Fumo: la nicotina non è una sostanza stupefacente
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15 Apr 2016
 
L'autore
Daniela Rotunno
 


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Fumo: la nicotina non è una sostanza stupefacente

Il Ministero della salute non può autonomamente inserire la nicotina nella tabella ministeriale delle sostanze stupefacenti.

 

La nicotina non può essere inserita nelle tabelle ministeriali delle sostanze stupefacenti o psicotrope. Questo è quanto stabilito dal Consiglio di Stato in una recente sentenza [1], con la quale ha respinto l’appello del Codacons avente ad oggetto appunto la richiesta di inserimento della sostanza nell’elenco tenuto dal ministero della Sanità [2].

 

Che cos’è una sostanza stupefacente o psicotropa?

Le sostanze stupefacenti o psicotrope possono essere ottenute chimicamente in laboratorio o tramite estratti di piante. Tali sostanze sono capaci di modificare l’attività psicologica e mentale del soggetto che le assume, generando uno stato di dipendenza ed assuefazione. Nelle tabelle ministeriali vengono indicate come tali, ad esempio, l’oppio e i derivati oppiacei (morfina, eroina, metadone ecc.); le foglie di coca e i derivati; le amfetamine e derivati (ecstasy); gli allucinogeni, la cannabis e i barbiturici.

 

Perché la nicotina non può essere inserita nell’elenco delle sostanze stupefacenti?

Il Consiglio di Stato ha chiarito che la nicotina non può essere inserita tra le sostanze stupefacenti o psicotrope perché l’elenco è tassativamente sancito da impegni internazionali. Di conseguenza, non è attuabile una modifica unilaterale da parte del Ministero della Sanità italiano in quanto ciò comporterebbe un inadempimento dello stato agli obblighi assunti in sede internazionale. Il nostro Paese ha aderito nel 1974 alla Convenzione internazionale sugli stupefacenti siglata a New York nel 1961. Tale trattato internazionale (firmato da ben 183 stati) fornisce una disciplina delle misure di controllo sull’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope per finalità scientifiche e mediche e pone gli strumenti per prevenire il traffico e l’abuso delle droghe. Una modifica dell’elenco, tesa all’inserimento di una nuova sostanza, deve seguire un particolare iter procedurale stabilito da tale trattato, coinvolgendo sia gli stati aderenti che gli organi della Convenzione.

 

Che cosa prevede l’UE?

Secondo il Consiglio di Stato, non è solo questa la ragione che impedisce al Ministero della Sanità di annoverare la nicotina tra le sostanze stupefacenti. Un secondo motivo deriverebbe dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea. A tale proposito esistono delle normative comunitarie disciplinanti i prodotti del tabacco e l’inserimento della nicotina tra le sostanze psicotrope costituirebbe un’invasione della sfera di competenza comunitaria, operando come ostacolo alla libera circolazione delle merci nell’ambito del mercato europeo.

 

Le motivazioni del Consiglio di Stato lasciano perplessi. Infatti dalle numerose campagne promosse a livello comunitario, dalle raccomandazioni e dalle direttive, emerge che i rischi per la salute connessi al consumo di tabacco, sono al centro della politica dell’Unione Europea. Tra le misure anti-fumo adottate dall’UE ricordiamo l’introduzione del divieto di fumare nei locali pubblici, obblighi specifici per imballaggio ed etichettatura dei prodotti del tabacco, le restrizioni pubblicitarie. Ad esempio, nel 2014 è stata emanata la direttiva sui prodotti del tabacco [3], la quale tra le altre cose prevede:

 

  • il divieto di commerciare sigarette e tabacco da arrotolare contenenti aromi caratterizzanti;
  • l’obbligo per l’industria del tabacco di trasmettere relazioni dettagliate agli Stati membri sugli ingredienti utilizzati nei prodotti del tabacco, in particolare le sigarette e il tabacco da arrotolare;
  • l’obbligo di riportare sui pacchetti di prodotti del tabacco le avvertenze sui rischi per la salute. Inoltre è stabilito che il testo di tali avvertenze debba coprire il 65% della superficie esterna del fronte e del retro della confezione di sigarette o di tabacco da arrotolare;
  • il divieto per gli Stati membri alla vendita online di tabacco e di prodotti correlati;
  • una serie di requisiti di sicurezza e di qualità per le sigarette elettroniche;
  • l’obbligo per i produttori di notificare i nuovi prodotti del tabacco prima di immetterli sul mercato dell’UE.

 

In questo contesto, che pone al centro la salute e la sicurezza pubblica, sembra assurdo pensare che un’iniziativa del Ministero della Sanità volta all’inserimento di una sostanza, quale la nicotina, tra quelle stupefacenti, possa essere in contrasto con la normativa comunitaria perché di ostacolo alla libera circolazione dei prodotti del tabacco. Al contrario, per dare una completa attuazione alle norme comunitarie, il Ministero dovrebbe attivare le procedure per la modifica di queste tabelle.


[1] Cons. St., sent. n. 933/2016.

[2] D.P.R. n. 309/90.

[3] Direttiva UE n. 40/2014.

 


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