Presidente della Repubblica: come si elegge dopo la riforma
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14 Apr 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Presidente della Repubblica: come si elegge dopo la riforma

Riforma della Costituzione: cambiano le modalità di elezione del Presidente della Repubblica; quorum più alto, differente composizione dell’assemblea.

 

Tra le novità del testo di riforma della Costituzione appena approvato emergono le nuove modalità di elezione del Capo dello Stato: rispetto alle disposizioni attualmente vigenti viene alzato il quorum ma viene rimodulata la maggioranza, in modo da graduare il potere della maggioranza politica assicurando, nel contempo, tempi congrui per l’elezione del Capo dello Stato.

Inoltre cambia la composizione dell’assemblea votante, con la mancata partecipazione dei delegati delle regioni.

Ma andiamo per ordine e partiamo dalla normativa attualmente vigente per comprendere le modifiche appena approvate.

 

 

Come si elegge il Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica, che nel nostro Paese è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale, attualmente viene eletto dal Parlamento in seduta comune, cioè da Camera e Senato insieme.

Partecipano all’elezione anche 58 delegati eletti dai consigli regionali (tre per ogni regione, esclusa la Valle d’Aosta che ne ha uno solo), che si aggiungono a deputati e senatori.

L’elezione del presidente avviene all’interno della Camera dei deputati a scrutinio segreto: devono votare prima i senatori, poi i deputati e, per ultimi, i delegati regionali.

È il presidente della Camera a dover fare lo spoglio delle schede, leggendo ad alta voce il nome dei candidati.

 

Perché il Presidente sia eletto, nei primi tre scrutini è necessaria la maggioranza dei due terzi dei componenti, mentre dalla quarta votazione in poi basta la maggioranza assoluta, cioè il 50 per cento più uno dei componenti.

 

 

Come si eleggerà il Presidente della Repubblica

Vediamo ora quali sono le nuove modalità di elezione previste dalla Riforma.

Sarà sempre il Parlamento in seduta comune ad effettuare l’elezione, ma senza i delegati delle regioni, alla luce della nuova composizione del Senato.

Per le prime tre votazioni sarà sempre necessaria la maggioranza dei due terzi dell’assemblea.

Dal quarto scrutinio sarà necessaria, invece, la maggioranza dei tre quinti dell’assemblea.

Dal settimo scrutinio in poi sarà sufficiente il voto dei tre quinti dei votanti.

 

 

Presidente della Repubblica: le attribuzioni

Ricordiamo brevemente quali sono le attribuzioni del Presidente della Repubblica:

 

– per quanto concerne le attribuzioni nei confronti del potere legislativo:

 

-indizione delle elezioni delle nuove Camere;

– fissazione della prima riunione delle nuove Camere;

– convocazione delle Camere in via straordinaria;

– nomina di cinque senatori a vita;

– scioglimento delle Camere (art. 88 Cost.);

– promulgazione delle leggi;

– rinvio delle leggi alle Camere;

– invio di messaggi alle Camere;

– indizione dei referendum;

 

– per quanto riguarda le attribuzioni nei confronti del potere esecutivo:

 

– comando delle forze armate;

– presidenza del Consiglio supremo di difesa;

– dichiarazione di guerra deliberata dalle Camere;

– accreditamento e ricevimento dei rappresentanti diplomatici;

– ratifica dei trattati internazionali, previa autorizzazione da parte delle Camere, quando ciò sia richiesto;

– nomina del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri;

-nomina, nei casi indicati dalla legge, dei funzionari dello Stato;

-emanazione  dei decreti-legge, dei decreti legislativi e dei regolamenti;

– autorizzazione del Governo alla presentazione dei disegni di legge al Parlamento;

– concessione delle onorificenze della Repubblica;

– scioglimento dei Consigli regionali che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge;

 

– per quanto concerne le attribuzioni nei confronti del potere giudiziario:

 

– presidenza del Consiglio superiore della magistratura;

– concessione della grazia e commutazione delle pene.

Il presidente, poi, nomina i 5 giudici della Corte costituzionale, ma non si tratta di un’attribuzione del potere giudiziario, poiché in Italia l’organo di giustizia costituzionale non fa parte di tale potere.


 


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