Come viene tassato il TFR
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11 Apr 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Come viene tassato il TFR

L’Irpef sul TFR viene trattenuta solo provvisoriamente dal datore di lavoro; successivamente l’Agenzia delle Entrate provvede alla riliquidazione dell’imposta e invia al contribuente un avviso bonario.

 

La legge prevede una particolare modalità di tassazione del TFR: esso viene tassato solo provvisoriamente dal datore di lavoro, al momento dell’erogazione, con l’applicazione della tradizionale ritenuta; successivamente, l’Agenzia delle Entrate provvede alla tassazione definitiva in base al reddito complessivo degli ultimi cinque anni precedenti alla maturazione del diritto al TFR stesso.

 

Se il contribuente non contesta la comunicazione (perché per esempio i conteggi non sono corretti) e non effettua il pagamento dell’imposta dovuta, le somme vengono iscritte a ruolo e riscosse coattivamente tramite Equitalia.

 

Più precisamente il Testo Unico delle imposte sui redditi [1] stabilisce che l’Irpef “è applicata con l’aliquota determinata con riferimento all’anno in cui è maturato il diritto alla percezione [2]. Gli uffici finanziari provvedono a riliquidare l’imposta in base all’aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione, iscrivendo a ruolo le maggiori imposte dovute ovvero rimborsando quelle spettanti”.

 

Ciò vuol dire, in termini più semplici, che il datore di lavoro applica la ritenuta provvisoria sul TFR (come avviene per ogni busta paga) ma poi l’Agenzia delle Entrate provvede a riliquidare l’ammontare dell’Irpef definitiva effettivamente dovuta. La riliquidazione dell’Irpef avviene ricorrendo a sistemi di controllo previsti per i redditi soggetti a tassazione separata [3].

 

 

Come sapere l’importo dell’Irpef da pagare sul TFR

La riliquidazione deve essere comunicata al contribuente in modo che questi sia messo in condizione di conoscere l’ammontare dell’imposta dovuta e provvedere al versamento.

 

La comunicazione consiste in un avviso bonario che il contribuente può accettare o contestare entro un determinato termine. Se egli non provveda al pagamento e, allo stesso tempo, non contesta l’avviso stesso, l’Agenzia delle Entrate iscrive a ruolo l’importo dovuto a seguito della riliquidazione ed Equitalia invia l’apposita cartella esattoriale, con il conteggio delle sanzioni e degli interessi.

 

Un’apposita circolare dell’Agenzia delle Entrate [4] ha spiegato le modalità di invio e il contenuto della comunicazione in questione.

 

L’invio della comunicazione al contribuente degli esiti della liquidazione automatizzata dell’imposta dovuta sui redditi soggetti a tassazione separata (come l’Irpef sul TFR) deve avvenire mediante raccomandata con avviso di ricevimento, con allegato il modello di pagamento F24 precompilato dall’Agenzia per il versamento dell’imposta dovuta.

 

In caso di mancato pagamento entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, si procede all’iscrizione a ruolo della somma dovuta con l’applicazione della sanzione per omesso o ritardato versamento (pari al 30% dell’imposta) e degli interessi di mora, a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della predetta comunicazione.

 

La comunicazione è composta da una lettera con la quale si avvisa il contribuente che:

 

– a seguito della liquidazione dell’imposta dovuta sui redditi soggetti a tassazione separata risultano somme da versare;

 

– il tempestivo versamento di quanto dovuto esclude la successiva applicazione di sanzioni ed interessi;

 

– è possibile chiedere/fornire chiarimenti ai servizi di assistenza dell’Agenzia delle Entrate;

 

– è possibile, in caso di errore, chiedere la rettifica degli esiti del controllo.

 

La comunicazione, al fine di consentire la verifica degli esiti del controllo, deve riportare i dati e gli elementi utilizzati per la liquidazione dell’imposta; in caso di redditi percepiti risultanti dal modello presentato dal sostituto d’imposta è indicato anche il codice fiscale di quest’ultimo.

 

La comunicazione contiene, inoltre, una pagina dedicata a fornire ai contribuenti notizie utili e i riferimenti normativi.

 

Infine, ad essa è allegata la delega di pagamento modello F24 precompilato dall’Agenzia.

 

La comunicazione, predisposta centralmente, è resa disponibile agli uffici locali competenti per territorio con modalità informatiche. Gli uffici, dopo aver verificato ed eventualmente corretto l’esito del controllo automatizzato, provvedono alla stampa e all’invio della comunicazione al contribuente mediante raccomandata con avviso di ricevimento.

 

La data di ricevimento della raccomandata da parte del contribuente deve essere acquisita a sistema da parte dell’ufficio competente, costituendo elemento essenziale per valutare la tempestività del versamento dell’imposta dovuta.

 

In caso di mancato recapito per trasferimento del contribuente, l’ufficio deve procedere all’invio di una seconda raccomandata con avviso di ricevimento al nuovo indirizzo.

 

 

Contestazione dell’avviso bonario o iscrizione a ruolo Equitalia

Qualora il contribuente ritenga non corrette o comunque non dovute le somme richieste con la comunicazione può chiederne la rettifica o l’annullamento oltre che all’ufficio competente, anche ad un qualsiasi altro ufficio locale.

 

Qualora, a seguito dell’eventuale intervento correttivo non risultino dovute imposte, sarà rilasciato dall’ufficio che ha eseguito la correzione un attestato comprovante tale circostanza.

 

Se invece risulta dovuto un importo diverso, lo stesso ufficio provvederà a spedire con raccomandata con ricevuta di ritorno ovvero a consegnare, previa sottoscrizione da parte del contribuente, opportunamente identificato, di apposita ricevuta di avvenuta consegna della raccomandata a mano, una nuova comunicazione, unitamente alla delega di pagamento precompilata.

 

In caso di predisposizione di una nuova comunicazione i trenta giorni per eseguire il versamento decorrono dalla data di consegna di tale nuova comunicazione.

 

Se le somme sono dovute o se comunque il contribuente non contesta la comunicazione e non paga, si passa alla fase dell’iscrizione a ruolo e alla riscossione coattiva tramite Equitalia.


[1] Art. 19 TUIR.

[2] “corrispondente all’importo che risulta dividendo il suo ammontare, aumentato delle somme destinate alle forme pensionistiche e al netto delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva, per il numero degli anni e frazione di anno preso a base di commisurazione, e moltiplicando il risultato per dodici”.

[3] Art. 36-bis del DPR 600/1973.

[3] Agenzia delle Entrate, circolare n. 30/E del 2005.

 

Autore immagine: 123f com

 


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