Studi medici di famiglia aperti 16 ore al giorno
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17 Apr 2016
 
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Temistocle Marasco
 


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Studi medici di famiglia aperti 16 ore al giorno

Rivoluzione sanità: la continuità dell’assistenza medica si sposta sulle spalle dei medici di base, i cui studi saranno sempre aperti.

 

La necessità di fornire al cittadino assistenza medica continua per tutto l’arco della giornata e di garantire la tutela del diritto alla salute produrrà a breve importanti novità: gli studi dei medici di famiglia saranno aperti 16 ore al giorno (dalle 8:00 alle 24:00), 7 giorni su 7, e spariranno le file per pagare ticket e prenotare visite, poichè si farà tutto direttamente nello studio medico.

È quanto previsto nell’Atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione di medicina generale, approvato lo scorso 13 aprile dal Comitato di settore governo-regioni [1].

 

La finalità è quella di decongestionare i pronto soccorso e affidare maggiori compiti ai medici di base, i cui studi forniranno assistenza, insieme alle guardie mediche, 16 ore al giorno, 7 giorni su 7. Le ore notturne dalle 24:00 alle 8:00 saranno invece coperte dal 118.

Ciò non vuol dire che ciascuno studio medico rimarrà aperto 16 ore al giorno, ma che il cittadino avrà sempre a disposizione un medico cui rivolgersi, attraverso un sistema di turni degli studi medici, la cui gestione sarà affidata alle AFT (Aggregazioni territoriali funzionali). Se il proprio medico di base ha terminato il turno, tramite le AFT sarà possibile conoscere il professionista cui rivolgersi in quel dato momento del giorno o della notte; questi, attraverso l’accesso a un archivio comune, potrà consultare il profilo sanitario della persona che chiede assistenza. I servizi di pediatria, invece, saranno garantiti dalle 8:00 alle 20:00 per cinque giorni la settimana.

 

Lo sviluppo di un nuove frontiere dell’assistenza medica punta lo sguardo verso gli ambulatori associati, ossia strutture con la presenza di più medici, e nei quali è possibile svolgere accertamenti diagnostici di base, analisi e piccoli interventi chirurgici. Questa tipologia di presidio medico è già presente sul territorio (ve ne sono circa 800), ma si punta a una più larga diffusione degli stessi in tutta la penisola.

La bontà del nuovo sistema è certamente da verificare e le critiche non mancano, soprattutto da parte di chi sente assestare sulle sue spalle il peso del rinnovamento. Il lavoro dei medici di base cambierà, cambieranno gli orari, aumenterà il carico di burocrazia quotidiana, diminuirà il rapporto di familiarità, quasi di intimità che lega un medico di base ai propri pazienti, a vantaggio della spersonalizzazione dell’assistenza sanitaria.


[1] Con il documento integrativo del 13.04.2016 dell’atto di indirizzo per la medicina convenzionata deliberato in data 12.02.2014.

 


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