Viaggi in aereo: passeggeri schedati con il Pnr
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15 Apr 2016
 
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Viaggi in aereo: passeggeri schedati con il Pnr

Nasce il Passenger Name Record, la banca dati dei passeggeri aerei: invasioni della privacy in nome del contrasto al terrorismo.

 

Ci sono voluti cinque anni, durante i quali il terrorismo internazionale ha mostrato tutti i propri denti, per approvare la direttiva europea sul controllo dei passeggeri aerei. Con il via libera al nuovo testo di legge – che ora dovrà essere attuato dagli Stati Membri – nasce il Passenger Name Record, una banca dati volta a schedare chiunque viaggi in aeroporto. I timori per le possibili lesioni alla privacy hanno lasciato il posto alla tutela della sicurezza dei cittadini. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Ogni Stato Membro dell’Unione Europea dovrà realizzare un proprio schedario in cui raccogliere le informazioni dei passeggeri sui voli in partenza o in arrivo da Paesi terzi rispetto all’Europa. Ma diversi sono i limiti della direttiva. Innanzitutto non verranno conservati i dati di chi si muove all’interno dell’UE o dello stesso Paese (varrà, in questi caso, la volontarietà: sarà cioè una legge interna a decidere se estendere il controllo anche a tali ipotesi).

Inoltre non si parla di un’unica banca dati a livello europeo ma di tanti archivi per quanti sono i Paesi aderenti.

Non in ultimo, benché le compagnie aeree dovranno trasmettere le informazioni alle autorità nazionali, queste ultime non saranno tenute a condividerle con gli altri Stati.

 

 

Quando avviene la “schedatura” dei passeggeri?

La compagnia aerea avrà l’obbligo di raccogliere i Passenger name record (acronimo Pnr), ossia l’insieme delle informazioni fornite dai passeggeri, al momento della prenotazione/acquisto dei biglietti e del check-in. La banca dati potrà essere estesa anche alle informazioni raccolte da agenzie di viaggio e tour operator che usino voli charter ma soltanto se i singoli Stati lo decideranno su base volontaria.

 

Nel Pnr verranno conservate le date e l’itineraio del viaggio, partenza, destinazione, modalità di pagamento, numeri di contatto, notizie sui bagagli.

 

 

In quali casi verremo schedati?

La raccolta dei dati avverrà obbligatoriamente solo per i viaggi da un Paese terzo (ossia esterno all’UE) a un altro Paese terzo, oppure da un Paese dell’UE a un Paese terzo e viceversa. Per i voli interni (da Paese UE ad altro Paese UE, oppure all’interno di due località dello stesso Paese UE) la banca dati potrà essere solo su base volontaria: spetterà cioè al Parlamento deciderne l’estensione o meno. Si tratta di un limite notevole al nuovo strumento: i recenti fatti di cronaca e le analisi degli esperti hanno dimostrato che i movimenti dei terroristi avvengono soprattutto all’interno dei paesi Ue essendo i terroristi cittadini di Stati Ue diventati “foreign fighters”.

 

 

Che fine faranno i dati raccolti?

Dopo che la compagnia aerea avrà raccolto i dati dovrà inviarli a un centro nazionale appositamente creato: la Unità di informazione sui passeggeri (Uip, Piu in inglese). Ve ne sarà una per ciascuno Stato.

 

 

Per quanto tempo verranno conservati i dati?

Le informazioni verranno conservate per cinque anni ma dopo sei mesi verranno rese anonime mediante la mascheratura di alcuni elementi come il nome e i contatti.

 

 

Quali le garanzie per la privacy?

La direttiva vieta di trattare i dati che indichino l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, la religione, l’appartenenza a sindacati, lo stato di salute o l’orientamento sessuale dei passeggeri.


 


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