Canone Rai: conviventi, colf e badanti non pagano più
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16 Apr 2016
 
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Canone Rai: conviventi, colf e badanti non pagano più

Nuove esenzioni sull’abbonamento tv: l’imposta non viene più pagata da chi non è legato nel rapporto di parentela, dopo i tablet esclusi dal pagamento colf, badanti e altri conviventi.

 

Lo scopo della riforma è tassare “un televisore per famiglia”: alle parole-spot del Ministero fanno seguito alcuni importanti correttivi nella disciplina del Canone Rai con la previsione di nuove esenzioni per conviventi, colf e badanti. E visto che il presupposto di imposta resta solo il sintonizzatore che consente alla televisione di captare le trasmissioni radiovisive, sono esclusi dal pagamento anche tablet e smartphone. Il ministero ha assicurato che pagherà solo chi possiede un vero apparecchio televisivo e non telefonini di tipo “smartphone”, pc o tablet con possibilità di ricevere i programmi. Questi dovrebbero essere alcuni dei correttivi che, secondo le indiscrezioni, verranno fissati al testo del decreto attuativo sul Canone Rai bocciato l’altro ieri dal Consiglio di Stato.

 

Nello stesso tempo è intervenuta l’Agenzia delle Entrate la quale ha chiarito un altro aspetto critico sul quale si erano registrate numerose pressioni, specie da parte del popolo dei pensionati. A non pagare il canone Rai saranno anche colf e badanti residenti (o domiciliati) presso un’abitazione occupata da una famiglia che paga già il canone.

 

 

Lo stesso problema si era infine posto per i conviventi (coinquilini o comunque persone residenti nella stessa abitazione) non facenti parte della famiglia anagrafica: anche per questi ultimi, secondo l’Agenzia delle Entrate, non scatta alcun obbligo di pagamento del Canone Rai. Per cui anche l’uomo e la donna che decideranno di vivere insieme, purché non registrati all’anagrafe (laddove consentito) nel medesimo nucleo familiare, non sono tenuti al versamento del Canone Rai. Anche perché – dice l’Agenzia – non hanno un’utenza elettrica a loro intestata.

 

Il canone sarà dovuto, dunque, una sola volta in relazione a tutte le residenze e dimore della famiglia anagrafica: cioè un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità adozione o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora occasionale nello stesso comune (quindi anche le coppie di fatto, se c’è l’elenco istituito dal Comune).

 

Ricordiamo, infine, che le bollette sono inviate ai clienti anche se non emergano somme dovute a titolo di consumi elettrici. In caso di attivazione di una nuova utenza dopo l’emissione delle fatture con scadenza nel mese di ottobre, il canone dovuto viene tutto addebitato nella prima rata dell’anno successivo dall’impresa elettrica che ha stipulato il contratto


 


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Commenti
19 Apr 2016 angiolo romano

Salve. La fine di una lunga convivenza more uxorio, mi costringe a sopravvivere in pensioncine economiche e senza pretese, che offrono il solo “servizio” di pernottamento e nient’altro. Tuttavia, per poter esercitare i miei diritti civili (il voto, ad esempio) e usufruire dei servizi essenziali (quello sanitario, per intenderci), trattengo la residenza anagrafica presso l’abitazione di proprietà esclusiva dell’ex convivente, intestataria di tutte le utenze domestiche residenziali, nonché storica titolare dell’abbonamento tv. Cosa devo fare? Grazie.