Separazione: per far cessare gli effetti basta tornare a convivere?
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15 Apr 2016
 
L'autore
Angelo Forte
 


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Separazione: per far cessare gli effetti basta tornare a convivere?

Cosa devono fare i coniugi separati consensualmente o giudizialmente per far esaurire gli effetti della separazione.

 

Anche se non sono frequenti i casi di riconciliazione fra coniugi già separati (in via consensuale o al termine di una lunga e combattuta causa), cerchiamo comunque di comprendere quali sono le condizioni che la legge impone per poter considerare cessati gli effetti della separazione.

 

La legge [1] stabilisce che i coniugi possono far cessare gli effetti della separazione (senza necessità di ricorrere al giudice) in due modi diversi:

 

  • con una dichiarazione espressa;
  • oppure con un comportamento non equivoco che risulti incompatibile con lo stato di separazione.

 

Per quanto riguarda la prima forma, i coniugi che si siano riconciliati possono far cessare gli effetti della separazione legale effettuando una apposita ed esplicita dichiarazione da annotare a margine dell’atto di matrimonio [2].

Tale dichiarazione va resa all’Ufficiale di Stato civile del Comune nei cui registri è presente l’atto di matrimonio. In essa i coniugi dichiarano la loro ritrovata armonia coniugale e fanno annotare tale nuova situazione di riconciliazione a margine, appunto, del loro atto di matrimonio.

L’effetto dell’annotazione di questa dichiarazione è, appunto, la cessazione dello stato di separazione ed il ripristino di tutti gli obblighi e doveri relativi allo stato matrimoniale.

 

In alternativa, la legge consente di far terminare lo stato di separazione nel momento in cui essi inizino a comportarsi in un modo che sia del tutto incompatibile con il permanere dello stesso stato di separazione, quale ad esempio l’aver concepito un figlio.

 

A questo riguardo, ci si è chiesto spesso se il tornare a coabitare (cioè a vivere sotto lo stesso tetto) sia sufficiente come comportamento che possa, di per sé, porre termine alla separazione legale fra i coniugi.

La recente giurisprudenza [3] ha chiarito che la semplice ritrovata coabitazione non basta da sola a far ritenere cessato lo stato di separazione legale. In effetti, spesso non è la riconciliazione il motivo per il quale i coniugi separati tornano a vivere insieme, ma è solo una questione di reciproca convenienza economica.

 

Dunque, per considerare effettivamente cessato lo stato di separazione si impone di accertare se sia stata ricostituita la comunione di vita e di intenti, sia materiale che spirituale, ed anche che siano stati definitivamente superati quell’insieme di situazioni e ostacoli che avevano reso impossibile proseguire la convivenza [4].

 

Una volta che, con la dichiarazione resa all’Ufficiale di Stato civile ed annotata nell’atto di matrimonio oppure con un idoneo comportamento, sia cessato lo stato di separazione legale, sono ripristinati gli obblighi ed i doveri matrimoniali e cessano gli effetti della separazione (concordati nella separazione consensuale o imposti dal Giudice nella separazione giudiziale).

 

Ciò vuol dire che, ad esempio, non è più dovuto l’assegno di mantenimento (a tale scopo, quindi, è preferibile, per evitare equivoci, far cessare gli effetti della separazione con la dichiarazione espressa resa all’Ufficiale di stato civile ed annotata a margine dell’atto di matrimonio).

 

Infine, vi è da evidenziare che una nuova separazione legale (successiva, cioè, alla riconciliazione) potrà essere pronunciata solo per fatti successivi alla riconciliazione (non avranno valore, quindi, i fatti avvenuti prima della riconciliazione).

 


[1] Art. 157, Cod. civ.

[2] Art. 63, comma 1°, let. g), D.p.r. n. 396 del 2000.

[3] Cass. sent. n. 19.535/2014.

[4] Cass. sent. n. 28.655/2013.

 

 


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