Sequestro preventivo anche senza avviso all’avvocato
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14 Apr 2016
 
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Sequestro preventivo anche senza avviso all’avvocato

La polizia che esegue il sequestro preventivo non deve avvisare l’indagato che può chiamare il proprio avvocato difensore.

 

Se la polizia giudiziaria dispone con urgenza un sequestro preventivo, non deve necessariamente avvisare l’indagato, presente al compimento dell’atto, della facoltà di farsi assistere dal proprio avvocato di fiducia. Lo hanno precisato le Sezioni unite penali della Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

È errata quindi la tesi secondo cui l’avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore sia applicabile anche al sequestro preventivo d’urgenza eseguito dalla polizia giudiziaria; secondo la Suprema Corte, infatti, il mancato adempimento di tale onere non comporta la nullità del verbale di sequestro.

 

La ragione di tale esclusione è piuttosto semplice. Il sequestro preventivo è un atto che, per la sua finalità (la prevenzione di un pericolo) è riservato solo al giudice. In alcuni casi, tuttavia, tale misura può essere disposta con urgenza dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria; in tali ipotesi però esso è solo una misura provvisoria, che necessita della immediata conferma del giudice, in mancanza della quale si estingue. Questo significa che le norme dettate in tema di sequestro probatorio – che impongono l’avviso, all’indagato, della possibilità di nominare un proprio difensore – non possono essere estese al sequestro preventivo eseguito dalla Pg. Infatti, le ragioni che giustificano la presenza dell’avvocato nel sequestro probatorio (cioè l’acquisizione di fonti di prova da utilizzare, successivamente, in dibattimento), non hanno ragione d’essere nel caso invece del sequestro preventivo.

 

Pertanto, secondo le Sezioni Unite, in caso di sequestro preventivo disposto d’iniziativa della polizia giudiziaria, non vi è obbligo di dare avviso all’indagato – presente al compimento dell’atto – della facoltà di farsi assistere dal proprio avvocato.


La sentenza

LA MASSIMA

In caso di sequestro preventivo disposto di iniziativa della polizia giudiziaria, ai sensi dell’articolo 321, comma 3 bis, Cpp, non vi è obbligo di dare avviso all’indagato presente al compimento dell’atto della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia ex articolo 104 disp. att. Cpp.

 

 

Corte di Cassazione, sez. Unite Penali, sentenza 29 gennaio – 13 aprile 2016, n. 15453
Presidente Canzio – Relatore Amoresano

Ritenuto in fatto

1. Con ordinanza in data 17 dicembre 2014, il Tribunale di Cagliari rigettava la richiesta di riesame proposta nell’interesse di G.A. , indagato per i reati di cui agli artt. 44, comma 1, lett. b), d.P.R. n.380 del 2001, 6 e 7 d.lgs. n. 152 del 2006, avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dal G.i.p. del medesimo Tribunale, in data 28 novembre 2014, di un terreno e delle opere sullo stesso realizzato, consistenti nella realizzazione di un plinto di fondazione, nella esecuzione di un tratto di strada sterrata, e nella installazione di un aerogeneratore per la produzione di energia elettrica da fonte eolica.
Il Tribunale, preliminarmente, nel disattendere l’eccezione di nullità del provvedimento di sequestro, operato a norma dell’art. 321, comma

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[1] Cass. S.U. sent. n. 15453/16 del 13.04.16.

 

Autore immagine. pixabay.com

 


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