Autovelox Provida: multe senza segnaletica stradale
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18 Apr 2016
 
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Redazione
 


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Autovelox Provida: multe senza segnaletica stradale

Valido il controllo elettronico della velocità tramite autovelox montato sull’auto della polizia anche se manca il cartello con l’avviso della presenza dell’autovelox.

 

Se le norme sull’autovelox diventano troppo difficili da rispettare anche per la polizia, che non solo ha l’obbligo di tarare l’apparecchio, ma anche di collocarlo a non meno di 400 metri di distanza dalla apposita segnaletica stradale (quella cioè che avvisa l’automobilista del possibile controllo elettronico della velocità), ecco che interviene un nuovo e più versatile apparecchio. Si tratta del Provida 2.000 il quale viene montato sull’auto della polizia in movimento ed è in grado di rilevare le velocità medie (e solo quelle, però) delle automobili “intercettate” dalla volante.

 

La prima particolarità che impone agli automobilisti di prestare molta attenzione alla presenza di questa forma di controllo è che essa non deve essere preannunciata da alcuna segnaletica stradale. Sul punto è già intervenuta la Cassazione secondo la quale è ugualmente valida la multa fatta con il ProVida anche se la presenza dell’apparecchio non è segnalata dal cartello stradale invece obbligatorio in caso di autovelox tradizionale montato sul treppiedi o, comunque, ancorato a terra.

 

Il Provida 2000 ha la particolarità di misurare la velocità media delle auto in movimento perché è montato su auto (civetta e non) della polizia; in teoria potrebbe trovarsi anche sulle moto delle forze dell’ordine.

 

 

Come difendersi dal ProVida?

Sebbene nel 2013 la Cassazione abbia detto che il ProVida non debba essere necessariamente tarato, ma solo omologato, si può tuttavia ritenere che, a seguito della sentenza del 2015 della Corte Costituzionale con cui è stato imposto l’obbligo di taratura a tutti gli autovelox, la previsione possa essere estesa anche agli stessi ProVida e, quindi, debba ritenersi superato l’iniziale orientamento della Suprema Corte. Dunque, il conducente pizzicato in eccesso di velocità ha il diritto di richiedere, all’autorità che ha elevato la contravvenzione, il certificato di omologazione e anche quelli relativi alle periodiche tarature.

 

Valgono poi, anche nei confronti del ProVida, tutti i suggerimenti che abbiamo dato con riferimento al tutor (leggi “Tutor: consigli per evitare le multe”). In particolare, c’è l’obbligo per la polizia di tarare gli apparecchi con una tolleranza del 5% e di considerare, ai fini del calcolo della velocità media, la distanza più breve tra i due punti della strada (così, per esempio, tutte le curve devono essere tagliate).

 

C’è un altro aspetto particolarmente importante che potrebbe costituire un appiglio per l’automobilista: l’apparecchio viene azionato manualmente da un agente, quasi come un cronometro cui si aggiunge una telecamera orientabile. Se l’automobilista multato ha dubbi sulla velocità rilevata può sempre chiedere che il filmato della telecamera venga analizzato al banco-moviola, dove – procedendo fotogramma per fotogramma – si può arrivare a ricalcolare la velocità. L’esperienza insegna che il nuovo risultato è spesso più alto di quello contestato dagli agenti “a mano”.


 


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