Mediazione: non c’è segreto se c’è indagine penale
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18 Apr 2016
 
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Mediazione: non c’è segreto se c’è indagine penale

Il contenuto delle trattative incorse tra le parti durante l’incontro in mediazione deve essere rivelato alle autorità qualora vi sia un’esigenza della procura della repubblica.

 

Il fascicolo del procedimento innanzi all’organismo di mediazione deve essere trasmesso alla Procura della Repubblica qualora sia in corso un’indagine penale: nessun segreto e privacy, dunque, copre quelle che sono le trattative delle parti se a richiedere tali informazioni è il tribunale penale nell’ambito dell’accertamento di un reato. È questa la netta presa di posizione del Ministero della Giustizia (Dipartimento per gli Affari di Giustizia Direzione Generale per la Giustizia Civile Ufficio III – Reparto IV), ad un quesito posto dal responsabile di un organismo di mediazione.

 

Secondo il ministero, “gli obblighi di riservatezza a cui è tenuto l’organismo non esimono dall’osservanza degli ordini pervenuti dall’autorità giudiziaria (Procura della Repubblica)”.

 

Dunque, non c’è privacy che tenga, e gli ordini dell’autorità giudiziaria debbono essere rispettati, in caso di un’indagine penale in corso per la quale sia necessario acquisire il fascicolo di mediazione custodito dall’organismo di mediazione (vuoi perché da quel fascicolo possono essere tratti elementi utili per l’indagine in corso, vuoi perché il verbale di accordo oppure qualche documento allegato costituisce il “corpo di reato”).

 

 

Mediazione e riservatezza

La legge che regola la mediazione [1] obbliga “chiunque presta la propria opera o il proprio servizio nell’organismo o comunque nell’ambito del procedimento di mediazione” a non riferire all’esterno nessuna informazione (ivi compresa l’esistenza di una mediazione tra le parti). È questa l’applicazione anche del principio del segreto professionale.

Nello stesso tempo il mediatore non può riferire ad una delle parti presenti all’incontro quanto da questi appreso in via confidenziale dall’altra.

 

Tale dovere di riservatezza, però, trova un giusto limite laddove vi sia l’esigenza di portare avanti un’indagine penale su richiesta della Procura della Repubblica. Sicché il mediatore non potrebbe mai opporsi all’ordine di esibizione del fascicolo della mediazione.


[1] D.lgs. 28/2010.

 

Autore immagine: pixabay. com

 


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