Taglio pensione di reversibilità, il Governo parla di errore tecnico
News
16 Apr 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Taglio pensione di reversibilità, il Governo parla di errore tecnico

Il Ministro del lavoro smentisce il taglio delle pensioni di reversibilità nel Def e parla di un refuso: il testo però non è ancora stato cambiato.

 

L’eliminazione, o meglio, il taglio della maggior parte delle pensioni di reversibilità è diventato un gioco senza fine di conferme e smentite. Il Ministro Poletti, difatti, ha smentito ancora una volta che le pensioni ai superstiti saranno subordinate alla soglia Isee, col riordino dei trattamenti di assistenza: la comparsa della disposizione che prevede il taglio della reversibilità, a detta del Ministro, sarebbe soltanto un errore tecnico, una sorta di refuso.

I sindacati, però, credono poco al fatto che si tratti di una svista, prova ne sarebbe il fatto che la disposizione, dopo essere comparsa per la prima volta nel ddl (disegno di legge) Povertà, sia ricomparsa nel Def, il documento economico e finanziario.

Per ora, comunque, nulla è cambiato e il taglio delle pensioni (non solo la reversibilità, peraltro, ma anche altri trattamenti, come l’assegno sociale e le integrazioni al minimo) resta all’interno del Def.

 

 

Riordino delle prestazioni di assistenza

La questione del taglio della reversibilità, come appena accennato, è nata col cosiddetto ddl Povertà, un testo di legge che ha lo scopo di riordinare tutte le prestazioni assistenziali. Il riordino dovrà avvenire secondo il criterio dell’universalismo selettivo: in pratica, un requisito unico che stabilisca o meno la spettanza delle prestazioni di assistenza.

Questo requisito è stato individuato nell’indice Isee: si tratta di un indicatore che, basandosi sugli elementi reddituali e patrimoniali del nucleo familiare del contribuente, quantifica la sua “ricchezza”. L’indice si rileva attraverso la presentazione della Dsu, la dichiarazione sostitutiva unica, che deve essere presentata per accedere ai principali trattamenti assistenziali ed a numerose agevolazioni.

Attualmente, però, la soglia Isee necessaria per accedere ai vari benefici è diversa, a seconda del tipo di prestazione o agevolazione da ottenere: con l’introduzione del principio dell’universalismo selettivo, invece, la soglia Isee sarà unica per tutte le prestazioni. Compresa la pensione di reversibilità, che è stata qualificata dal Ddl Povertà come trattamento di assistenza.

 

 

Reversibilità come trattamento di assistenza

La riconduzione della pensione ai superstiti (per la precisione parliamo di reversibilità se il deceduto era già pensionato, o di pensione indiretta se era un lavoratore) tra i trattamenti di assistenza è piuttosto discutibile: questo tipo di pensione, infatti, si basa sui contributi versati dal dante causa durante la vita lavorativa. È dunque una prestazione finanziata dal contribuente, non da risorse pubbliche, pertanto non appare coerente la sua qualifica come trattamento di assistenza, anche se l’assegno non deriva da versamenti effettuati dal beneficiario.

La subordinazione della pensione di reversibilità ad una determinata soglia Isee comporterà notevoli problemi, tanto più numerosi quanto più sarà bassa la soglia fissata: ed è probabile che il limite reddituale non sia alto, visto che dovrà essere unico per tutti i trattamenti di assistenza.

Per fare un esempio, un vedovo o una vedova potranno trovarsi senza pensione per il solo possesso di una seconda casa, anche se non affittata, in quanto ai fini Isee rileva il valore di tutti gli immobili posseduti, produttivi o meno; ancora, possono portare a sconfinare dal limite i risparmi in banca, anche se frutto di una vita di lavoro e sacrifici (nella Dsu devono essere inseriti conti, libretti, carte di credito, prepagate, titoli di Stato…). Infine, rileva anche il reddito dei familiari nel nucleo: così, se il figlio convivente lavora, il coniuge superstite può perdere la reversibilità.

 

Chiaramente, una simile disposizione risulterebbe veramente iniqua, difatti le critiche sono state “bipartisan”, non solo da parte dei sindacati, ma anche da parte di diversi esponenti della maggioranza: speriamo si tratti davvero di un errore tecnico e che la disposizione sia cancellata dal Def al più presto.


Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti