Dipendenti call center: misure di sostegno al reddito
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14 Apr 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Dipendenti call center: misure di sostegno al reddito

I dipendenti dei call center non aventi i requisiti per l’accesso alla cassa integrazione straordinaria hanno diritto ad una misura di sostegno al reddito: i chiarimenti ministeriali.

 

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito alcuni aspetti applicativi in merito alla durata delle misure di sostegno al reddito disposte per il 2016 a favore dei dipendenti di imprese operanti nel settore call center [1].

 

Si tratta, in particolare, di un’indennità pari al trattamento di cassa integrazione straordinaria prevista per i lavoratori dei call-center aventi i seguenti requisiti [2]:

 

– non rientranti nel campo di applicazione del trattamento straordinario di integrazione salariale (Cigs);
– con un organico superiore alle 50 unità nel semestre precedente alla presentazione della domanda, con unità produttive site in diverse Regioni o Province autonome;

 

– che abbiano attuato, entro la scadenza prevista, del 31 dicembre 2013, le misure di stabilizzazione dei collaboratori a progetto e che risultino ancora in forza alla data di pubblicazione del decreto interministeriale attuativo delle misure di sostegno al reddito.

 

La misura a sostegno del reddito può essere richiesta qualora la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa sia determinata da una crisi aziendale, ad esclusione, a decorrere del 1° gennaio 2016, dei casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa.

 

Il programma di crisi aziendale deve contenere un piano di risanamento volto a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria, gestionale o derivanti da condizionamenti esterni. Il piano deve indicare gli interventi correttivi da affrontare e gli obbiettivi concretamente raggiungibili finalizzati alla continuazione dell’attività aziendale e alla salvaguardia occupazionale.

 

La concessione del trattamento è disposta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla base di specifici accordi siglati in ambito ministeriale e per periodi non superiori a 12 mesi.

 

La circolare ministeriale citata ha chiarito che, in considerazione della specialità della normativa e in presenza di un accordo siglato nell’anno 2016, con domanda ed inizio della sospensione o riduzione di orario sempre nel 2016, è possibile concedere il trattamento della durata di dodici mesi, superando il limite temporale del 31.12.2016 previsto per gli ammortizzatori sociali in deroga.

 

Restano invariati i limiti massimi delle misure di sostegno al reddito che devono rientrare nel finanziamento del Fondo sociale per occupazione e formazione pari a euro 5.286.187 per l’anno 2015 e a euro 5.510.658  per  l’anno 2016 [3].


[1] Ministero del Lavoro, Circolare n. 15 del 29.3.16.

[2] Decreto interministeriale n. 22763 del 2015.

[3] Art. 44, c. 7, D.Lgs. n.148 del 2015.

 


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