Daniela Rotunno
Daniela Rotunno
16 Apr 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Merce difettosa: come funziona il risarcimento del danno?

I diritti del consumatore in caso di danno causato da prodotto difettoso.

 

Cosa accade quando un prodotto “difettoso” causa dei danni all’acquirente-utilizzato? Qualsiasi consumatore danneggiato a causa della “difettosità” del prodotto, anche se non è l’acquirente, ha diritto al risarcimento del danno. Vediamo come e a chi chiedere il risarcimento del danno.

 

 

Cosa vuol dire prodotto difettoso?

Il Codice del Consumo definisce un prodotto come difettoso quando non presenta la sicurezza che ci si aspetterebbe da esso e si rivela quindi pericoloso. Prodotto difettoso può essere il prodotto alimentare, il detersivo, l’elettrodomestico, il giocattolo, insomma ogni bene materiale che può comportare un danno all’utilizzatore a causa di vizi di produzione. Per considerare la difettosità si deve avere riguardo a tre criteri:

 

  • Il modo in cui è stato messo in commercio: quindi la presentazione, le caratteristiche, le istruzioni, le avvertenze fornite;
  • L’uso al quale il prodotto può essere destinato;
  • Il tempo in cui il prodotto è stato messo in circolazione.

 

 

Quale tipologia di danno è risarcibile?

Il Codice del consumo prevede che sia risarcibile il danno da morte o lesioni personali, il danno cagionato ad una cosa diversa dal prodotto difettoso (se è una cosa destinata al consumo privato dal danneggiato e con una franchigia di 387 euro) ed il danno al prodotto stesso causato dal difetto di una o più parti. Facciamo l’esempio della sig.ra Rossi che, nell’uso di un detersivo per il bucato composto da sostanze chimiche non conformi alla legge, abbia riportato problemi dermatologici e, contemporaneamente, abbia trovato rovinato tutto il bucato. In tal caso, la sig.ra Rossi ha diritto di chiedere il risarcimento sia per i danni fisici riportati sia per i capi di bucato rovinati (i danni al bucato solo nei limiti della franchigia). Se però il bene materiale danneggiato è un bene di uso professionale non vi è diritto al risarcimento del danno.

 

 

Chi risponde dei danni causati da prodotti difettosi?

La legge [1], nel caso di danni causati da merce difettosa, prevede che vi sia la responsabilità del produttore in quanto tale, vale a dire per il solo fatto di aver realizzato un prodotto potenzialmente pericoloso per il consumatore. In tal caso, sul produttore o importatore della Comunità Europea grava una responsabilità non per colpa, ma fondata sulla riconducibilità del danno ad un difetto del bene messo in commercio.

 

Tuttavia il produttore non è responsabile in alcuni casi:

 

  • se il prodotto a seguito di furto è stato successivamente rivenduto;
  • se il difetto è causato da una riparazione effettuata dopo l’immissione sul mercato;
  • se il prodotto non era fabbricato per la vendita ma solo per consumo personale;
  • se il difetto è dovuto alla conformità ad una legge vincolante.

 

 

Che cosa succede nel caso in cui non è possibile individuare il produttore?

Nel caso in cui non si riesca ad individuare chi ha fabbricato il prodotto, il consumatore dovrà rivolgere la richiesta di risarcimento del danno al venditore. A tale riguardo la Cassazione [2] ha precisato che il venditore è tenuto al risarcimento del danno, quindi non si libera della sua responsabilità,  se non dimostra che il soggetto da lui indicato non è il vero produttore del bene. Quindi la legge prevede un’ampia tutela del diritto del consumatore al risarcimento del danno da prodotto difettoso, in primo luogo verso il produttore, ed in secondo luogo, nel caso in cui non si possa risalire al primo, nei confronti del venditore.

Va fatta una precisazione: nel caso in cui il consumatore avanzi la domanda di risarcimento del danno al fornitore, sarà quest’ultimo a dover dimostrare chi è il vero produttore del bene. Invece nel caso di richiesta dal consumatore al produttore, è il consumatore che deve provare che quel soggetto ha fabbricato il prodotto, per vedere accolta la propria richiesta.

 

 

Come fa il consumatore a provare il danno?

Il consumatore deve provare il collegamento tra il difetto del prodotto ed il danno subito; deve inoltre provare di aver usato il prodotto correttamente, secondo l’uso al quale esso è destinato. Infatti se l’utilizzatore era consapevole del pericolo ed ha comunque fatto uso della merce esponendosi al pericolo, questa circostanza esclude il relativo diritto al risarcimento del danno.

 

 

Entro quanto tempo si prescrive il diritto al risarcimento?

Il risarcimento dei danni causati da prodotto difettoso può essere chiesto entro tre anni dal giorno in cui il danneggiato ha avuto o avrebbe dovuto avere conoscenza del danno o del difetto o dell’identità del responsabile. In ogni caso il diritto al risarcimento si estingue entro 10 anni dalla messa in circolazione del prodotto che ha causato il danno.


[1] D.P.R. n. 224/1988; D.Lgs. 206/2005.

[2] Cass. sent. n. 13432/2010.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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