730/2016 precompilato, la guida completa
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17 Apr 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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730/2016 precompilato, la guida completa

730/2016 precaricato nel sito dell’Agenzia delle Entrate: come accedere, quali dati sono presenti, deduzioni, detrazioni e bonus, come correggerlo ed inviarlo.

 

È già pronto il modello 730/2016 precompilato: si tratta del modello di dichiarazione dei redditi, che può essere utilizzato, in linea generale, da chi non possiede la partita Iva, già compilato dall’Agenzia delle Entrate.

La platea dei destinatari del 730 è dunque molto ampia: si possono dichiarare i redditi di pensione, di lavoro dipendente, di terreni e fabbricati e numerosi redditi diversi (come quelli da lavoro autonomo occasionale). Non solo: nel 730 è possibile anche far valere alcune spese effettuate per ottenere deduzioni (riduzioni del reddito imponibile), detrazioni (riduzioni dell’imposta dovuta) e crediti d’imposta.

Peraltro, molte spese sono già state precaricate nel 730; ma andiamo per ordine e vediamo come si accede al 730, come modificarlo ed inviarlo.

 

 

730 precompilato: come si accede

È possibile accedere al 730 precompilato con modalità differenti:

 

– tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, se si è utenti abilitati Fisconline, utilizzando le proprie credenziali di accesso: il percorso è “Che cosa devi fare-dichiarare-730 precompilato”; si può accedere anche se si possiede l’identità digitale unica Spid o la CNS, la carta nazionale dei servizi;

 

– tramite il sito dell’Inps, nella sezione Servizi per il cittadino: bisogna accedere con le proprie credenziali Inps o con l’identità unica Spid;

 

– tramite il sito NoiPA, utilizzando le proprie credenziali, se si è dipendenti pubblici;

 

– tramite CAF o professionisti abilitati: in questo caso si deve dare un’apposita delega all’intermediario che avrà il potere di accedere alla dichiarazione, modificarla ed inviarla.

 

 

730 precompilato: quali dati contiene

All’interno del 730 precompilato sono già presenti numerosi dati, dalla certificazione dei redditi, ai redditi relativi a case e terreni posseduti, alle spese sanitarie, per i contributi pagati alle colf, per il mutuo, a diversi altri costi deducibili e detraibili.

 

 

CU 2016

Nella dichiarazione precompilata è presente la certificazione unica (CU 2016, che ha sostituito il vecchio modello CUD) dei redditi da lavoro dipendente e assimilati (co.co.co., tirocini, soci di cooperative, compensi corrisposti da terzi…), da lavoro autonomo, di pensione e di altre prestazioni a sostegno del reddito. Nella certificazione unica sono indicati i redditi percepiti e le ritenute effettuate, che ovviamente vanno sottratte dall’imposta dovuta perché sono imposte pagate in anticipo. Sono anche indicate le detrazioni fruite per i redditi di lavoro dipendente, assimilati e di pensione e per i familiari a carico, nonché il Bonus da 80 euro eventualmente erogato.

 

 

Detrazioni per familiari a carico

Per quanto riguarda le detrazioni per familiari a carico, come abbiamo detto già inserite nella precompilata, queste possono essere utilizzate per i familiari che non superano il reddito di 2.840,51 euro.

I familiari per i quali possono essere fruite le detrazioni sono coniuge, figli ed ulteriori familiari indicati dal Codice Civile [1], se conviventi o se a loro favore risultano erogati assegni alimentari non disposti dall’autorità giudiziaria. Per approfondimenti sulle detrazioni per familiari a carico, si veda: Familiari a carico 2016, tutte le detrazioni.

 

 

Bonus da 80 euro

Il bonus da 80 euro mensili, pari a 960 euro annuali, spetta, sui redditi da lavoro e assimilati, ai  contribuenti che hanno un reddito complessivo sino a 24.000 euro annui; il bonus già fruito è indicato nella CU. Per i redditi da 24.000 a 26.000 euro, l’importo del bonus è ridotto secondo la seguente formula:

 

– 960x (26.000-reddito annuale ): 2.000.

 

Ad esempio, se un contribuente ha un reddito pari a 25.000 euro, avrà diritto a un bonus pari a:

 

– 960 x (26.000-25.000): 2000;

– 960 x (1000:2000);

– 960 x 0,5;

– 480 euro.

 

Se il bonus non sia stato fruito in tutto o in parte pur spettando, o se, al contrario, è stato fruito ma in sede di 730 è calcolato un reddito sopra la soglia di spettanza, si determina un conguaglio a favore o a carico del contribuente.

Per ulteriori approfondimenti sui bonus sul reddito, si veda: 730, le detrazioni sul reddito da lavoro e da pensione.

 

 

Redditi di terreni e fabbricati

Il 730 precompilato contiene le informazioni delle banche dati immobiliari (catasto e atti del registro), dunque i dati relativi a terreni e fabbricati.

 

 

Contributi previdenziali per la colf

Nel 730 precompilato sono anche presenti i contributi previdenziali pagati ai lavoratori domestici: sono in particolare precaricati i contributi pagati a Colf e badanti con i quali è stato attivato un normale rapporto di lavoro domestico (per intenderci, quello comunicato all’Inps, per cui si pagano trimestralmente i contributi tramite bollettino MAV).

Non sono presenti, invece, i contributi pagati tramite voucher (i buoni per il lavoro occasionale accessorio): in questo caso possono essere dedotti dal reddito, sino a 1.549,37, i contributi Inps (pari al 13% del voucher) versati tramite i buoni acquistati nel 2015, se sono, però, stati utilizzati prima della data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

 

 

Contributi per la previdenza complementare

Da quest’anno sono disponibili nella precompilata anche i contributi per la previdenza complementare: i contributi versati sono deducibili dal reddito per un importo non superiore a 5.164,57 euro. La deducibilità è prevista per tutti i contributi, a prescindere dal fondo di adesione; sono invece escluse le quote di Tfr destinate alla previdenza complementare.

 

 

Spese sanitarie

Le spese sanitarie (per visite specialistiche, esami, ricoveri, farmaci, dispositivi medici, etc.) non sono tutte già caricate nel 730, ma alcune di esse, come quelle per i farmaci da banco, per alcuni dispositivi medici e per le prestazioni eseguite da fisioterapisti, devono essere inserite dal contribuente.

Le spese sanitarie che danno luogo alla detrazione del 19%, con franchigia di 129,11 euro, sono:

 

– spese per visite mediche generiche e specialistiche;

– spese per analisi ed esami di laboratorio;

– spese per l’acquisto di farmaci (l’acquisto deve essere supportato da uno scontrino parlante, recante la dicitura farmaco ed il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico);

– spese per l’acquisto di dispositivi medici (protesi, occhiali, lenti a contatto…);

– spese per assistenza infermieristica e riabilitativa;

ticket sanitari;

cure dentistiche o odontoiatriche;

– spese per interventi chirurgici;

– spese sanitarie, mediche e di assistenza specifica per disabili: le spese sanitarie per i disabili (visite mediche specialistiche, acquisto di mezzi di ausilio) sono detraibili al 19%, mentre sono integralmente deducibili dal reddito le spese mediche e di assistenza specifica (assistenza di infermieri, OSS, educatori …); per queste spese, rinviamo all’apposita guida: 730, tutte le agevolazioni fiscali per disabili.

 

 

Rimborsi per spese sanitarie

Il 730 precompilato, da quest’anno, contiene anche i rimborsi delle spese sanitarie comunicati da enti e casse con finalità assistenziali a cui è iscritto il contribuente. Per quanto riguarda i rimborsi relativi agli anni precedenti al 2015, saranno assoggettati a tassazione separata.

 

 

Interessi passivi sui mutui

Com’è noto, gli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto della prima casa godono della detrazione pari al 19% sino a un tetto massimo di 4.000 euro: da quest’anno sono riportati automaticamente nel 730.

La detrazione può riferirsi anche all’acquisto di una pertinenza (garage, cantina) della prima casa (non acquistata separatamente) alle spese notarili e agli oneri accessori all’acquisto ed alla stipula del mutuo.

Per calcolare la detrazione spettante, si deve:

 

– moltiplicare il costo di acquisto dell’immobile per gli interessi pagati;

– dividere il prodotto per il capitale erogato a titolo di mutuo;

– applicare il 19% al risultato, ossia la percentuale di detraibilità.

 

In ogni caso, la detrazione spetta solo per la parte di mutuo corrispondente al valore dichiarato nell’atto: se il finanziamento è più alto rispetto alla somma effettivamente sostenuta per acquistare la casa, possono essere portati in detrazione soltanto gli interessi relativi alla parte di mutuo che copre il costo più gli eventuali oneri accessori.

 

 

Polizze vita

Godono di una detrazione del 19% anche le polizze vita. In particolare:

 

– se l’assicurazione copre il rischio morte o invalidità permanente, oppure il rischio infortuni (per le sole polizze stipulate entro il 31 dicembre 2000), il limite detraibile è pari a 530 euro;

– se l’assicurazione copre il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, il limite detraibile è pari a 1.291,14 euro.

 

 

Spese funebri

Il limite detraibile per singolo evento funebre è di 1.550 euro: all’interno della precompilata si trovano le sole spese relative all’attività di pompe funebri; quelle relative ad oneri connessi (come la lavorazione delle lapidi) devono essere manualmente inserite dal contribuente.

 

 

Spese universitarie

All’interno della precompilata sono caricate anche le spese relative alle tasse d’iscrizione e di frequenza delle università pubbliche; sono escluse dal 730 precompilato e vanno indicate a mano ulteriori spese d’istruzione detraibili, come quelle sostenute per test di ammissione.

 

 

Spese che si trovano nel foglio informativo del 730

Alcune spese si trovano all’interno del foglio informativo e non direttamente caricate nel 730. Queste sono:

 

– le spese per l’iscrizione e la frequenza nelle università private, in quanto al momento della pubblicazione della dichiarazione non risulta emanato il decreto del Miur che tiene conto degli importi medi dovuti agli atenei statali;

 

– le spese per il bonus ristrutturazione (che dà luogo a una detrazione del 50%), in quanto l’Agenzia delle Entrate non è in grado di verificare preventivamente le condizioni soggettive di spettanza; nella precompilata si trovano comunque, in automatico, le rate relative agli anni precedenti;

 

– le spese per il bonus per il risparmio energetico (che dà luogo a una detrazione del 65%), in quanto l’Agenzia delle Entrate non è in grado di verificare preventivamente le condizioni soggettive di spettanza; nella precompilata si trovano comunque, in automatico, le rate relative agli anni precedenti; per ulteriori approfondimenti sul bonus ristrutturazione, sul bonus mobili e sul bonus per l’efficienza energetica, si veda: Bonus casa 2016, tutte le agevolazioni spettanti.

 

 

Spese che devono essere inserite dal contribuente

Oltre ai costi già descritti nei paragrafi precedenti, devono essere inserite manualmente dal contribuente diverse spese, da quelle scolastiche, ai canoni di locazione per studenti universitari, alle liberalità. Vediamo i costi principali.

 

 

Spese scolastiche

Dal 16 luglio 2015 in poi , grazie alla riforma della scuola, è possibile fruire della detrazione al 19% per tutte le spese scolastiche sostenute per la frequenza di:

 

asili nido (sino a un tetto massimo di 632 euro);

– scuole dell’infanzia, cioè scuole materne (sino a un tetto massimo di 400 euro);

– scuole primarie, ossia elementari (sino a un tetto massimo di 400 euro);

– scuole secondarie di primo grado, cioè medie inferiori (sino a un tetto massimo di 400 euro);

– scuole secondarie di secondo grado, cioè medie superiori (sino a un tetto massimo di 400 euro);

università, master, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione (senza limiti di detraibilità, escluse le rette relative alla frequenza di Istituti privati, che non sono detraibili in misura superiore alle tasse pagate per la frequenza in un’università pubblica).

 

Le spese sostenute, tra le quali, come è stato chiarito recentemente dall’Agenzia, sono compresi i costi della mensa, vanno indicate, all’interno del 730/2016, nei righi da E8 a E12, con il codice 12 , mentre le sole spese universitarie andranno indicate col codice 13.

Per approfondimenti, si veda: Spese scolastiche nel 730, tutte le detrazioni.

 

 

Spese per l’iscrizione ad attività sportive

Per l’iscrizione dei figli dai 5 ai 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti, la detrazione è pari al 19% su un limite massimo di 210 euro annui.

 

 

Altre spese detraibili o deducibili nel 730

Tra gli altri costi che si possono detrarre o dedurre nel 730 ci sono:

 

– canoni di locazione (propri o per i figli studenti fuori sede);

– spese per i disabili (si rinvia all’approfondimento: 730, tutte le agevolazioni fiscali per disabili);

– credito d’imposta per negoziazione assistita e mediazione;

– donazioni a favore delle istituzioni religiose;

– donazioni a favore delle scuole (cosiddetto school bonus);

– donazioni a favore di Onlus, associazioni di promozione sociale, associazioni di mutuo soccorso ed ex ONG;

– donazioni a favore di università ed enti di ricerca;

– donazioni di immobili vincolati;

– liberalità a favore delle associazioni sportive;

– erogazioni a favore di attività culturali, artistiche e di spettacolo.

 

Per una trattazione completa, si veda: 730, quali donazioni diminuiscono le tasse.

 

 

Come si modifica il 730 precompilato

Il 730, se i dati inseriti sono incompleti o mancanti, può essere modificato, a partire dal 2 maggio 2016 (dal 15 aprile può essere soltanto visualizzato). Le modifiche e le integrazioni devono essere obbligatoriamente effettuate se il 730 risulta errato. Sfortunatamente, le modifiche e le integrazioni effettuate da parte del contribuente, anche se dovute, fanno cadere il beneficio dei mancati controlli documentali, in merito alle deduzioni e detrazioni effettuate, e del mancato controllo preventivo sui rimborsi superiori a 4.000 euro. I controlli documentali possono riguardare, invece, i dati comunicati dai sostituti d’imposta mediante la Certificazione Unica

Sono considerate comunque irrilevanti le variazioni che non influiscono sul calcolo del reddito complessivo o dell’imposta (per esempio, modifiche della residenza all’interno dello stesso comune).

 

Se il 730 precompilato è presentato, con o senza modifiche, ad un Caf o a un professionista abilitato, i controlli documentali sono effettuati nei confronti dell’intermediario anche sugli oneri detraibili e deducibili che sono stati comunicati all’Agenzia delle entrate. L’Agenzia delle Entrate potrà comunque richiedere al contribuente la documentazione necessaria per verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi per fruire delle agevolazioni esposte nella dichiarazione.

 

 

Come si trasmette il 730 precompilato

La presentazione avviene nella stessa sezione del sito in cui si modifica il 730. Prima di presentare il modello, il contribuente deve indicare i dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio (a debito o a credito, dipende ovviamente dal risultato della liquidazione) e compilare la scheda per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef, anche se non esprime alcuna scelta. Occorre poi che verifichi la correttezza e la completezza dei dati già indicati.

Una volta inoltrata la dichiarazione, nel sito è messa a disposizione la ricevuta di avvenuta presentazione.

La trasmissione deve avvenire entro il 7 luglio 2016, ma probabilmente il termine slitterà al 26 luglio.

 

 

Se il 730 trasmesso è errato

Se ci si accorge che la dichiarazione trasmessa è errata, è possibile presentare un 730 rettificativo sino al 25 ottobre, se l’errore comporta un minor debito o un maggior credito d’imposta, o se non comporta variazioni nella liquidazione dell’imposta. In caso contrario è necessario presentare il modello Unico per rettificare la dichiarazione, sino al 30 settembre o al 29 dicembre con ravvedimento.

La presentazione del 730 rettificativo può avvenire solo tramite Caf o intermediario abilitato e non autonomamente.


[1] Art. 433 Cod. Civ.

 


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