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Editoriali Pubblicato il 18 aprile 2016

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Editoriali Finanziamenti: cosa sono il Tan, il Taeg e il Tegm

> Editoriali Pubblicato il 18 aprile 2016

Come si calcola il costo di un prestito?

Quando si chiede un prestito a una banca o a una finanziaria, spesso ci si limita a giudicare la convenienza del contratto sulla base del tasso di interesse applicato confrontandolo con le proposte concorrenti. In realtà, si tratta di un dato che quasi mai è indicativo dell’effettivo costo dell’operazione per il soggetto finanziato. Esistono altri elementi che vanno controllati scrupolosamente come i Tan, il Taeg e il Tegm. Vediamo meglio cosa si intende con queste sigle.

Il Tan (acronimo che sta per Tasso annuo nominale) è il tasso di interesse puro, espresso in percentuale sul prestito; esso, come detto, è solo una componente del costo del finanziamento; pertanto, anche se il Tan è zero, non è detto che il finanziamento sia davvero gratuito.

Tuttavia, per capire quanto davvero si andrà a pagare in totale si deve invece guardare il Taeg (tasso annuo effettivo globale), che comprende tutti i costi a carico del debitore. A volte, infatti, all’atto della sottoscrizione di un finanziamento, il consumatore accetta tutta una serie di clausole che finiscono per comportare una serie di costi indiretti: è il caso, ad esempio, della penale per l’anticipata estinzione del prestito, le commissioni, le spese di istruttoria e quelle per i servizi accessori come l’obbligo di stipulare un’assicurazione, le stesse imposte. Tutte queste componenti vanno ad incidere sul costo finale del finanziamento e, quindi, lo rendono più oneroso senza per questo comportare una variazione del tasso di interesse.

Per verificare poi che il Taeg non sfori la soglia dell’usura occorre confrontarlo con il Tegm (ossia il tasso effettivo globale medio, che si trova sul sito di Bankitalia) della tipologia di finanziamento interessata.

Prima di scegliere il miglior finanziamento è sempre bene verificare il soggetto al quale ci si è rivolti, verificando che sia iscritto nel registro dei mediatori creditizi o degli agenti in attività finanziaria (gli elenchi sono consultabili sul sito www.organismo-am.it, dove si può anche verificare se il soggetto sia stato sospeso) e che la banca o la finanziaria siano autorizzate dalla Banca d’Italia (www.bancaditalia.it, nella sezione dedicata agli albi).

Prima di firmare qualsiasi cosa è bene chiedere e leggere i documenti informativi, in particolare il contratto e il Secci (modulo informativo europeo), e nel caso in cui ci sia rivolti a un mediatore o a un agente verificare quale sia la commissione per l’attività svolta.

Infine, è sempre bene chiedere il piano di ammortamento, così da capire se la rata è effettivamente sostenibile.

note

Autore immagine: pixabay.com

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