Anticipare la pensione: quando si può chiedere la ricongiunzione?
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13 Apr 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Anticipare la pensione: quando si può chiedere la ricongiunzione?

Ricongiunzione dei contributi versati in gestioni diverse: quando è possibile domandarla, come si calcola il costo per il lavoratore.

 

È sempre più rara la situazione in cui un lavoratore abbia la fortuna di possedere tutti i contributi previdenziali accreditati in una sola gestione: spesso, infatti, capita di possedere versamenti in due o più gestioni. Questo può essere dovuto sia al cambio di azienda, sia allo svolgimento di attività in proprio o di collaborazione.

Quando si possiedono contributi accreditati in casse previdenziali diverse è comunque possibile unirli in diversi modi, sia a titolo gratuito, come avviene col cumulo, col computo o con la totalizzazione, sia pagando un onere, come avviene con la ricongiunzione.

 

 

Ricongiunzione: come funziona

La ricongiunzione è senza dubbio la modalità di unione dei contributi più favorevole al pensionato: comporta, infatti, il versamento di tutti i contributi in un’unica cassa, per ottenere un’unica pensione. In pratica, con la ricongiunzione è come se il pensionato fosse da sempre stato iscritto alla gestione nella quale confluiscono i contributi ed avesse effettuato i versamenti solo in quella cassa.

Non deve subire, pertanto, alcuna penalizzazione nel calcolo della pensione, come invece avviene, ad esempio, nella totalizzazione, che comporta il calcolo contributivo dell’assegno.

Sfortunatamente, però, la ricongiunzione comporta anche degli oneri non indifferenti in capo al lavoratore, che deve “pagare di tasca propria” il vantaggio concesso dall’Ente previdenziale.

 

 

Ricongiunzione: quando può essere richiesta

Bisogna innanzitutto osservare che la ricongiunzione non può essere richiesta ad una cassa qualsiasi tra quelle alle quali il lavoratore risulta iscritto, ma può essere domandata:

 

– alla cassa alla quale risulta in corso l’iscrizione alla data della domanda;

– all’Assicurazione generale obbligatoria (AGO: si tratta della gestione Inps alla quale è iscritta la generalità dei lavoratori subordinati del settore privato);

– ad una gestione nella quale risultano versati almeno 8 anni di contribuzione.

 

La ricongiunzione nell’Ago, in particolare, può essere richiesta:

 

– in presenza di versamenti nell’AGO ed in una o più gestioni previdenziali “alternative”;

– in presenza di versamenti in almeno due ordinamenti diversi dall’AGO.

 

Non è dunque necessario che il lavoratore sia stato iscritto all’Ago o che possieda una contribuzione minima versata in tale fondo.

Se sono ricongiunti periodi di iscrizione presso una gestione dei lavoratori autonomi, è necessaria l’iscrizione per almeno 5 anni in un fondo dei lavoratori dipendenti; ad ogni modo la ricongiunzione dei contributi versati in tale gestione desta poco interesse, in quanto esiste, dal 1990, la facoltà di cumularli gratuitamente [1].

 

 

Ricongiunzione: per quali contributi è possibile

Solitamente l’assicurato può chiedere la ricongiunzione una sola volta. Eventuali contributi successivi alla domanda di ricongiunzione possono essere unificati solo al pensionamento e solo nella stessa gestione interessata dalla precedente operazione.

Si può effettuare però un’ulteriore ricongiunzione se, nei 10 anni successivi alla prima operazione, l’interessato può far valere almeno 5 anni di contributi da attività lavorativa effettiva.

 

La ricongiunzione può essere chiesta anche dai familiari superstiti, ma non può essere domandata dal lavoratore pensionato, perché i contributi che hanno già dato luogo  a una pensione non possono essere ricongiunti.

Possono essere ricongiunte tutte le tipologie di contributi, compresi quelli volontari, figurativi e da riscatto: non è invece possibile la ricongiunzione parziale dei contributi appartenenti a una determinata gestione.

Non possono essere ricongiunti i contributi versati nelle seguenti gestioni:

 

Gestione separata;

Gestione previdenziale estera, anche se convenzionata con l’Italia (per lavoro subordinato prestato all’estero); sono invece ricongiungibili i periodi lavorati in Libia e riconosciuti nell’AGO, o lavorati in Svizzera, Svezia o Norvegia, per i quali vi sia stato trasferimento o accredito di contribuzione nell’AGO.

 

Le casse previdenziali dei professionisti hanno invece delle regole particolari sulla ricongiunzione.

 

 

Ricongiunzione: quanto costa

La ricongiunzione al di fuori dell’Assicurazione generale obbligatoria ha un costo pari alla differenza tra la riserva matematica necessaria alla copertura assicurativa del periodo utile e l’importo dei contributi trasferiti dalle altre gestioni.

La ricongiunzione nell’Ago, invece, ha un onere pari al 50% della pari differenza tra la riserva matematica necessaria alla copertura assicurativa del periodo utile e l’importo dei contributi trasferiti dalle altre gestioni.

La riserva matematica è pari alla quota di pensione corrispondente ai periodi ricongiunti e si ottiene in questo modo:

 

– valore della pensione teorica calcolata sull’anzianità contributiva totale

-meno il valore della prestazione derivante dai contributi maturati nella cassa accentrante al momento della ricongiunzione.

 

Il beneficio pensionistico su base annua deve essere poi valorizzato utilizzando i coefficienti attuariali, diversi secondo l’anzianità contributiva complessiva (compreso il periodo da ricongiungere), il sesso e l’età del richiedente.

 

Quanto esposto è valido per calcolare i periodi di ricongiunzione da calcolare col metodo retributivo (sino al 31 dicembre 1995 per chi ha meno di 18 anni di contributi a tale data, oppure sino al 31 dicembre 2011, per chi possiede oltre 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995).

Risulta molto più semplice, invece, il calcolo dell’onere di ricongiunzione col metodo contributivo; difatti è sufficiente prendere a riferimento:

 

– l’imponibile medio settimanale degli ultimi 12 mesi di contribuzione precedenti la domanda;

 

– il numero delle settimane da ricongiungere;

 

– l’aliquota contributiva IVS vigente al momento della domanda.

 

L’onere dovuto a titolo di ricongiunzione risulta pertanto dal prodotto di questi tre elementi e può essere frazionato in un massimo di 120 rate.


[1] L. 233/1990.

 


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