Asilo Politico in Italia
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16 Apr 2016
 
L'autore
Daniela Rotunno
 


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Asilo Politico in Italia

I requisiti, i documenti e le modalità per presentare la domanda di asilo politico nel nostro Paese.

 

 

Chi può presentare domanda di asilo?

Tutti i cittadini stranieri, fatta eccezione per i cittadini dell’UE, hanno il diritto di chiedere asilo politico nel territorio italiano se hanno subito persecuzioni per causa di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per l’ideologia politica, nel Paese d’origine.

 

 

Dove e come presentare la domanda di asilo?

Per fare domanda per il riconoscimento dello status di rifugiato è necessario presentare una richiesta motivata e, per quanto possibile documentata, che indichi la persecuzione e le possibili rappresaglie in caso di ritorno nel Paese d’origine. Il richiedente asilo può presentare una domanda di riconoscimento all’arrivo alla frontiera presso il Dipartimento delle Libertà Civili e dell’Immigrazione del Ministero dell’Interno, o alla stazione di polizia competente per il territorio, entro otto giorni dall’ingresso in Italia. Tuttavia, per giustificati motivi, lo straniero può presentare la domanda anche oltre tale data. Al momento della presentazione della richiesta, lo straniero è inoltre tenuto a consegnare il suo passaporto, se ne è in possesso.

 

La domanda, corredata della documentazione richiesta, verrà prontamente inoltrata dalla polizia alla competente Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato che deciderà se concedere lo status. La commissione è composta da un funzionario della Prefettura in una delle sedi della polizia, un rappresentante dell’autorità locale e un membro dell’Agenzia per i rifugiati (UNHCR). La data di convocazione presso la Commissione sarà comunicata dalla Polizia allo straniero nel domicilio che ha indicato nell’istanza. È importante avvisare sempre la polizia di qualsiasi cambio di indirizzo, onde poter ricevere tutte le comunicazioni, ed è molto importante che lo straniero nell’udienza spieghi bene la situazione e i motivi di persecuzione. Se la Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato, accoglie la domanda, viene rilasciato un certificato di permesso di soggiorno per asilo politico valido per due anni e un documento di viaggio speciale valido per l’estero, tranne che per il paese di origine. La disciplina del permesso di soggiorno per asilo, è simile a quella di altri titoli di soggiorno, ossia non può essere revocato (tranne che per gravi motivi); è rinnovabile e il rifugiato, come definito dalla Convenzione di Ginevra, gode dello stesso trattamento riservato ai cittadini italiani (libertà di religione, d’istruzione, l’accesso alla giustizia, l’assistenza sanitaria, diritto al lavoro e previdenza sociale).

 

Ci sono tre tipi di protezione per i richiedenti asilo:

 

  • status di rifugiato“, protegge chi è costretto a lasciare il proprio Stato perché perseguitato per motivi di sesso, razza, religione, appartenenza politica, secondo la definizione stabilita dalla Convenzione di Ginevra;
  • protezione umanitaria“, quando ci sono gravi motivi umanitari per i quali il rimpatrio forzato potrebbe causare seri problemi nel paese di origine;
  • protezione sussidiaria“, che viene riconosciuta a chi potrebbe subire nel paese di origine un grave danno come la pena di morte, la tortura, trattamenti disumani.

 

L’espulsione per i titolari di permesso per asilo è prevista solo per gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza nazionale, tuttavia, il rifugiato non può essere espulso verso un paese in cui potrebbe essere sottoposto a persecuzione.

 

 

Quale documentazione occorre presentare?

La documentazione, che il richiedente asilo deve presentare all’ufficio di frontiera o alla stazione di polizia del comune del luogo in cui è domiciliato, è la seguente:

 

  • scheda debitamente sottoscritta, redatta nella lingua di origine e tradotta in italiano (indicando tutti i motivi per cui il richiedente è stato spinto all’espatrio ed a chiedere lo status di rifugiato con la presentazione di tutta la documentazione in suo possesso, e specificando, se fosse il caso, tempi e luoghi di detenzione);
  • 5 foto formato tessera;
  • dichiarazione di domicilio (nel caso in cui non si dispone di un posto dove vivere, lo Stato italiano offre la possibilità di ottenere assistenza economica da parte delle autorità locali e un contributo di primo asilo).

 

Invece, in caso di rinnovo del permesso di soggiorno per asilo, si deve presentare la seguente documentazione:

 

  • domanda di rinnovo del modulo (mod. 210);
  • 5 foto formato tessera;
  • fotocopia del permesso di soggiorno da rinnovare;
  • fotocopia del codice fiscale;
  • fotocopia della registrazione al servizio sanitario;
  • copia del contratto di affitto registrato, o l’atto di proprietà.

 

 

La situazione nei centri d’accoglienza

In Italia la situazione è caotica e difficile; ci sono oltre 120.000 posti nei centri di accoglienza, suddivisi tra i centri collettivi di governo, i centri del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e le strutture straordinarie e temporanee sparse in tutto il paese. La maggior parte degli immigrati viene mandata nei centri temporanei, non attrezzati per lunghe permanenze, dove queste persone sono costrette a vivere per tutta la durata della procedura di asilo (che va dai sei mesi fino ad un anno).

 

Secondo alcuni dati non ufficiali, in media, il diritto d’asilo per protezione internazionale in Italia è riconosciuto a circa il 75% dei richiedenti, a differenza dell’Europa, che si attesta intorno al 35%. Il numero di persone che hanno fatto richiesta di asilo politico è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, tanto che la Commissione Europea ha definito il fenomeno come una vera crisi migratoria. La maggior parte delle domande di asilo, secondo i dati del Ministero dell’Interno, proviene da paesi dell’Africa sub-sahariana (Gambia, Senegal e Nigeria, occupano le prime tre posizioni nella lista dei paesi d’origine dei richiedenti asilo in Italia).


 


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