Marco Battaglia
Marco Battaglia
13 Apr 2016
 
Le Rubriche di LLpT


Le Rubriche di LLpT
 

Insetti e nuovi alimenti: aperture, semplificazioni e opportunità

Il Reg.UE n. 2283/2015 entrerà in vigore nel 2018, nel frattempo cosa cambia o cosa possono fare le aziende italiane, in particolare del settore mangimistico, per aprirsi a nuovi mercati?

 

Le problematiche ambientali, la necessità di reperire nuove fonti proteiche alternative, la forte diffusione in paesi extra UE e la stessa spinta di Olanda e Belgio, hanno convinto la Commissione europea ad aprire alla possibilità di introdurre l’allevamento e la trasformazione di insetti per l’alimentazione animale ed umana. I mezzi di questa apertura sono il Reg. UE n. 2283/2015 sui nuovi alimenti (novel foods) e un’opinione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA[1].

 

 

Cosa è un nuovo alimento?

Il nuovo regolamento UE [2] definisce un nuovo alimento come un alimento non in uso nell’Unione prima del 15 maggio 1997. Già con l’attuale normativa [3] qualsiasi operatore del settore alimentare può presentare una domanda di autorizzazione e la Commissione europea, tramite gli stati membri, ha il compito di autorizzarne il consumo nel mercato dell’Unione. I semi di chia sono un chiaro esempio di nuovo alimento autorizzato dalla Commissione [4]. Il Regolamento UE chiarisce 10 categorie di nuovi alimenti e apre prospettive interessanti per gli insetti. Sono invece esclusi OGM, enzimi, additivi, aromi e solventi che sono competenza di altre specifiche normative. Un ulteriore vantaggio, una volta definite le procedure, sarà la chiara indicazione dei tempi di risposta alle domande di autorizzazione. Oggi queste domande vanno presentate al Ministero della Salute al costo di 3.098,74 € [5].

 

Il Regolamento entrerà in vigore il 1 gennaio 2018 e fino ad allora è probabile non sarà fatta alcuna modifica nell’iter di presentazione delle domande. Quindi, in pratica non potrebbero essere ammesse domande sugli insetti. Si ricorda anche che la presenza di insetti all’EXPO è stata accolta con rigido entusiasmo. Cosa fare? Come non perdere competitività rispetto ad Olanda e Belgio, dove la produzione e commercio di insetti è autorizzata?

 

Le speranze degli imprenditori italiani risiedono nell’opinione dell’EFSA sul rischio associato al consumo di insetti come mangimi e alimenti [1]. Se come alimento per l’uomo l’EFSA mostra cauto ottimismo, sui mangimi per animali si apre al paragone con fonti proteiche molto diffuse: soia e farina di pesce. L’opinione analizza diversi aspetti, ma non è questa la sede per una sua analisi, si vuole qui invece dare uno spunto imprenditoriale che abbraccia queste aperture della UE. L’Italia non produce soia e farina di pesce e sia produttori che consumatori pagano lo scotto delle loro enormi importazioni per l’alimentazione degli animali da reddito e da compagnia. L’Italia ha invece una grande tradizione mangimistica, gli allevamenti rurali sono molto diffusi e vi è una crescente cultura riguardo agli animali domestici.

 

Facendo leva sulle aperture scientifiche dell’EFSA, gli imprenditori del settore mangimistico per animali da reddito, da compagnia, o gli stessi allevatori dovrebbero cominciare a ragionare sul possibile utilizzo dei propri scarti di lavorazione industriale. Si tratta, come per altri comparti alimentari, di creare maggior valore nutrizionale e tecnico da residui e scarti di lavorazione. Vi sono già diversi gruppi di studio ed è necessaria una sinergia tra aziende, tecnici ed università. Anche se non immediatamente autorizzata dalla legge, l’utilizzazione degli insetti deve essere ponderata e fatta percepire alle istituzioni da subito. Alcuni analisti ritengono che entro i prossimi 5 anni gli insetti saranno parte integrante della normativa e del commercio alimentare.

 

Un’attenta analisi delle potenzialità degli insetti applicata al settore mangimistico, potrebbe risolvere alcuni tra i problemi legati alla reperibilità delle fonti proteiche, aprendo anche a possibili vantaggi sul profilo dell’impatto ambientale.


[1] EFSA Scientific Committee, 2015. Scientific Opinion on a risk profile related to production and consumption of insects as food and feed. EFSA Journal 2015;13(10):4257.

[2] Reg. UE n. 2283/2015.

[3] Reg. CE n. 258/97.

[3] Reg. CE n. 827/2009.

[5] Autorizzazione completa come novel food ai sensi del reg. 258/97/CE (www.salute.gov.it).

 

Autore immagine: pixabay.com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti