La cambiale
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23 Apr 2016
 
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La cambiale

La tratta o cambiale in senso stretto, il vaglia o pagherò; i requisiti della cambiale.

 

La «cambiale» è «un titolo all’ordine, formale ed astratto, che attribuisce al possessore legittimo il diritto incondizionato di farsi pagare una somma determinata alla scadenza indicata».

 

In base alla definizione data si evince che la cambiale:

 

– è titolo all’ordine: pertanto requisito naturale di essa è la possibilità di circolare mediante girata (la trasferibilità per girata, però, può essere esclusa dalla clausola «non all’ordine»);

 

– è titolo formale: infatti, la forma prescritta è, nella cambiale, un elemento essenziale per l’esistenza del titolo stesso;

 

– è titolo completo: deve contenere in sé tutti i requisiti richiesti sul foglietto cambiario; essi non possono essere desunti, cioè, da altri documenti aggiuntivi;

 

– è titolo astratto: infatti, nella cambiale manca qualsiasi menzione del rapporto fonda-mentale ad essa sottostante;

 

– è titolo esecutivo, a condizione che siano state osservate le disposizioni di carattere fiscale previste dalla legge. Ciò consente al legittimo possessore, in caso d’inadempimento, di evitare il processo di cognizione e di promuovere immediatamente l’espropriazione forzata contro i beni del debitore;

 

– ammette il confluire in essa di più obbligazioni aventi il medesimo oggetto: infatti, all’obbligazione originaria si aggiungono quelle di ogni successivo girante e dell’avallante, obbligazioni tutte autonome e valide indipendentemente dalle altre, ma tutte legate dal vincolo della solidarietà;

 

– è assistita da un particolare rigore processuale: infatti, nei giudizi cambiari, tanto di cognizione quanto di opposizione al precetto, il debitore può opporre soltanto le eccezioni di nullità della cambiale per la mancanza dei requisiti essenziali e le eccezioni che non si fondino sui rapporti del portatore con il traente o con i portatori precedenti (in quest’ultima ipotesi sempre che il portatore, acquistando la cambiale, non abbia agito consapevolmente a danno del debitore).

Inoltre, se le eccezioni siano di lunga indagine, il giudice, su istanza del creditore, de-ve emettere sentenza provvisoria di condanna, con cauzione o senza, rinviando ad un secondo momento la cognizione delle eccezioni.

 

 

Tipi di cambiale tratta e vaglia cambiario

Alla nozione di cambiale sono riconducibili due figure, la cambiale tratta e il pagherò cambiario.

 

La tratta o cambiale in senso stretto

Contiene l’ordine che una persona (traente) dà ad un’altra (trattario) di pagare ad un terzo (prenditore o beneficiario) una somma di danaro alla scadenza. Il traente è sempre il creditore, il trattario è sempre il debitore, mentre il beneficiario può essere o un soggetto diverso dal traente o lo stesso traente. La complessa struttura della cambiale-tratta porta a distinguere tra:

 

rapporto di valuta (intercorrente tra traente e prenditore) che dà causa all’emissione o negoziazione del titolo (es.: vendita di merce da cui scaturisce l’obbligo di pagamento del prezzo);

 

rapporto di provvista (intercorrente tra traente e trattario) in virtù del quale il traente ordina al trattario di pagare la somma portata dal titolo al prenditore o ad un suo giratario. Questo rapporto può derivare da qualsiasi causa: un rapporto contrattuale per il quale il trattario risulti debitore nei confronti del traente, o un rapporto di conto corrente o di apertura di credito (in tali casi il traente è la banca). Il rapporto di provvista è, quindi, per sua natura extracambiario e diventa rapporto cambiario solo con l’accettazione da parte del trattario.

 

Tali rapporti, però, non sono riportati nella dichiarazione cambiaria e chi è obbligato cambiariamente è tenuto, di regola, a far fronte agli impegni risultanti dal titolo anche se il rapporto sottostante sia inesistente o invalido o se la cambiale sia stata accettata senza che vi fosse la provvista.

Nella cambiale tratta, il soggetto che formalmente è chiamato al pagamento è il tratta-rio. Tuttavia, perché egli assuma la qualità di obbligato cambiario è necessario che accetti la cambiale, firmandola. Con l’accettazione, egli assume l’obbligazione di pagare alla scadenza la somma portata dal titolo.

 

Il vaglia cambiario o pagherò cambiario

È il principale strumento di credito esistente nel nostro sistema ed induce, grazie alle garanzie che lo circondano, i possessori di «capitale» a superare la propria preferenza per la liquidità affidando in usi più produttivi il loro danaro. Esso contiene la promessa, fatta da una persona (emittente), di pagare ad un terzo (prenditore o beneficiario) una somma di danaro ad una determinata scadenza.

Tanto la tratta quanto il vaglia cambiario sono negozi giuridici unilaterali.

 

 

I requisiti della cambiale

La dichiarazione cambiaria deve essere redatta in forma scritta e deve avere carattere autonomo: non può ritenersi valida, pertanto, una scrittura cambiaria inserita nel contesto di un altro documento. Requisiti essenziali della cambiale sono:

 

– la denominazione di «cambiale» inserita nel contesto del titolo ed espressa nella lingua in cui esso è redatto;

 

– l’ordine incondizionato o la promessa incondizionata di pagare una somma determinata. La somma da pagarsi deve essere scritta due volte, una in lettere e una in cifre; se vi è differenza tra le due scritturazioni prevale la somma scritta in lettere. È consentita la promessa di interessi solo nella cambiale pagabile a vista o a certo tempo vista: il tasso di interesse, in tal caso, deve essere indicato nella cambiale;

 

– il nome, il luogo e la data di nascita ovvero il codice fiscale del trattario, se si tratta di cambiale-tratta;

– il nome del primo prenditore;

– la data di emissione;

– la sottoscrizione dell’emittente o del traente;

– il luogo e la data di nascita ovvero il codice fiscale dell’emittente nel vaglia cambiario.

 

La mancanza di uno di questi requisiti fa sì che il documento non valga più come «cambiale», (perché la cambiale è titolo formale e la forma è richiesta per la validità della stessa), ma come semplice attestazione di credito.

 

Elementi accidentali della cambiale sono:

 

– il luogo di emissione (se manca, la cambiale si presume emessa nel luogo indicato accanto alla firma del traente o dell’emittente);

 

– il luogo di pagamento (se manca: per la tratta, si intende il domicilio del trattario; per il vaglia, quello dell’emittente);

 

– la data di scadenza, che può essere:

 

– a giorno fisso: (es.: il 18 novembre 2012);

 

– a vista: in tal caso la cambiale è pagabile al momento della presentazione al debitore per il pagamento;

 

– a certo tempo vista: la cambiale scade dopo un certo tempo dalla presentazione per l’accettazione;

 

– a certo tempo data: la cambiale scade dopo un certo tempo non dalla presentazione, ma dalla data di emissione del titolo.

 

Se non vi è indicazione di scadenza, la cambiale si considera pagabile a vista.

 

I requisiti cambiari suddetti devono sussistere nel momento in cui la cambiale è presentata per il pagamento. Nel momento dell’emissione è sufficiente che vi sia la firma dell’emittente e la denominazione cambiaria.

 

La cambiale che circola sprovvista di uno o più dei suoi requisiti essenziali viene definita:

 

incompleta: quando il rilascio del titolo avviene senza un accordo circa il suo successivo riempimento;

 

in bianco: quando sussiste un contratto di riempimento successivo (es.: il cassiere, come forma di garanzia, rilascia una cambiale al titolare dell’impresa dove è stato assunto con l’intesa che, se si verificheranno ammanchi di cassa, questi potrà riempirla con la cifra del deficit). Se gli accordi non vengono osservati, l’eventuale eccezione di abusivo riempimento non può essere opposta al terzo portatore, salvo che questi abbia acquistato la cambiale in mala fede o con colpa grave.

La facoltà di riempimento è sottoposta ad un termine di decadenza di tre anni dall’emissione del titolo.

 

– In relazione al regime di circolazione del titolo si distinguono:

 

titoli nominativi, intestati ad una determinata persona; tale intestazione risulta sia dal titolo che dal registro dell’emittente (es.: le azioni ordinarie delle s.p.a.). Il trasferimento avviene mediante l’annotazione del nome dell’acquirente sul titolo e nel registro dell’emittente o con il rilascio di un nuovo titolo intestato al nuovo titolare;

 

titoli all’ordine, intestati anch’essi ad un nome; l’intestazione, però, risulta unica-mente dal titolo e l’emittente non è tenuto a registrarla. Il trasferimento avviene mediante consegna del titolo accompagnato da girata (girata è, appunto, l’ordine di pagare ad una determinata persona rivolto dal creditore al debitore);

 

titoli al portatore, non intestati ad alcun nome; per il trasferimento è sufficiente la semplice consegna del titolo (es.: il denaro e i libretti di risparmio al portatore).

 

Da quanto detto si deduce che la legittimazione all’esercizio del diritto incorporato nel titolo deriva:

 

– nei titoli nominativi, dal possesso accompagnato dalla intestazione del titolo, contenuta sul documento e sul registro dell’emittente, a proprio favore;

 

– nei titoli all’ordine, dal possesso del titolo derivante da una serie continua di girate;

 

– nei titoli al portatore, dal semplice possesso del titolo.

 

I titoli all’ordine possono circolare anche come titoli al portatore, quando la girata anziché piena (cioè con l’indicazione del nome del soggetto a cui favore è fatta) è in bianco (cioè, con la sola firma del girante): in tal caso il titolo si trasferisce con la semplice consegna. Anche i titoli nominativi, talvolta, possono circolare con la sola girata;

 

– in relazione ai diritti enunciati nel titolo, si distinguono:

 

titoli di pagamento: danno diritto ad una determinata prestazione di carattere pecuniario (es.: cambiale, assegno);

 

titoli rappresentativi: attribuiscono un diritto diverso dal diritto di credito e cioè, in genere, un diritto reale; tali sono la fede di deposito, la nota di pegno, la polizza di carico, la lettera di vettura etc. Questi titoli, che rappresentano una determinata merce, attribuiscono al possessore il diritto alla consegna della merce in essi indicata, in quanto il possesso della merce si trasferisce con il possesso del titolo;

 

titoli di partecipazione: attribuiscono al possessore un determinato «status giuri-dico» con i relativi diritti da esso derivanti: tali sono le azioni di società, che attribuiscono lo status di socio con i relativi diritti (partecipazione alle assemblee, diritto di voto etc.).

 

Ricordiamo inoltre in relazione all’emittente: i titoli di credito pubblici (ad esempio i buoni del tesoro); in relazione al modo di emissione: i titoli individuali creati di volta in volta per un singola operazione; ed i titoli di massa (detti anche in serie), che vengono creati con un’unica operazione diretta, appunto, a porre in essere più titoli del medesimo contenuto (es.: azioni sociali, obbligazioni sociali etc.). Si ricordi infine che i titoli di massa sono tutti causali.

 

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