Incidenti: se il passeggero si fa male la colpa è del conducente
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12 Apr 2016
 
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Incidenti: se il passeggero si fa male la colpa è del conducente

Terzo trasportato: fino a prova contraria si presume la responsabilità di chi giuda e, pertanto, a pagare deve essere la sua assicurazione.

 

In caso di incidente stradale, al passeggero trasportato spetta sempre il risarcimento, ma il punto è: chi deve pagarlo? A chiarirlo è stata una sentenza della Cassazione pubblicata ieri [1]. Secondo la Corte, la responsabilità per i danni fisici provocati al cosiddetto “terzo trasportato” a seguito di un incidente stradale si presume essere sempre di chi guida l’auto su cui egli viaggia. Salvo prova contraria. Ci spieghiamo meglio.

 

Il passeggero che si sia fatto male deve rivolgere la richiesta di risarcimento all’assicurazione del conducente che gli ha dato il passaggio che non può negarglielo; non deve quindi preoccuparsi di verificare, in caso di scontro tra veicoli, di chi sia la responsabilità. Tale sistema è stato così disegnato per garantirgli un pronto indennizzo, in quanto egli certamente non ha colpe nel sinistro e, quindi, va liquidato immediatamente. La somma gli viene pertanto pagata dalla compagnia del guidatore. Ma quest’ultimo (e, ovviamente, la sua assicurazione) può dimostrare il contrario, ossia che la responsabilità dell’incidente è invece della controparte, con qualsiasi mezzo di prova. Nel caso in cui tale dimostrazione non dovesse essere fornita, il conducente resta responsabile ma non ne risponde comunque di tasca propria (almeno nei limiti del massimale dell’assicurazione) essendo coperto dalla polizza rc-auto anche per i danni ai terzi trasportati.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 16 dicembre 2015 – 11 aprile 2016, n. 6976
Presidente Salmè – Relatore Rossetti

Svolgimento del processo

1. L’esposizione dello svolgimento del processo sarà limitata alle sole circostanze ancora rilevanti in questa sede.
2. Il (OMISSIS) a (OMISSIS) si verificò un sinistro stradale che coinvolse tre vetture:
– un veicolo Opel condotto da Z.A. , di proprietà di Z.G. ed assicurato dalla AXA s.p.a.;
– un veicolo Lancia condotto da P.F. , di proprietà della società Filatura Monica s.n.c., di cui era socio il conducente, ed assicurato dalla Fondiaria SAI s.p.a.;
– un veicolo Fiat condotto da L.A. , di proprietà del medesimo ed assicurato dalla Assitalia.
In conseguenza del sinistro rimase ferita – tra gli altri – B.S. , trasportata sul veicolo Lancia condotto da P.F. ed assicurato dalla Fondiaria.
3. Per ottenere il risarcimento dei danni patiti in conseguenza del suddetto sinistro B.S. ed i suoi prossimi congiunti (genitori e sorella) nel 1999 convennero dinanzi al Tribunale di Prato la società Filatura Monica s.n.c., P.F. e la Fondiaria.
Nel corso del giudizio gli attori chiamarono in causa anche Z.G. e la AXA; intervenne altresì l’INPS formulando domanda di surrogazione ex art.

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[1] Cass. sent. n. 6976/2016 dell’11.04.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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