: Bonus casa 2016, tutte le faq.

 


[1] D.L. 66/2014.

[2] L. 208/2015.

 


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