Buca stradale: niente risarcimento al pedone che conosce la strada
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11 Apr 2016
 
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Buca stradale: niente risarcimento al pedone che conosce la strada

Se l’infortunato abita in zona e conosce la strada non può chiedere al Comune il risarcimento per i danni conseguenti alla caduta in una fossa sull’asfalto.

 

Scivolone in una buca sul marciapiedi: il principio secondo cui il risarcimento non spetta tutte le volte in cui il pericolo può essere previsto ed evitato con un po’ di prudenza si applica non solo al pedone distratto, caduto nella voragine perché non bada a dove mette i piedi, ma anche tutte le volte in cui il danneggiato conosce bene i luoghi perché limitrofi alla propria abitazione. Chi può prevedere l’insidia, perché allertato da una serie di fattori come la conoscenza della strada o l’illuminazione della stessa, non ha diritto ad alcun indennizzo. A chiarirlo è la Corte di Appello di Lecce in una recente sentenza [1].

 

Come abbiamo specificato nella nostra guida sui danni da buche stradali, per ottenere il risarcimento il pedone non può limitarsi a dimostrare solo l’esistenza di una insidia stradale. Il giudice, infatti, è chiamato a verificare una serie di elementi relativi al caso concreto come, ad esempio, la dimensione della buca (tanto più è grande, tanto più è evitabile e, quindi, tanto più è difficile ricevere l’indennizzo), il momento in cui è avvenuta la caduta (se in pieno giorno – circostanza che rende l’evento evitabile – o durante la notte e, in quest’ultimo caso, l’illuminazione della strada), l’età del danneggiato (e, quindi, la prontezza dei riflessi e della muscolatura e modificare la propria rotta) e, non in ultimo, la conoscenza dei luoghi in cui è avvenuto lo scivolone.

 

Insomma, non è la semplice presenza della buca a garantire il risarcimento, ma prevalgono gli “elementi soggettivi”. Nella sentenza in commento viene precisato che non ha diritto al risarcimento chi percorre spesso la strada con la buca e, dunque, la conosce bene. A maggior ragione se il tratto è illuminato e nel referto medico non vi è menzione della causa della caduta.

 

A escludere il risarcimento è anche l’età dell’infortunato che, secondo la giurisprudenza consolidata, tanto più è giovane, tanto più consente di evitare le insidie grazie ai riflessi e le possibilità motorie.


[1] C. App. Lecce, sent. n. 45/2016, sez. Taranto.

 


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