Vincenzo Ferrò
Vincenzo Ferrò
13 Apr 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Sovraindebitamento: come attivare la procedura di composizione della crisi

La crisi economica e i debiti contratti dalle famiglie e dai consumatori: come si taglia la morosità con il piano del consumatore o l’accordo coi creditori.

 

La vigente normativa [1] definisce la crisi da sovraindebitamento come “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”; quindi, al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette nè assoggettabili a procedure concorsuali, è consentito al debitore concludere un accordo con i creditori nell’ambito della procedura di composizione della crisi.

Con le medesime finalità, il consumatore può anche proporre un piano, definito, appunto, “Piano del consumatore” da sottoporre al Giudice ai fini dell’omologazione.

 

Il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione

della crisi con sede nel circondario del tribunale competente, un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che, assicurato il regolare pagamento dei titolari di crediti impignorabili ai sensi dell’articolo 545 del codice di procedura civile e delle altre disposizioni contenute in leggi speciali, preveda scadenze e modalità di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, indichi le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti e le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni [2].

Quindi l’azione volta ad ottenere l’omologazione del piano del consumatore, fattispecie della quale ci occuperemo oggi, viene esperita con la proposizione di un’istanza da depositarsi presso il Tribunale del luogo di residenza o sede principale del debitore.

 

 

L’istanza

Occorre subito precisare che l’istanza va depositata presso la Sezione di Volontaria Giurisdizione del competente Tribunale, per cui, trattandosi di procedimenti in materia di volontaria giurisdizione, è assoggettata al pagamento del contributo unificato in misura fissa, pari ad € 98,00 qualunque sia il valore, nonché al pagamento del contributo forfettario in ragione di 27,00.

 

L’istanza è volta a chiedere la nomina, da parte del Giudice, di un Organismo di composizione della crisi (OCC) affinchè, con il suo ausilio, il debitore provveda al deposito del piano ai fini dell’omologazione.

Il Presidente procederà alla nomina di un Giudice Delegato il quale procederà, a sua volta, alla nomina dell’OCC o del Professionista, con l’ausilio del quale il debitore dovrà redigere e depositare la proposta o il piano.

 

In questa fase il Giudice, di norma, non procede alla verifica dell’ammissibilità della domanda, a meno che la stessa non sia carente di alcuno degli elementi essenziali; pertanto si ritiene che la sua funzione, in questa fase, che potremo considerare preliminare, è eminentemente quella di procedere alla nomina di un OCC.

 

Ci si chiede se già in questa fase il debitore possa produrre una bozza di piano.

Nel silenzio della norma, per trovare risposta a tale quesito, occorre esaminare i (pochi a dire il vero) provvedimenti giurisprudenziali e, tra questi, in particolare, un provvedimento emanato in data 24.03.2016 dal Giudice delegato del Tribunale di Roma, il quale ha dichiarato l’inammissibilità di un ricorso, precisando che “il consumatore in stato di sovraindebitamento che voglia proporre un piano ai propri creditori, deve ricorrere ad un OCC e, qualora non voglia chiedere l’intervento di tale organismo, deve chiedere al Presidente del Tribunale la nomina di un Professionista in possesso dei requisiti del curatore”.

 

Ne consegue che il consumatore che intenda accedere al procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento, è obbligato ad avvalersi dell’ausilio dell’organismo di composizione della crisi o del Professionista e poi provvedere a depositare la proposta del piano in Tribunale, assistito da un avvocato”.

Trattasi di un provvedimento che chiarisce le modalità procedurali preliminari che, a parere del Giudicante, vanno limitate alla mera richiesta della nomina di un OCC, sempre qualora si sia in possesso dei requisiti previsti dalla norma e non si versi in alcuna delle condizioni di improcedibilità previste dalla norma stessa.

 

Tuttavia il Giudice Delegato, pur pronunciandosi in merito all’inammissibilità del ricorso, ne ha fatti salvi alcuni effetti e, premettendo che poiché “i ricorrenti hanno chiesto anche la nomina di un Professionista, tale istanza deve essere trasmessa al Presidente di Sezione”.

È di tutta evidenza, alla luce del provvedimento esaminato, che l’istanza deve essere finalizzata esclusivamente alla richiesta di nomina di un OCC o di un Professionista che ne svolga i compiti e le funzioni.

 

 

Elementi dell’istanza

Ciò posto, quali sono gli elementi che deve contenere l’istanza per poter essere dichiarata ammissibile?

Nel silenzio della norma è facilmente desumibile che gli elementi essenziali dell’istanza possano identificarsi negli stessi elementi di cui deve essere dotato un qualsiasi atto introduttivo del giudizio ai sensi dell’art. 163 c.p.c., ossia:

 

1) l’indicazione del tribunale davanti al quale la domanda è proposta;

2) il nome, il cognome, la residenza e il codice fiscale dell’istante. Se questi è una persona giuridica, un’associazione non riconosciuta o un comitato l’istanza deve contenere la denominazione o la ditta, con l’indicazione dell’organo o ufficio che ne ha la rappresentanza in giudizio;

3) la determinazione della cosa oggetto della domanda;

4) l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni;

5) il nome e il cognome del procuratore e l’indicazione della procura, qualora questa sia stata già rilasciata.

 

In tempi solitamente brevi, il Presidente procede alla nomina di un Giudice Delegato, il quale, a sua volta, accertata l’ammissibilità dell’istanza, nomina l’OCC.

Sarà quest’ultimo, a questo punto, a dover provvedere a contattare il Legale del debitore istante al fine di iniziare il complesso iter che potrà condurre alla predisposizione del piano e, successivamente, alla sua omologazione.

 


 

 

Proponiamo, di seguito il facsimile di un’istanza per la nomina di un OCC.

 

 

Ill.mo Sig. Presidente del

 

TRIBUNALE CIVILE DI ________________

Istanza per la nomina di un Professionista

Ai sensi dell’art. 15, comma 9 L. 3/2012

 

 

Il Sig. _____________, nato a ___________, il ________,

 

Codice Fiscale: ________________, residente in ____________, Prov. ______,

 

alla Via _______________,

 

rappresentato e difeso dall’Avv. ________ (Codice Fiscale _____________;

 

in virtù di procura in calce al presente atto, ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in ___________,

 

alla Via _______________, con numero di fax _____________,

 

PEC: _______________ presso il quale entrambi dichiarano di voler ricevere le comunicazioni inerenti il presente giudizio;

 

PREMESSO

 

  • che l’istante versa in una situazione di sovraindebitamento così come definita dall’art. 6 L. 3/2012;
  • che ha intenzione di avvalersi di una delle procedure di cui alla citata L. n. 3/2012;
  • che per procedere a tanto si rende necessaria la nomina di un Professionista che svolga i compiti e le funzioni attribuiti agli organi di composizione della crisi ai sensi e per gli effetti del comma 9 dell’art. 15 della L. 3/2012, il quale prevede che “I compiti e le funzioni attribuiti agli organismi di composizione della crisi possono essere svolti anche da un professionista o da una società tra professionisti in possesso dei requisiti di cui all’art. 28 R.D. 16.03.1942, n. 267, e successive modificazioni, ovvero da un notaio, nominati dal presidente del tribunale o dal giudice da lui delegato”.

 

Tanto premesso, il sottoscritto

 

CHIEDE

 

la nomina di un Professionista ai sensi dell’art. 15, c. 9 L. 3/2012 che svolga i compiti e le funzioni attribuiti agli organi di composizione della crisi al fine di poter usufruire delle procedure previste dalla citata legge.

 

 

                                                                                                                         FIRMA

                                                     

 

PROCURA ALLE LITI

Delego l’Avv. _______________________ a rappresentarmi e difendermi nella presente procedura ed in quelle connesse e dipendenti, conferendogli ogni potere e facoltà di Legge, ivi compresa quella di transigere, conciliare, proporre domande riconvenzionali, chiamare terzi in causa, rinunciare agli atti di causa ed accettare le altrui rinunzie, deferire interrogatorio formale, chiedere l’emissione di misure cautelari, promuovere procedimenti esecutivi ed atti ad essi preliminari, quale atto di precetto, delegare funzioni domiciliatarie e procuratorie mediante nomina di procuratori di propria libera scelta, conferire incarichi a consulenti tecnici di parte di propria libera scelta, quietanzare ed incassare somme.

 

Dichiaro di aver ricevuto l’informativa di cui all’Art. 13 D.Lgs. 196/03 e presto il mio pieno ed incondizionato consenso al trattamento dei dati che mi riguardano, siano essi comuni, sensibili e/o giudiziari, ai fini del corretto e completo espletamento del mandato professionale conferito con la sottoscrizione della presente.

Dichiaro di essere stato/a informato/a, ai sensi dell’art. 4, co. 3, D. Lgs. n. 28/2010, della possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione qualora previsto e dei benefici fiscali di cui agli artt. 17 e 20 del medesimo decreto, nonché dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

Dichiaro di essere stato/a informato/a, ai sensi dell’art. 2, co. 7, D. L. n. 132/2014, della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati disciplinata dagli artt. 2 e ss. del suddetto decreto legge.

Dichiaro di essere stato/a reso/a edotto/a circa il grado di complessità dell’incarico che con la presente conferisco, nonché di avere ricevuto tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento sino alla conclusione dell’incarico.

 

Eleggo domicilio in ________________, alla Via ____________________________________, nello studio dell’Avv.

 

________________.

 

 

                                                                       

 

E’ autentica

Avv. __________________

 

Ai sensi e per gli effetti degli artt. 3-bis comma 2 e 6 comma 1 L. 53/94 e successive modifiche di cui alla lettera d) art. 16 quater DL 179/2012, nonché ulteriori modifiche di cui alla L. 228/2012 e D. Lgs. 82/2005 SI ATTESTA che l’atto notificato è copia fotoriprodotta conforme all’originale da cui è stata estratta.

 

Avv. ______________


[1] L. n. 3 del 27.01.2012, Art. 6, comma 2, lettera a);

[2] L. n. 3 del 27.01.2012, Art. 7, comma 1;

 

 


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