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Miscellanea Pubblicato il 12 aprile 2016

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Miscellanea Lo stato della giustizia in Italia

> Miscellanea Pubblicato il 12 aprile 2016

L’unione europea bacchetta giudici e tribunali italiani: la giustizia è ancora lenta e il cittadino ha poca fiducia, né crede all’indipendenza dei magistrati.

Non sono servite tutte le recenti riforme della giustizia, la mediazione, i termini e le decadenze più strette, le depenalizzazioni e tutti gli altri strumenti adottati di recente per portare le liti fuori dai tribunali: la giustizia italiana è ancora il fanalino di coda dell’Unione Europea. Lo grida Bruxelles che – nel quarto rapporto annuale sulla giustizia nei 28 Paesi UE – ricalca, ancora una volta, come il nostro sistema giudiziario sia lento, farraginoso e poco indipendente.

I tempi dei processi. Ci vuole ancora troppo tempo per definire una causa: non meno di 500 giorni per chiudere il primo grado di una lite commerciale e amministrativa. Peggio di noi ci sono solo Malta e Cipro.

Pochi giudici… Rispetto ad altri paesi, l’Italia ha pochi magistrati (poco più di 10 ogni 100mila abitanti), ma un gran numero di avvocati (circa 375 per ogni 100mila abitanti).

… e niente affatto indipendenti. Peraltro – rivela sempre il rapporto – il 60% degli italiani intervistati percepisce il magistrato privo di indipendenza e di imparzialità. In questo siamo terzultimi, davanti solo a Bulgaria e Slovacchia. Al primo posto nell’UE invece si collocano Danimarca e Finlandia. A metà classifica si trovano paesi come la Francia e il Belgio.

Le riforme mancate. La Commissione Europea ricorda che l’Italia aveva promesso riforme nel campo dell’informatizzazione della giustizia, nel settore delle professioni legali e nel diritto processuale. Gli annunci sono stati in parte mantenuti solo di recente, per cui i dati – che si riferiscono a tutto il 2014 – andranno aggiornati con le ultime novità.

La commissaria alla Giustizia, Vera Jourova, ha riassunto la situazione italiana, notando “spazio di miglioramento per garantire qualità alla giustizia e una migliore comunicazione”. Al tempo stesso, ha detto di “apprezzare gli sforzi del governo italiano”. A proposito della percepita mancata indipendenza della magistratura, ha detto che questa potrebbe essere, almeno in parte, “un retaggio di tempi passati”.

Il problema dell’indipendenza della magistratura in Italia non riguarda tanto il rapporto magistrati-cittadini quanto la commistione della magistratura con la politica. Nel Consiglio superiore della Magistratura, i magistrati sono rappresentati sulla base di correnti politiche.

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1 Commento

Paolo Palermo

13 aprile 2016 alle 23:14

La riforma della giustizia deve iniziare sopratutto , dal non incarico politico, solo così il Giudice potrà esprimersi con più parzialità e onestà, di fronte alle leggi dello stato.

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