Mediazione in appello con consulenza tecnica
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14 Apr 2016
 
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Mediazione in appello con consulenza tecnica

CTM, consulenza tecnica in mediazione: la Corte può disporre la mediazione delegata indicando alle parti le attività da svolgere innanzi all’organismo di mediazione.

 

Dopo la Corte di Appello di Milano anche il Tribunale di Roma [1] è dell’idea che nulla vieti, al giudice di appello, di imporre alle parti, nel corso del giudizio, la mediazione (cosiddetta mediazione delegata). Anzi, il magistrato può non limitarsi a richiedere il semplice incontro davanti all’organismo, ma ha il potere di indicare gli specifici punti su cui attore e convenuto dovranno discutere e approfondire onde tentare una conciliazione. In quest’ottica il giudice può inoltre invitare le parti a concordare, insieme al mediatore, l’avviso di una consulenza tecnica in mediazione (Ctm). Tutto ciò al fine di ridurre i tempi e le spese del giudizio di secondo grado. Insomma, il mediatore diventa – in questo modo – un vero e proprio ausiliario del tribunale cui viene demandato il lavoro “preparatorio”.

 

Nessun veto dunque alla possibilità che, anche nel corso dell’appello, le parti siano sottoposte alla mediazione delegata. E ciò anche se si tratta di materia per la quale non è prevista la mediazione obbligatoria prima del giudizio. Il giudice, in particolare, può invitarle ad avviare una consulenza tecnica per dipanare questioni dipendenti da quella principale, in ordine alle quali il giudice si riserva, in mancanza di accordo, di nominare poi un Ctu (consulente tecnico d’ufficio). Con tutti i conseguenti oneri economici che ne deriveranno.

 

L’ordinanza raccomanda di rispettare, nel corso della Ctm, tutte le fondamentali garanzie in materia di contraddittorio: in tal modo, l’elaborato potrà conservare utilità anche nell’eventuale prosieguo del giudizio.

 

 

L’assicurazione che non si presenta paga la multa

La vicenda riguarda un giudizio tra un danneggiato e la compagnia di assicurazione, cui il giudice raccomandata di partecipare al procedimento di mediazione (benché nella prassi queste ultime spesso disertino gli incontri). L’assenza ingiustificata della compagnia all’incontro di mediazione può comportare la condanna non solo al pagamento delle spese di lite, ma anche al versamento all’erario di una somma corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio. Non è tutto: il comportamento della parte assente in mediazione può essere considerato dal giudice come un argomento di prova in favore dell’avversario e implica, infine, la responsabilità aggravata processuale, trattandosi di volontaria sottrazione ad un ordine del giudice.


La sentenza

TRIBUNALE di ROMA Sez. XIII ORDINANZA

Il Giudice,

dott. Massimo Moriconi,

letti gli atti, osserva:

Si ritiene che in relazione a quanto emerso allo stato degli atti [1], le parti ben potrebbero pervenire ad un accordo conciliativo.

Con alcune premesse.

In particolare e specificamente allorché l’invio in mediazione sia stato effettuato da parte del Giudice ai sensi del riformato secondo comma dell’art.5 decr.lgsl.28/10 si tratta non più di un semplice invito bensì un ordine presidiato da sanzioni, che presuppone peraltro, il previo effettuato vaglio, l’ esame e la valutazione degli atti di causa da parte del magistrato che l’ha disposto.

Considerati i gravosi ruoli dei giudici ed i tempi computati in anni per le decisioni delle cause, una soluzione conciliativa, che va assunta in un ottica non di preconcetto antagonismo giudiziario, ma di reciproca rispettosa considerazione e valutazione dei reali interessi di ciascuna delle parti, non potrebbe che essere vantaggiosa per tutte le parti. Anche in considerazione del fatto che il sistema giudiziario verticale non garantisce, a causa della possibilità di gravami, la sicurezza della stabilità di un eventuale risultato (che la parte reputi per sé) soddisfacente, sicurezza che solo la conciliazione

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[1] Trib. Roma, ord. del 4.04.2016.

 

Autore immagine: pixabay.com

 


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Commenti
15 Apr 2016 Paolo Palermo

Non ho capito la Mediazione Delegata, potrà essere una soluzione per snellire tempi e costi, ma a ché pro ? si terranno sempre in considerazioni le richieste effettive dei danni Subiti? o si ci deve accontentare di una semplice caramella tanto per chiudere il contenzioso?