Part time agevolato, come funziona?
Le Guide
17 Apr 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Part time agevolato, come funziona?

Uscita dal lavoro con contratto a tempo parziale agevolato: contribuzione piena e bonus sullo stipendio ai lavoratori prossimi alla pensione.

 

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un nuovo tipo di contratto part time, il cosiddetto part time agevolato: questo tipo di rapporto ha dei notevoli vantaggi per il lavoratore, come l’accredito dei contributi in misura piena ed un bonus sullo stipendio, ma può essere attivato solo a favore dei dipendenti vicini alla pensione.

Vediamo, in questa breve guida, chi sono i beneficiari delle agevolazioni, come deve essere strutturato il contratto e quale procedura si deve seguire per attivarlo.

 

 

Part time agevolato: per quali dipendenti si può utilizzare

Il contratto part time agevolato può essere utilizzato sia per i dipendenti del settore privato che per i lavoratori pubblici: nonostante, infatti, la Legge di Stabilità inizialmente lo prevedesse soltanto per i dipendenti privati, è stato poi esteso al personale della pubblica amministrazione dal Decreto Milleproroghe. Per i lavoratori pubblici, però, non è stato ancora firmato l’apposito decreto attuativo.

Non tutti i dipendenti possono beneficiare dei vantaggi di questo contratto, ma soltanto coloro che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018.

 

 

Part time agevolato: requisiti per raggiungere la pensione entro il 2018

I requisiti previsti per la pensione, nel triennio 2016-2018, sono:

 

– per la pensione di vecchiaia, sino al 31 dicembre 2017: 66 anni e 7 mesi per gli uomini (a qualsiasi settore appartenenti, sia dipendenti che autonomi) e per le lavoratrici pubbliche; 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome; 65 anni e 7 mesi per le dipendenti del settore provato; sono necessari anche 20 anni di contributi e l’ammontare del trattamento deve superare di 1,5 volte l’assegno sociale;

 

– per la pensione di vecchiaia, nel 2018: 66 anni e 7 mesi per tutti; sono necessari anche 20 anni di contributi e l’ammontare del trattamento deve superare di 1,5 volte l’assegno sociale;

 

– per la pensione di vecchiaia contributiva: 70 anni e 7 mesi di età e 5 anni di contributi; sembrerebbe però che non possano valere, ai fini dell’applicazione del part time agevolato, anche i requisiti utili alla vecchiaia contributiva, in quanto si tratta di un’ipotesi particolare e non applicabile a tutti i lavoratori;

 

 

Part time agevolato: com’è strutturato il contratto

Il contratto agevolato prevede un orario ridotto che può andare dal 40% al 60% dell’orario ordinario. A fronte di questa riduzione, sono comunque riconosciuti i contributi figurativi in misura piena, come se il dipendente stesse lavorando full time. Inoltre al lavoratore è riconosciuto, da parte del datore di lavoro, un premio pari ai contributi da questi non pagati. In pratica, il premio ammonta al 33% della retribuzione non pagata dall’azienda per effetto della riduzione dell’orario di lavoro.

Questo bonus è esente da imposizione fiscale e contributiva.

Per fare un esempio su benefici e svantaggi del contratto, se un lavoratore percepisce, con un full time, 25.000 euro annui, pari a18.936 euro netti, 1.456 per 13 mensilità, con un part time al 60% percepirebbe 15.208 euro all’anno (1.169 euro netti al mese). Di questi, 12.827 euro corrisponderebbero al 60% della retribuzione, al netto, più 2.381 euro di bonus, pari ai contributi non pagati dal datore di lavoro. I contributi figurativi ed effettivi riconosciuti per la pensione sarebbero comunque pari a un totale di 8.250 euro annui (considerando un’aliquota ai fini pensionistici del 33% sull’importo lordo full time di 25.000 euro).

 

 

Part time agevolato: come si richiede

La procedura per ottenere l’autorizzazione al beneficio è piuttosto lunga:

 

– in primo luogo, il lavoratore deve domandare all’Inps la certificazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, in modo che sia certa la loro maturazione entro il 31 dicembre 2018; la certificazione deve essere richiesta tramite il modulo AP32 LC1, direttamente all’Inps o tramite patronato;

 

-in seguito, il datore di lavoro e il lavoratore devono stipulare il contratto part time, che non può proseguire oltre il 31 dicembre 2018 ed il cui orario deve essere tra il 40% e il 60% dell’orario full time;

 

– stipulato il contratto, l’azienda deve inviare la richiesta di autorizzazione alla Dtl (Direzione territoriale del lavoro) che deve rispondere entro 5 giorni: in mancanza di risposta l’autorizzazione si intende rilasciata;

 

– il datore deve poi richiedere un’ulteriore autorizzazione all’Inps, che deve rispondere entro 5 giorni: in questo caso l’Istituto può negare l’autorizzazione se le risorse disponibili non sono sufficienti alla copertura del beneficio; ancora non sono state rese note le modalità operative per la richiesta, ma probabilmente questa avverrò tramite cassetto previdenziale, all’interno della sezione del portale web dell’Inps “Servizi per le aziende e i consulenti”.

 

 

Part time agevolato e altre tipologie di pensionamento

La normativa prevede l’attivazione del part time agevolato soltanto per chi matura il diritto alla pensione di vecchiaia entro il 2018 e non il diritto ad altre tipologie di pensione. Ricordiamo comunque quali sono i requisiti, dal 2016 al 2018, delle principali tipologie di pensioni accessibili:

 

– per la pensione anticipata: 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini; dopo il 31 dicembre 2017 è prevista una penalizzazione percentuale per chi esce dal lavoro prima del compimento di 62 anni d’età (la penalizzazione, per ogni anno, è pari all’1% se sono stati compiuti almeno 60 anni, al di sotto è pari al 2% annuo);

 

– per la pensione anticipata contributiva: 63 anni e 7 mesi d’età, 20 anni di contributi ed un trattamento pari almeno a 2,8 volte l’assegno sociale;

 

pensione con salvacondotto: aver compiuto 60 anni entro il 31 dicembre 2012, possedere a tale data 35 anni di contributi se uomini o 20 se donne; l’uscita è possibile a 64 anni e 7 mesi di età; inoltre non si dve risultare privi di occupazione alla data del 28 dicembre 2011;

 

– pensione lavori notturni e usuranti: i requisiti, in questo caso, sono diversi a seconda della tipologia di lavoro svolto; per una trattazione approfondita rinviamo all’articolo Pensione anticipata lavoro usurante e notturno.


 


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